<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485</id><updated>2011-04-21T18:06:12.299-07:00</updated><title type='text'>Processo Tamagni</title><subtitle type='html'>.. Rassegna Stampa
dai principali quotidiani e portali ticinesi .. 

                                           
&lt;i&gt;Siamo con te&lt;/i&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>31</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-7024872331068602092</id><published>2009-01-28T00:10:00.000-08:00</published><updated>2009-01-28T00:16:40.457-08:00</updated><title type='text'>28 gennaio 2009 - Tio.ch</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=440402&amp;amp;idsezione=1&amp;amp;idsito=1&amp;amp;idtipo=3&amp;amp;dossier=video"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cliccare QUI per il Video&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;PROCESSO TAMAGNI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mauro Ermani: 'Erano consapevoli che potevano uccidere Damiano'.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;LOCARNO - La porta delle assise criminali di Locarno si è aperta alle ore 22.35, dopo oltre 12 ore di camera di consiglio, per fare passare dapprima gli avvocati della difesa ed in seguito i familiari stretti degli imputati e di Damiano Tamagni. Genitori, fratelli, zii e cugini che si sono incrociati a pochi minuti dalla sentenza condividendo la tensione dipinta sul loro volto.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=440402&amp;amp;idsezione=1&amp;amp;idsito=1&amp;amp;idtipo=3&amp;amp;idfoto=59489&amp;amp;dossier=foto"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pochi minuti dopo è stata la volta dei giornalisti che, entrando in aula, hanno trovato la corte, gli avvocati della difesa, la pp Rosa Item, l'avvocato di parte civile, i genitori di Damiano e i familiari di Marko, Ivica e Ivan ad attendere in assoluto silenzio l'arrivo degli imputati e lo squillare della campanella.&lt;br /&gt;Un silenzio assoluto carico di tensione.&lt;br /&gt;Il giudice Ermani ha poi cominciato a leggere la sentenza decisa dalla corte sottolineando che l'invito alla serenità, formulato dagli avvocati difensori nel tentativo di cancellare le tensioni e le pressioni generate dall'opinione pubblica, "è parsa un'ovvietà". Mauro Ermani ha poi continuato la lettura della sentenza spiegando che la corte ha basato la sua sentenza solo su considerazioni di carattere legale e sottolineando, riferendosi chiaramente alle richieste formulate dall'avvocato Luca Marcellini nella sua arringa difensiva, di una giustizia esemplare. "Non spetta alla corte dire se il giudizio preso è esemplare" ha affermato il presidente della corte che ha poi continuato precisando che tale compito spetterà eventualmente ad un'altra corte.&lt;br /&gt;"È stata esemplare la dignità dei genitori della vittima -ha poi sottolineato la sentenza-, consci del fatto che la giustizia non potrà mai lenire le loro sofferenze".&lt;br /&gt;La corte si è limitata, spiega il giudice Mauro Ermani, ad "accertare i fatti in modo oggettivo e senza pregiudizi". Comportamento che l'ha portata a constatare che Damiano è stato ucciso senza che egli abbia minimamente assunto qualsiasi comportamento che potesse aver indotto Ivan Jurkic a pensare che Damiano si trovasse all'interno di una bagarre. "La corte ha proceduto ad un'analisi minuziosa degli atti -ha affermato in seguito il giudice ribadendo che la corte- ha colto l'invito delle difese di valutare le testimonianze con estrema prudenza consci dei sentimenti di sconcerto e rabbia". Seguendo l'invito formulato dalla difesa "la corte ha pure tenuto conto che è umano cercare giustificazioni" riferendosi alle versioni discordanti dei primi verbali ed alle successivi ritrattazioni. Comportamento quindi che non va inteso, secondo quanto affermato dalla difesa, come un atto premeditato.&lt;br /&gt;La lettura della sentenza si è poi concentrata sugli imputati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ivan Jurkic&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"La corte ha accertato che non si è mai dissociato, prima dell'arresto, dagli altri due. Che ad un certo punto è andato a casa non perché pentito ma solo perché il mattino successivo doveva lavorare -afferma Ermani ponendo in seguito l'attenzione sul fatto che dopo l'arresto "non ha esitato a gettare fango su Damiano". La corte inoltre ritiene che Ivan Jurkic abbia colpito Damiano mentre si trovava a terra, al contrario di quanto affermato dall'imputato. Posizione assunta dopo aver "valutato con prudenza le testimonianze". "Dopo attenta e ponderata analisi di tutto il materiale probatorio la corte conferma l'atto d'accusa e gli estremi del reato d'aggressione" ha affermato il giudice prima di decretare la durata della pena inflitta questa sera in prima istanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marko Tomic e Ivica Grgic&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La corte, spiega Ermani, ha deciso di considerare il reato commesso in correità tra i due imputati. "La corte ha escluso che Damiano sia stato colpito alla testa mentre ancora era in piedi" afferma il giudice leggendo la sentenza stilata in camera di consiglio. "Quanto al calcio imputato a Tomic alla corte non è apparso credibile che all'imputato si sia spenta la luce dei ricordi unicamente per la fase che lo avrebbe visto sferrare il calcio a Damiano. La corte ha pure accertato, al di la di qualsiasi dubbio, che sia stato lui a colpire Damiano alla tempia mentre era a terra. Grgic ha ammesso di aver colpito Damiano a terra con un calcio".&lt;br /&gt;"È pure incontestato che la vittima è deceduta in seguito alla lacerazione dell'arteria cervicale intracranica" afferma la corte che, si apprende dalla lettura della sentenza, ha ritenuto convincente e per nulla scalfita dalla perizia di parte, la perizia del dott. Osculati". Tornando alla lacerazione dell'arteria che ha causato il decesso di Damiano la corte ritiene "che non può essere stata causata che da uno o dall'altro trauma alla testa o da entrambi". La corte ha pure stabilito che il decesso di Damiano è avvenuto in seguito ai colpi inferti alla testa quando egli si trovava a terra.&lt;br /&gt;"Chi colpisce una vittima a terra non puo non pensare che possa causarne la morte" ha affermato il giudice prima di decretare la pena di 10 anni ad entrambi gli imputati.&lt;br /&gt;Il dolore dei familiari ha rotto il silenzio. "Siamo ancora un po' confusi" è la parola di uno dei familiari di Damiano.&lt;br /&gt;Nella notte è giunta in redazione la notizia di una conferenza stampa indetta per oggi dalla famiglia Tamagni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-7024872331068602092?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/7024872331068602092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-tioch.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7024872331068602092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7024872331068602092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-tioch.html' title='28 gennaio 2009 - Tio.ch'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-6140901085666420293</id><published>2009-01-27T23:47:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T23:57:27.172-08:00</updated><title type='text'>28 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;PROCESSO TAMAGNI&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;10 anni per Tomic e Grgic; 2 anni e 6 mesi a Jurkic&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Corte non ha dubbi: «È omicidio intenzionale»  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La giustizia può solo accertare i fatti e non lenire le sofferenze», ha detto il giudice Ermani pronunciando la sentenza dopo 13 ore di camera di consiglio. «È stato un gesto vigliacco ed egoista per soddisfare la voglia di menare le mani. Non potevano non sapere che avrebbero provocato la morte di una persona». Il pianto di alcuni familiari degli imputati alla lettura del dispositivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Gesti vili» Giudizio esemplare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; di LUCA PELLONI&lt;/em&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sguardo severo, il tono fermo. Pa&amp;shy;role durissime, «per una colpa gravis&amp;shy;sima ». Il giudice Mauro Ermani non ha usato mezzi termini rivolgendosi ai tre imputati Ivica Grgic, Marko Tomic e Ivan Jurkic. La tensione in sala era al&amp;shy;tissima. Lo era già prima della senten&amp;shy;za, rimandata più volte fin verso le 22.45. Ma poi, finalmente, il verdetto. Che non lenirà il dolore dei familiari di Damiano. Ma che permetterà loro di avviarsi su questo cammino. Dolo&amp;shy;re anche tra i parenti dei tre imputati, che durante la sentenza sono scoppiati in lacrime. Lacrime comunque giuste, perché ciò che hanno commesso i tre imputati ha irrimediabilmente sconvolto anche le vite dei loro cari. «Gesti vigliacchi, commessi solo per soddisfare la voglia di menare le mani», ha commentato il giudice. Gesti che hanno colpito un innocente.  Gesti che i tre imputati non sono riusciti a motivare minimamente. E che vanno dunque condannati con la necessaria severità. Non perché lo chiede il popolo, che ha da subito dimostrato un interesse viscerale per la vicenda. Ma perché è giusto che chiunque paghi per ciò che ha commesso. Non si tratta dunque di una pena esemplare, come sottolineato dallo stesso Ermani. «Questo giudizio spetterà semmai a un’istanza superiore», ha spiegato. Ma di un giudizio esemplare, emanato dopo una scrupolosa ricostruzione di tutti i fatti.  Accertati con grande fermezza dalla corte, che ha così raggiunto la certezza che Grgic e Tomic si sono macchiati di omicidio intenzionale, per dolo eventuale. «Non potevano non sapere che il loro agire avrebbe provocato la morte». Grave anche la colpa di Jurkic, che ha agito senza motivo, aggredendo un innocente. E non è mai intervenuto per fermare i suoi amici. Così la giuria ha deciso di condannare i primi due a dieci anni di detenzione.  E il terzo a due anni e sei mesi, sospesi parzialmente con la condizionale.  La corte ha infine sancito che &lt;strong&gt;Grgic, Tomic e Jurkic dovranno pagare 175mila franchi per torto morale alla famiglia Tamagni. Oltre a 89mila franchi di spese legali. &lt;/strong&gt;Una somma, la prima, che andrà totalmente a favore della Fondazione Damiano Tamagni, creata proprio a seguito della morte del giovane gordolese per fronteggiare l’incalzante violenza giovanile. Soldi che, si spera, potranno servire a qualcosa di buono. Nella convinzione che la morte di Damiano non sia stata inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ermani è durissimo: «Hanno agito da vigliacchi, disprezzando la vita»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI e PATRICK MANCINI&lt;/em&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Hanno agito da vigliacchi, senza scrupoli, solo per soddisfare la loro vo&amp;shy;glia di violenza, dimostrando disprez&amp;shy;zo per la vita umana». Non ha usato mezzi termini il giudice Mauro Erma&amp;shy;ni nel pronunciare la sentenza. Paro&amp;shy;le durissime. «Per una colpa gravissi&amp;shy;ma – dice –. Damiano è stato ucciso senza che avesse mai dimostrato un comportamento che lasciasse presa&amp;shy;gire una situazione di rissa o bagarre. Si è trovato al posto sbagliato, nel mo&amp;shy;mento sbagliato, di fronte alle perso&amp;shy;ne sbagliate». Il presidente della cor&amp;shy;te ieri sera ha così confermato total&amp;shy;mente l’atto d’accusa stilato dalla procuratrice pubblica Rosa Item.  «La corte non ha colto differenze ne&amp;shy;gli atti commessi da Ivica Grgic e Marko Tomic», ha continuato. «Grgic ha qualche precedente, ma si è dimo&amp;shy;strato più sincero. Tomic, invece, ha mantenuto durante tutto il dibatti&amp;shy;mento un comportamento che non lascia presagire un’assunzione di re&amp;shy;sponsabilità ». Quindi la giuria ha condannato entrambi a dieci anni di detenzione. «La gravità dei loro gesti non va motivata oltremodo. Basta di&amp;shy;re che hanno colpito una persona che si trovava a terra, inerme, mentre non poteva difendersi».  Grave è anche la colpa di Ivan Jurkic. «E questo per il reato che ha commes&amp;shy;so. A prescindere dall’esito letale del&amp;shy;l’aggressione », ha sottolineato Erma&amp;shy;ni. «Jurkic non si è mai dissociato da&amp;shy;gli altri due prima dell’arresto. E do&amp;shy;po il pestaggio è andato a casa non perché pentito, ma solo poiché il giorno seguente doveva lavorare. Inol&amp;shy;tre la corte ha potuto accertare che Jurkic ha preso parte al pestaggio, ti&amp;shy;rando a sua volta qualche calcio all’ad&amp;shy;dome di Damiano, quando quest’ul&amp;shy;timo si trovava già a terra». Jurkic, dun&amp;shy;que, è stato condannato a due anni e sei mesi di detenzione. «Non trovan&amp;shy;do motivi per formulare una progno&amp;shy;si negativa, la corte ha deciso che Jurkic potrà beneficiare di una parzia&amp;shy;le sospensione della pena», ha aggiun&amp;shy;to Ermani. Quattordici, in totale, i me&amp;shy;si che dovrà passare in carcere, di cui quasi dodici già scontati.  Tornando a Grgic e Tomic, condanna&amp;shy;ti per omicidio intenzionale, Ermani si è soffermato sulla nozione di dolo eventuale. «È un tipico caso», ha affer&amp;shy;mato. La morte di Damiano è stata causata da una lacerazione dell’arte&amp;shy;ria vertebrale intracranica. Una lesio&amp;shy;ne provocata dai calci inferti da Grgic e Tomic. La corte lo ha potuto accer&amp;shy;tare ricostruendo quanto accaduto grazie alle numerose testimonianze raccolte. «Sono stati determinanti i calci inferti in una zona vitale, quan&amp;shy;do la vittima era a terra inerme», ha ri&amp;shy;petuto Ermani. «Chi colpisce in que&amp;shy;sta maniera non può non pensare di poter provocare la morte della vittima. Quindi lo accetta».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Gli zii di Damiano: «I giudici hanno fatto il possibile, ma...»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non so se questa possa essere definita giu&amp;shy;sta. So solo che i giudici non potevano fare di più in base al diritto svizzero. Accetto serenamen&amp;shy;te il verdetto, anche se forse certe leggi andreb&amp;shy;bero riviste». Danilo Tamagni è lo zio di Damiano. Ha lo sguardo spento. È stravolto, dopo la sen&amp;shy;tenza di Mauro Ermani. Accanto a lui c’è don Sa&amp;shy;muele,   il fratello. «Sul concetto di “pena giusta” – dice – si potrebbe discutere all’infinito. I giu&amp;shy;dici hanno fatto il loro lavoro. E lo hanno fatto bene. L’importante è che sia venuta a galla la ve&amp;shy;rità ». Ha la voce rotta dall’emozione, don Sa&amp;shy;muele. Ma riesce comunque a restare oggetti&amp;shy;vo. «Scusatemi – sospira –, sono esausto, sfini&amp;shy;to. Ora per la nostra famiglia inizia un nuovo ca&amp;shy;pitolo. Mio fratello Maurizio (il papà di Damia&amp;shy;no, ndr) ha deciso di non parlare per adesso. Lo farà prossimamente, quando se la sentirà. Quando la tensione accumulata in questi gior&amp;shy;ni terribili calerà». Anche Danilo ha vissuto i set&amp;shy;te giorni alle assise criminali con il fiato sospe&amp;shy;so. «Ho due figli piccoli – spiega –. E anche loro un giorno andranno a carnevale. Lo ripeto: cer&amp;shy;te norme vanno riviste. Dieci anni di carcere per persone così violente sono un po’ pochi. Se cal&amp;shy;coliamo la buona condotta e il fatto che in Sviz&amp;shy;zera l’anno carcerario non dura 12 mesi, signi&amp;shy;fica che tra 5 o 6 anni potrebbero uscire». Poi Da&amp;shy;nilo spende due parole per Ivan Jurkic. «È lui che ha iniziato tutto – precisa –. Deve ritenersi for&amp;shy;tunato per avere ricevuto solo 2 anni e 6 mesi. Anche lui ha picchiato Damiano. Ma ha avuto fortuna nel non infliggergli un colpo letale. Spe&amp;shy;ro che faccia tesoro di quanto gli è capitato». «Il giudizio umano è stato espresso – gli fa eco don Samuele –. Adesso questi tre ragazzi sono nel&amp;shy;le mani del giudizio di Dio. Lasciamo fare a Lui». Intanto, dalle scale scende la famiglia Tomic. La sorella piange a dirotto. È l’ultima istantaea di una serata da brividi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Editoriale  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;UN’ALTRA “GIUSTIZIA” È POSSIBILE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;di LUCA FIORE&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La corte ha emesso la sentenza e in queste cricostanze si dice: giustizia è fatta. Ma tutti sappiamo che la giustizia dei tribunali, necessaria e doverosa, non ci basta perché, in fondo, non è stata fatta giustizia verso nessuno. Non c’è giustizia per la famiglia Tamagni, che non riavrà mai il suo Damiano e non c’è giustizia verso i tre giovani colpevoli, che non riavranno mai la loro innocenza.  Inutile illudersi che la sentenza di un giudice metta le cose a posto.  Non può togliere il dolore e non può sanare le ferite. Questa sentenza non mette il cuore in pace neanche a noi che abbiamo assistito attoniti a questa vicenda nella quale abbiamo visto il volto del male cieco, che non sa dare spiegazione neanche a se stesso. E quel male aveva il volto di ragazzi cresciuti nello stesso Ticino che ha visto crescere anche Damiano Tamagni. Inutile ricorrere a facili teoremi sociologici che non sono in grado di spiegare ciò che vorremmo spiegare ma che non siamo in grado di fare. Il dolore innocente non si spiega, è lì ad interrogare chi ha il coraggio di non voltare lo sguardo da un’altra parte. È il coraggio che ha avuto la famiglia Tamagni e che vorremmo avessero tanto gli amici di Damiano quanto i colpevoli e i loro cari. Questo coraggio vorremmo averlo noi per guardare in fondo a questo dolore indicibile e domandarci davvero “perché?”.  Non per capire perché è toccata a un bravo ragazzo come Damiano, non per comprendere le dinamiche che hanno scatenato la violenza dei tre giovani. No.  Occorre arrivare davvero al fondo della questione: perché se si muore, si muore perché siamo vivi e la morte ha un senso solo se anche la vita ha un senso. E allora finché non daremo risposta a questa domanda di significato (perché sono al mondo?) non saremo in grado di guardare in faccia questa disgrazia e tutte quelle a cui abbiamo assistito o a cui assisteremo. A chi cercherà facili scorciatoie non rimarrà che una triste consolazione, o una vita a cercare di distrarsi per non ricordare. Non è un caso che per noi cristiani il senso della vita ha il volto di una vittima innocente, condannato a morte senza avere colpe.  L’incontro con Gesù Cristo è innanzitutto l’incontro con qualcuno che è riuscito a riempire, prima ancora del vuoto dell’ingiustizia altrui, l’abisso della nostra inadeguatezza. Il rapporto con Lui, presente, è il continuo ripetersi, a dispetto di tutto il disastro umano di ciascuno, del suo inesauribile amore. È un amore assolutamente gratuito, che non ci si è meritati. Un’altra parola per definire questo amore è “perdono”. Se sono cristiano è perché ho fatto esperienza di questo perdono. Solo per questo sono in grado di perdonare: perché a mia volta sono stato perdonato. Posso perdonare anche perché vedo persone che perdonano: casi privati e casi pubblici di persone che non hanno avuto paura a perdonare; in televisione abbiamo visto ad Erba come Carlo Castagna ha perdonato gli assassini di sua moglie, sua figlia e suo nipote.  Persone reali, non discorsi buoni solo per le sacrestie. Per fare questo passo hanno avuto la semplicità di ricordarsi che qualcuno ha perdonato loro. Se qualcosa del genere accadrà per questi ragazzi -come certamente desidera Damiano- potrebbe essere l’occasione per loro di non sciupare, anche, il tempo della pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Commento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E ora, il tempo del silenzio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;di GRAZIANO MARTIGNONI&lt;/em&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo è terminato , la senten&amp;shy;za decisa. Quando i giudici si saran&amp;shy;no ritirati per l’ultima volta, gli av&amp;shy;vocati chiuso le loro cartelle e i mas&amp;shy;smedia spenti i loro riflettori, verrà inesorabile il tempo del silenzio ove ognuno nella propria intimità, vit&amp;shy;time e colpevoli, si ritroveranno soli di fronte a quel destino, che si è manifestato così crudele e tremen&amp;shy;do. Un destino a cui il Processo avrà tentato di dare ragionevolezza e a cui sarà dato un nome nella distri&amp;shy;buzione saggia e ponderata delle re&amp;shy;sponsabilità. Ma il destino nella sua crudeltà rimane il destino in&amp;shy;spiegabile e tremendo. Tutti siamo chiamati a non dimenticare e a por&amp;shy;ci umilmente di fronte a lui. È basta&amp;shy;ta quella sera, che doveva essere di festa, sono bastati pochi momenti per cambiare, anche se diversa&amp;shy;mente, le vite di quei giovani e del&amp;shy;le loro famiglie. Nella solitudine e nel silenzio che sopraggiunge la via si fa ardua. Quella solitudine può fa&amp;shy;cilmente divenire smemoratezza, indifferenza nel fluire della vita, quel silenzio farsi assordante nel ri&amp;shy;morso, nel rancore e nella colpa, op&amp;shy;pure farsi possibilità, farsi per ognu&amp;shy;no destinazione. Un destino che dalla crudeltà insensata di un acca&amp;shy;dimento diviene per le vittime, co&amp;shy;me già sta avvenendo, nostalgia, ri&amp;shy;cordo, dolore condiviso e per i col&amp;shy;pevoli, proprio attraverso l’espiazio&amp;shy;ne della pena, dura strada di una ri&amp;shy;nascita.  Ma tutto ciò non può avve&amp;shy;nire se quel silenzio e quella inevi&amp;shy;tabile e dolorosa solitudine dei cuo&amp;shy;ri non sarà accompagnata. Accom&amp;shy;pagnata da tutta una comunità che non smetterà di interrogarsi su co&amp;shy;me educare, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nel tempo di svago, i nostri giovani a quel saper riconoscere nell’altro uomo, in chi ti sta accanto, in chi ti passa accan&amp;shy;to, in chi è più debole e persino nel conflitto e nel diverbio solamente una parte di se stessi. Un Sé stesso, nel Volto anche di chi è diverso da te, che merita rispetto, generosità, aiuto, perché ciò che fai all’altro lo fai sempre anche a te stesso. Il cammino si fa arduo per chi resta, per la famiglia del giovane Damia&amp;shy;no, per quelle dei giovani aggresso&amp;shy;ri. I giovani condannati ad espiare la giusta pena dovranno poi essere aiutati a riconoscere la loro colpa, al di là di quella processuale, a ripren&amp;shy;dere il cammino della vita, a ricosti&amp;shy;tuire la loro anima con il peso for&amp;shy;se indelebile di quanto avvenuto ma con la speranza che l’espiazione possa ridare loro il senso e il valore della vita umana. Un compito, che dopo le tante voci di questi giorni, dovrà iniziare subito per dare con&amp;shy;tenuto vero e umano alla parola pe&amp;shy;na e orizzonte alla parola vita. Un ul&amp;shy;timo pensiero a Damiano che ci guarda e così come ci è apparso nel&amp;shy;le testimonianze di chi lo ha cono&amp;shy;sciuto, forse mitemente ci sorride con amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;FATTORE EDUCATIVO&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nulla accade “per caso”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;di PIER GIACOMO GRAMPA&lt;/em&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso che il processo di Locar&amp;shy;no si è concluso con la sentenza, al di là di tutte le considerazioni giu&amp;shy;ridiche ( doveva essere sentenza esemplare o semplicemente giusta; è risultata lieve o congrua; servirà ai colpevoli e sarà di ammonimento a tanta altra gioventù?) voglio ritorna&amp;shy;re con una riflessione di ordine mo&amp;shy;rale, per rispondere a tutti che cer&amp;shy;te cose non succedono comunque per caso. Anche se molti non si ren&amp;shy;dono conto dei loro comportamen&amp;shy;ti, essi sono segno di una profonda carenza nell’educazione della loro coscienza e quindi frutto di una im&amp;shy;maturità, che diviene causa di ge&amp;shy;sti “ irresponsabili”, ma non per questo meno colpevoli.  Nella mia lunga esperienza di edu&amp;shy;catore sono venuto a trovarmi mol&amp;shy;te volte di fronte a risposte facili, quali: “non l’ho fatto apposta”. Si compiono atti senza tener conto di tutte le conseguenze che possono comportare. Si tira un sasso o una pallonata e si ferisce una persona o si danneggia un bene; si infrango&amp;shy;no i limiti di velocità o si praticano la droga, l’alcol e la sregolatezza ses&amp;shy;suale e poi si pretende di non esse&amp;shy;re responsabili delle conseguenze. Come si può arrivare a questa frat&amp;shy;tura tra una causa e il suo effetto, tra un’azione e le sue conseguenze, se non per evidente carenza di senso morale e per insufficiente educazio&amp;shy;ne delle coscienze.  I comportamenti terribili che sono emersi dal processo di Locarno so&amp;shy;no dunque anche il segno delle ca&amp;shy;renze di una società che non è più capace di formare coscienze adul&amp;shy;te, mature, responsabili. Denuncia&amp;shy;no le insufficienze di un sistema educativo tanto nelle famiglie, quanto nelle Chiese, come nella scuola e nella società: in questa so&amp;shy;cietà mass-mediatica di comunica&amp;shy;zioni sempre più selvagge ed incon&amp;shy;trollate.&lt;br /&gt;Proprio una di queste mattine mi è capitato di ascoltare alla nostra radio, in ora per fortuna antelucana il parolaio di turno dire: «Ora che non ho più via d’uscita, apri le tue gam&amp;shy;be verso di me». Quando smetteremo di essere così vuoti e volgari, banali e superficiali? Non lamentiamoci di certi comportamenti, quando non sappiamo più trasmettere alle nuove generazioni quel rigore morale che non è innato, ma frutto di insegna&amp;shy;mento, di educazione, di esempio, di una dimensione morale, che viene sempre più disattesa.  La morale non è da confondere con il giuridico e con il penale, a ciascu&amp;shy;no le sue competenze e responsabi&amp;shy;lità. Ma senza morale perde valore anche la legge e la sua applicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I protagonisti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL GIUDICE: Mauro Ermani &lt;br /&gt;I GIUDICI A LATERE: Chiarella Rei-Ferrari e Luca Zorzi &lt;br /&gt;GLI ASSESSORI GIURATI: Fabio Borsari, Emma Galfetti, Angelo Ponti, Liliana Rich&amp;shy;ner, Doris Roggia &lt;br /&gt;GLI ASSESSORI GIURATI SUPPLENTI: Dome&amp;shy;nico Prandi, Linda Keller-Starnini  IL&lt;br /&gt;PROCURATORE PUBBLICO: Rosa Item &lt;br /&gt;L’AVVOCATO DI PARTE CIVILE (FAMIGLIA TAMAGNI): Diego Olgiati &lt;br /&gt;GLI AVVOCATI DIFENSORI: Luca Marcellini (per Ivan Jurkic), Francesca Perucchi (per Ivica Grgic) e Yasar Ravi (per Marko Tomic) &lt;br /&gt;I PERITI MEDICI: dottor Antonio Osculati (perito giudiziario), dottor Ennio Pedrinis (perito di parte civile) e dottor Angelo Fio&amp;shy;ri (perito della difesa, su richiesta dell’av&amp;shy;vocato Yasar Ravi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-6140901085666420293?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/6140901085666420293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/6140901085666420293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/6140901085666420293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='28 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4565782373678415075</id><published>2009-01-27T23:39:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T23:47:22.733-08:00</updated><title type='text'>28 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/SYAM6omtMNI/AAAAAAAAAJU/fw6yYWSYo20/s1600-h/Image_1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296247363259412690" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 157px; CURSOR: hand; HEIGHT: 236px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/SYAM6omtMNI/AAAAAAAAAJU/fw6yYWSYo20/s400/Image_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (lo striscione esposto di fronte al Pretorio, ieri sera)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dieci anni a Tomic e Grgic, 30 mesi a Jurkic&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I primi due giudicati colpevoli di omicidio intenzionale, il terzo di aggressione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dopo 13 ore di camera di consiglio la Corte delle Assise criminali di Locarno, presieduta dal giudice Mauro Ermani, ha condannato ieri sera Marko Tomic e Ivica Grgic alla pena di 10 anni di carcere e Ivan Jurkic a 2 anni e 6 mesi (14 mesi da espiare e 16 sospesi condizional&amp;shy;mente per 3 anni). I primi due sono stati giudi&amp;shy;cati colpevoli di omicidio intenzionale, il terzo di aggressione per aver provocato la morte di Damiano Tamagni. La Corte ha quindi sostanzialmente conferma&amp;shy;to i reati e le richieste di pena formulati dalla procuratrice Rosa Item. Confermate pure le ri&amp;shy;chieste di risarcimento alla parte civile: 175 mila franchi per torto morale e 89 mila per le spese sofferte. Commentando la sentenza il presidente della Corte Mauro Ermani ha sottolineato come i fat&amp;shy;ti che ci si è trovati a giudicare siano stati di una gravità inaudita, azioni che hanno messo in evi&amp;shy;denza un palese disprezzo per la vita umana. Il verdetto è quindi giunto dopo una lunghissi&amp;shy;ma camera di consiglio nel corso della quale i giurati si sono chinati in modo minuzioso sul&amp;shy;le tesi colpevoliste esposte dall’accusa e dal&amp;shy;la parte civile e sulle argomentazioni contrap&amp;shy;poste dai difensori. Un lavoro reso ancora più complesso e delicato anche in considerazione della forte pressione popolare e mediatica che PAGINA A CURA DI LUCA CONTI, OLIVER BROGGINI E MAURO EURO  Gli elementi su cui la Corte ha dovuto chinarsi sono stati molte&amp;shy;plici, emersi nel corso dei vari gior&amp;shy;ni dur&amp;shy;ante i quali si è protratto il di&amp;shy;battimento, iniziato lunedì 19 gen&amp;shy;naio. In particolare, se per Ivan Jur&amp;shy;kic il ruolo avuto nel violento pe&amp;shy;staggio risultava piuttosto defini&amp;shy;to, nel senso che a lui si attribuiva l’avvio della rissa, partita da alcuni spintonamenti dati a Damiano, a cui sono poi seguiti vari colpi alla vittima inferti dallo stesso, da cui l’accusa di aggressione, per Ivica Grgic e Marko Tomic invece, ac&amp;shy;cusati di omicidio intenzionale, il quadro era molto più complesso. Per la pp Rosa Item infatti i due, colpendo Damiano con dei calci violenti quando si trovava indife&amp;shy;so a terra, dovevano essere consa&amp;shy;p&amp;shy;evoli del fatto che con questo mo&amp;shy;do di agire potevano provocare la morte del giovane. Da qui la configurazione del dolo eventuale, cioè appunto il fatto di dover presumere la pericolosità dell’azione commessa, a sostegno dell’omicidio intenzionale, reato quest’ultimo di cui sono appunto stati chiamati a rispondere nell’at&amp;shy;to d’accusa. Dolo eventuale per il quale l’avv. di parte civile Diego Olgiati aveva chiesto alla Corte di valutare anche la possibilità del dolo intenziona&amp;shy;le, cioè una volontà manifesta di uccidere. In tal senso Olgiati aveva pure parlato di un «omicidio ai con&amp;shy;fini con l’assassinio », in considera&amp;shy;zione anche della crudeltà del&amp;shy;l’azione messa a segno che risulta&amp;shy;va per di più priva del benché mi&amp;shy;nimo movente. Per i difensori dei due imputati con la posizione più grave – gli avv. Ya&amp;shy;sar Ravi ha caratterizzato il processo. patrocinatore di Marko Tomic e Francesca Perucchi lega&amp;shy;le di Ivica Grgic – non si poteva pe&amp;shy;rò pa&amp;shy;rlare di consapevolezza di po&amp;shy;ter uccidere e, tantomeno, di vo&amp;shy;lontà di farlo. E ciò per svariati mo&amp;shy;tivi, fra i quali la brevissima durata dell’azione violenta, molto conci&amp;shy;tata e non premeditata, il fatto che non si è agito armati e, inoltre, che non esiste la prova certa che siano stati proprio i calci dati a Damiano al capo a provocarne la torsione anomala che ha portato alla lace&amp;shy;razione dell’arteria intracranica e alla conseguente emorragia mor&amp;shy;tale. A mettere in dubbio la tesi dei calci alla testa quali causa del trau&amp;shy;ma che ha poi provocato l’emorra&amp;shy;gia – tesi questa avallata sia dal pe&amp;shy;rito dell’accusa che della parte ci&amp;shy;vile – ci aveva pensato anche la pe&amp;shy;riz&amp;shy;ia di parte stesa dal professor Fio&amp;shy;ri per conto dell’avvocato di Mar&amp;shy;ko Tomic. Da qui la richiesta dei difensori di considerare anche per Tomic e Grgic il reato di sola aggressionee non di omicidio intenzionale, con la conseguente riduzione della pe&amp;shy;na a un massimo di 3 anni di carce&amp;shy;re. Dal canto suo anche l’avv. Luca Marccellini, difensore di Ivan Jur&amp;shy;kic, aveva domandato per il suo cliente la scarcerazione subito do&amp;shy;po il processo, chiedendo di tra&amp;shy;mutare l’accusa di aggressione in quella di rissa. Una serie di elementi, tutti questi, che hanno appunto determinato una lunga disamina dei fatti da par&amp;shy;t&amp;shy;e della Corte delle Assise crimina&amp;shy;li cittadine, entrata in camera di consiglio ieri mattina poco dopo le 9.30 dopo che il presidente giudi&amp;shy;ce Mauro Ermani aveva posto i quesiti, e rimasta in seduta fino a tarda notte. Una camera di consi&amp;shy;glio protrattasi per 13 ore per poter trovare un accordo sul verdetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;IL PUBBLICO&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una lunga e inquieta serata in città Tutto fermo in attesa della sentenza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Neanche il ripetuto rinvio dell’ora fis&amp;shy;sata per la lettura della sentenza – prima le 18, poi le 20, poi le 21, le 22, infine le 22.30 – ha scoraggiato quanti erano de&amp;shy;cisi ad assistere, in prima persona, all’ul&amp;shy;timo atto della vicenda giudiziaria lega&amp;shy;ta all’omicidio di Damiano Tamagni. Sin dal calare della sera, gruppi di gio&amp;shy;vani e meno giovani hanno cominciato a gravitare attorno ai due punti chiave nella geografia del processo: lo storico palazzo del Pretorio – all’interno del qua&amp;shy;le, tuttavia, sono state ammesse solo una cinquantina di persone, tra familiari stretti e rappresentanti della stampa – e il nuovo edificio amministrativo del Can&amp;shy;tone, dove negli scorsi giorni è stata alle&amp;shy;stita una sala video a disposizione del pubblico, per seguire in presa diretta il dibattimento. Pattuglie in posizione Già ben prima delle 20, diverse pattuglie della polizia sono state disposte attorno al perimetro dei due stabili, e ronde di polizia si sono succedute senza interru&amp;shy;zione, pronte per rispondere ad ogni im&amp;shy;previsto. Il primo segnale della enorme attesa per il verdetto della corte è giunto poco dopo le 19, quando – sulla facciata del palazzo collocato esattamente di fronte alla scalinata del Pretorio – è sta&amp;shy;to srotolato uno striscione lungo quasi dieci metri, con la scritta a lettere cubi&amp;shy;tali «Giustizia per Damiano». Un segno della crescente tensione tra il pubblico è poi giunto, poco prima delle 20, quando gli agenti della polizia hanno comunicato, con un’affissione, l’ulterio&amp;shy;re prolungamento del dibattito in came&amp;shy;ra di consiglio. Sotto la scritta «Sentenza non prima delle 22», una mano anoni&amp;shy;ma ha infatti aggiunto, a penna, la paro&amp;shy;la «Vergonia» (sic). Porte aperte alle 22.40 L’assembramento davanti alle porte del&amp;shy;l’edificio amministrativo, in via della Po&amp;shy;sta, è poi cresciuto regolarmente ma con massima tranquillità, fino a vedere oc&amp;shy;cupata buona parte della scalinata; fian&amp;shy;co a fianco, era possibile vedere grup&amp;shy;petti di giovani e giovanissimi, ma an&amp;shy;che persone di mezza età desiderose di accedere alla sala video. Poca, da parte di tutti, la voglia di concedere battute o ri&amp;shy;flessioni alle telecamere delle emittenti cantonali. Al temine dei numerosi rin&amp;shy;vii, è giunto il momento – alle 22.40 – di accedere alla sala; l’apertura delle por&amp;shy;te è stata accompagnata da un’ovazio&amp;shy;ne, in attesa di conoscere la sentenza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;IL COMMENTO&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;IL CARNEVALE, IL DOLORE, UNA TOMBA E IL VERDETTO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di EMANUELE GAGLIARDI&lt;/em&gt; (Gordola)&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Adesso qualcuno andrà a dirlo senz’altro anche a lui, a Damiano, che cosa hanno deciso i giudici. Lo faranno probabilmente i suoi famigliari, gli amici. Lo faranno da&amp;shy;vanti alla tomba, alla sua foto, affrancata alla croce in legno, in silenzio, nel cimitero di Gordola. Fisseranno il volto sere&amp;shy;no di un giovane al quale è stato negato, in un attimo, tutto quanto la notte del venerdì grasso riserva ogni anno a coloro che scendono in strada, nelle piazze, per gustare l’atmosfera del carnevale ed il resto, molto più importante: una vita pos&amp;shy;sibilmente serena con i propri cari, una famiglia. Dialoghi mu&amp;shy;ti, profondi, che ripercorreranno ancora una volta le tappe di una tragica morte e tutto ciò che ne è seguito. I visitatori par&amp;shy;leranno senza muovere le labbra e lui resterà lì ad ascoltare. Un volto sereno, solare che pare non conoscere la violenza. Ognuno racconterà qualche particolare diverso, che lo ha col&amp;shy;pito in questa vicenda. L’onda emozionale che ha suscitato, l’arresto dei quattro giovani coinvolti, con responsabilità di&amp;shy;verse, nell’accaduto; le iniziative sorte per non dimenticare Damiano: le marce silenziose, le fiaccolate, la Fondazione. Senza scordare il processo, anzi i processi, quello avvenuto dentro l’aula penale, troppo piccola per contenere il pub&amp;shy;blico e gli altri, celebrati fuo&amp;shy;ri, in strada, nei bar, su Inter&amp;shy;net, nelle discussioni tra ami&amp;shy;ci, con procuratori pubblici e avvocati improvvisati. Con sen&amp;shy;tenze, senza appello, emesse nello spazio di una discussio&amp;shy;ne. Ma la giustizia si ammini&amp;shy;stra in Tribunale, dando la pos&amp;shy;sibilità agli accusati di difen&amp;shy;dersi. E così Damiano si senti&amp;shy;rà di nuovo raccontare le bor&amp;shy;date sparate dall’accusa e dal&amp;shy;la parte civile e le repliche, puntuali, dei difensori. Chiu&amp;shy;derà gli occhi chi, davanti alla tomba, non riuscirà a fermare il pensiero che correrà impie&amp;shy;tosamente alla scena dell’ag&amp;shy;gressione, della caduta e dei colpi impietosi al capo e si morderà le labbra se non riu&amp;shy;scirà a fermare la commozio&amp;shy;ne. Quello sguardo di Damia&amp;shy;no, senza più luce, rivolto ver&amp;shy;so un cielo che per lui non bril&amp;shy;lava più, sarà difficile da di&amp;shy;menticare per chi non lo ha co&amp;shy;nosciuto anche come amico, come figlio, come ragazzo tran&amp;shy;quillo che studiava per ottene&amp;shy;re un diploma. I colpi al capo, come descritto da alcuni testi&amp;shy;moni, risuoneranno come tuo&amp;shy;ni anche nelle notti stellate. Non solo per chi lo ha avvici&amp;shy;nato quella sera in modo mi&amp;shy;naccioso, ma anche per chi ha assistito, pietrificato, al pestag&amp;shy;gio. Per l’accusa, due degli ag&amp;shy;gressori volevano uccidere, per i difensori no. Chi ha dato il via a tutto è stato accusato di ag&amp;shy;gressione. La procuratrice generale ha chiesto 23 anni e mezzo di car&amp;shy;cere. Per la parte civile l’agire dei due principali imputati ha sfiorato il reato di assassinio. Perché è morto Damiano? I periti sono stati d’accordo su una cosa: la causa della morte è dovuta all’emorragia prodot&amp;shy;ta dalla lacerazione dell’arte&amp;shy;ria vertebrale per un movi&amp;shy;mento brusco e anomalo del capo. Ma quando è avvenuto questo? Damiano guarderà sempre sorridente anche chi davanti alla sua tomba si por&amp;shy;rà questa domanda, ripetuta più volte in aula, quasi a dire: «Non chiedetelo a me». Lui quella sera era sceso in strada per divertirsi, non per morire. La Corte ha deciso. Damiano non ha fatto in tempo a salu&amp;shy;tare la sua giovinezza. È acca&amp;shy;duto tutto in pochi secondi. Gli altri invece, quelli che lo han&amp;shy;no affrontato, avranno tempo per ripensare a come hanno bruciato la loro gioventù, oltre a quella di Damiano, in un at&amp;shy;timo. Si avvicina un nuovo car&amp;shy;nevale. I parenti, gli amici di Damiano faranno tappa al ci&amp;shy;mitero di Gordola, quelli degli imputati al carcere: i primi porteranno fiori, gli altri la biancheria di ricambio. Tutti comunque con il cuore gonfio di dolore. E chi si recherà in parlatorio non potrà non pen&amp;shy;sare, conversando coi propri figli detenuti, per un attimo, a Damiano e al suo ultimo car&amp;shy;nevale. L’ultimo anche per i suoi aggressori. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4565782373678415075?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4565782373678415075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4565782373678415075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4565782373678415075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='28 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/SYAM6omtMNI/AAAAAAAAAJU/fw6yYWSYo20/s72-c/Image_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-5036912176279786020</id><published>2009-01-27T23:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T23:39:11.438-08:00</updated><title type='text'>28 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dieci anni a Tomic e Grgic&lt;/span&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Riconosciuto a carico dei due il reato di omicidio intenzionale. A Jurkic, invece, 2 anni e 6 mesi per aggressione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dieci anni a Ivica Grgic e 10 anni a Marko Tomic, entrambi riconosciuti colpevoli di omicidio intenzionale per dolo eventuale. E 2 anni e 6 mesi, per il reato di aggressione, a Ivan Jurkic, che dovrà però espiare complessivamente soltanto 14 mesi ( 12 quelli già sofferti). Il dispositivo della sentenza letto ieri verso le 23 dal giudice Mauro Ermani, presidente della Corte di Assise crimi&amp;shy;nali di Locarno, ha quindi ricalcato nella sostanza le aspettative dell’accu&amp;shy;sa, pur non infliggendo a Tomic quel mezz’anno in più rispetto all’amico che era stato richiesto dalla procuratrice pubblica Rosa Item. La colpa da ascri&amp;shy;vere ai due, ha detto Ermani, è in defi&amp;shy;nitiva la stessa, e nella commisurazio&amp;shy;ne della pena i precedenti e la sincerità dimostrata da Grgic sono equivalsi al « comportamento processuale senza as&amp;shy;sunzione di responsabilità » tenuto da Tomic. I due ragazzi, ha accertato la Corte, hanno colpito Damiano alla te&amp;shy;sta, quando questi era a terra, con al&amp;shy;meno un calcio ognuno. Lo hanno fatto « in modo vigliacco e senza scrupoli, per soddisfare la voglia di far andare le mani » .  Tomic e Grgic hanno dimostrato « di&amp;shy;sprezzo per la vita umana ed egoismo nell’appagare la loro voglia di violen&amp;shy;za » . Quanto al dolo, « si tratta di un tipi&amp;shy;co caso di azione per dolo eventuale » , perché « basta che l’autore sia cosciente di poter cagionare la morte ma agisca accettando il rischio che ciò accada » . E non è vero, ha aggiunto Ermani a scan&amp;shy;so di equivoci, che la giurisprudenza non presenti altri casi di condanne per omicidio intenzionale per dolo even&amp;shy;tuale senza che vi sia stato l’ausilio del&amp;shy;le armi, così come asserito dall’avvoca&amp;shy;to Yasar Ravi.  I colpi inferti a Damiano alla testa, ha proseguito il giudice, « sono stati col&amp;shy;pi tali da rompere l’arteria della vitti&amp;shy;ma » , causandone così la morte. In que&amp;shy;sto senso è stata considerata « conclu&amp;shy;dente e convincente » la perizia giudizia&amp;shy;ria del dottor Antonio Osculati, e ugualmente « convincenti » sono state le indicazioni del perito di parte civile, Ennio Pedrinis.  Ermani – al di là dalla commisurazio&amp;shy;ne della pena – non è stato tenero nep&amp;shy;pure con Jurkic, che « non è intervenuto, spintonandolo, per proteggere Damiano, ma lo ha fatto dopo che gli era stata fat&amp;shy;ta notare la presenza del giovane noto per i suoi precedenti di rissa » ( il “ Car&amp;shy;los” delle nostre cronache). Jurkic « non si è mai dissociato, prima dell’arresto, dagli altri due, e non si è mai dimostrato pentito » . Dopo l’arresto, inoltre, « non ha esitato a gettare fango su Damiano » . La sua colpa « è grave per il reato che ha commesso, a prescindere dall’esito drammatico dell’aggressione » .  Nella sala riservata al pubblico più di 100 persone, in maggioranza giovani, han&amp;shy;no seguito in silenzio la lettura della sen&amp;shy;tenza. Volti concentrati e attenti, nono&amp;shy;stante l’ora tarda. Dagli altoparlanti la voce del giudice Ermani giungeva chiara; sul video della telecamera fissa si poteva osservare la corte. All’uscita pochi com&amp;shy;menti, per sottolineare la severità delle pene inflitte agli accusati. Poi tutti sono sfilati di fronte agli agenti dell’imponente dispositivo di sicurezza allestito ieri sera in via Luini per tornare a casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I protagonisti del processo sotto i riflettori per sette lunghi giorni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Una lunga settimana per i prota&amp;shy;gonisti del processo che si sono ri&amp;shy;trovati al centro dell’attenzione dei media; a pochi metri da impu&amp;shy;tati, corte, avvocati e parenti, per otto ore al giorno i giornalisti hanno osservato ogni gesto e ascoltato ogni parola per captare tutte le sfumature. Ecco alcune ri&amp;shy;flessioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I genitori di Damiano&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il processo è stato un’esperienza provante per tutte le parti in causa ( organi di stampa compresi), ma ad&amp;shy;dirittura straziante per i genitori di Damiano. Più di una volta in sala s’è riflettuto sull’opportunità, per la mamma, di rimanere al suo po&amp;shy;sto, accanto all’avvocato di parte ci&amp;shy;vile, mentre l’istruttoria dibatti&amp;shy;mentale andava a sezionare i singo&amp;shy;li fotogrammi del pestaggio fatale. Nulla è più doloroso per una madre che rivivere più e più volte la morte violenta di un figlio. Se è questo il percorso che i Tamagni hanno scel&amp;shy;to per affrontare il loro dramma, è un percorso che merita il massimo rispetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La compostezza dei parenti dei tre imputati&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La settimana di dibattimento è stata un durissimo banco di prova anche per i parenti dei tre giovani imputati, due dei quali finiti alla sbarra per rispondere di un reato pesante come l’omicidio intenziona&amp;shy;le. Fianco a fianco si ritrovavano fa&amp;shy;miglie i cui rapporti – è un fatto ri&amp;shy;saputo – si sono inaspriti proprio a causa del dramma di carnevale. Ep&amp;shy;pure da questo contesto di rabbia, disperazione e tristezza è emersa so&amp;shy;prattutto una grande compostezza, una capacità di elaborare il dolore proprio e altrui senza eccessi, ma anzi contraddistinta da un grande rispetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’atteggiamento del giudice&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche critica s’è levata in rela&amp;shy;zione all’atteggiamento avuto du&amp;shy;rante il processo dal presidente del&amp;shy;la Corte. Non di rado il giudice Mauro Ermani ha sottolineato con veemenza le mancate risposte degli imputati riguardo a contingenze importanti, se non cruciali; e spes&amp;shy;so si è arrabbiato per i “ non ricor&amp;shy;do” che costellavano le ricostruzio&amp;shy;ni dei fatti. Tuttavia, pur se a volte uscendo dagli schemi, Ermani ha dimostrato il suo spessore morale riuscendo a tenere saldamente in mano un dibattimento sempre e co&amp;shy;stantemente in preda a forti venti contrastanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gli amici e la Fondazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una presenza costante, sobria e partecipe, è stata quella degli amici di Damiano Tamagni, che qualche mese fa hanno dato vita alla Fonda&amp;shy;zione anti- violenza a lui intitolata. Non era facile, nel contesto di un pro&amp;shy;cesso a tratti quasi insostenibile, dare un segno di equilibrio, e di vici&amp;shy;nanza ai più stretti familiari della vittima. Gli amici di Damiano ci sono riusciti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Valida la soluzione per far spazio al pubblico&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Tribunale penale cantonale ha sottovalutato l’interesse del pub&amp;shy;blico per il processo. Così, alle pri&amp;shy;me battute, ci si è accorti che nel&amp;shy;l’aula del Pretorio di Locarno non c’era spazio sufficiente per tutti. Il problema è stato risolto in tempi brevi ( nel giro di un paio di gior&amp;shy;ni); è stato allestito un videocolle&amp;shy;gamento con una sala nel vicino Palazzo dell’amministrazione can&amp;shy;tonale. Una settantina i posti. Mol&amp;shy;ti hanno potuto seguire istruttoria, requisitorie e arringhe, facendosi così un’idea chiara di un processo difficile e di grande intensità emo&amp;shy;tiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Accusa all’accusa... Ma poi si fa uguale&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante le loro arringhe gli av&amp;shy;vocati difensori hanno lodato l’in&amp;shy;chiesta precisa e puntigliosa con&amp;shy;dotta dalla procuratrice pubblica Rosa Item. Salvo poi criticare il suo metodo di lavoro: estrapolare dalle decine di testimonianze rac&amp;shy;colte solo gli argomenti utili per costruire il castello accusatorio. « Non si fa » , hanno commentato. Ma più avanti, per rinforzare le loro tesi difensive e per evidenzia&amp;shy;re dubbi e incongruenze, non han&amp;shy;no esitato ad usare lo stesso identi&amp;shy;co sistema, proponendo in lunghe carrellate alcuni stralci tratti dalle dichiarazioni dei testi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Sui motivi della violenza nessuna risposta&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno degli aspetti più scioccanti è stato il silenzio dei tre imputati di fronte a una delle domande chiave del processo: perché quella violenza? Il giudice Mauro Ermani ha insistito più volte. « Ci dev’essere una ragione. Cosa vi ha spinto? Possibile che du&amp;shy;rante l’anno trascorso in cella non ab&amp;shy;biate riflettuto su questo punto? ». Fra&amp;shy;stornante la scena muta dei tre im&amp;shy;putati. « Deduco che non ci sia stato un motivo – ha concluso Ermani –. Se sono stati gesti gratuiti c’è di che al&amp;shy;larmarsi. Chi mi dice che un domani non possiate ripeterli? ».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’editoriale  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Caso Tamagni, reazioni senza freni e giustizia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di Davide Martinoni e Serse Forni&lt;/em&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Salvo possibili ricorsi per Cassazione da parte della difesa, la sentenza di colpe&amp;shy;volezza emessa ieri sera dalla Corte delle Assise cri&amp;shy;minali di Locarno presiedu&amp;shy;ta dal giudice Mauro Erma&amp;shy;ni ha messo la parola fine ad uno dei casi giudiziari più sentiti degli ultimi anni in Ticino. Il processo pub&amp;shy;blico – che realmente pub&amp;shy;blico nei primi due giorni non è stato a causa di preve&amp;shy;dibili problemi di spazio nell’aula penale del Preto&amp;shy;rio – è stato l’appendice pe&amp;shy;nale di una vicenda che ha scosso il cantone per vari motivi.  Il primo, il più immediato ed evidente, è stato la morte violenta di un ragazzo inno&amp;shy;cente, che nulla aveva fatto quella sera del 1o febbraio 2008 se non cercare di diver&amp;shy;tirsi. Un secondo tema, che è andato ad aggiungersi al primo ed è emerso con forza durante il dibattimento, è stato l’assurdità dell’ag&amp;shy;gressione, la “ gratuità del gesto”, come l’ha definita l’avvocato della famiglia Tamagni: un pestaggio ini&amp;shy;ziato senza alcun motivo e condotto con rapida bruta&amp;shy;lità fino all’esito finale.  Il terzo motivo di tanta attenzione è quello razziale. Un motivo di stampo tipica&amp;shy;mente destrorso, cavalcato a fini ideologici e politici da quegli “ estremisti da grotti&amp;shy;no” – alcuni di essi purtrop&amp;shy;po muniti di giornale – abi&amp;shy;lissimi a sfruttare una pau&amp;shy;ra del diverso sempre più diffusa nella popolazione. Paura molto presente anche fra i più giovani, come di&amp;shy;mostra il fatto che, fin dai primissimi giorni, in quei loro territori di espressione che sono i “ blog” è stato ri&amp;shy;versato il peggio che una co&amp;shy;munità multietnica come la nostra potesse partorire: odio razziale, sete di vendet&amp;shy;ta e altre spaventose dimo&amp;shy;strazioni di intolleranza che rimandano a ben più cupi periodi storici.  Per molti di questi “ dimo&amp;shy;stranti” il caso era chiuso già una settimana dopo i fatti: i tre sono stati proces&amp;shy;sati sommariamente e con&amp;shy;dannati sul web a pene fero&amp;shy;ci che il Codice penale sviz&amp;shy;zero neppure prevede. Poi i gestori di portali come Tici&amp;shy;nonews e Ticinonline si sono resi conto che i limiti erano stati superati e hanno oscurato i “ blog”.  Anche nei giorni del pro&amp;shy;cesso gli internauti si sono fatti sentire, utilizzando nuove modalità di comuni&amp;shy;cazione: Facebook e un sito d’oltre confine. Obiettivo: raccogliere adesioni per una richiesta di pena seve&amp;shy;rissima. Il tutto a ruota li&amp;shy;bera e senza filtri.  L’avvocato difensore Luca Marcellini, nella sua arrin&amp;shy;ga per Ivan Jurkic, ha pun&amp;shy;tato il dito contro la pres&amp;shy;sione dell’opinione pubbli&amp;shy;ca, che non si era mai mani&amp;shy;festata in modo così dirom&amp;shy;pente. Ha pure dato una sua spiegazione: si vuole a tutti costi accrescere la colpa per distanziarsi dagli autori dei fatti. Loro sono i “ mo&amp;shy;stri”, capaci di ogni effera&amp;shy;tezza, lontani da noi per età, modo di pensare ma so&amp;shy;prattutto etnia. Così tutto sembra più chiaro, com&amp;shy;prensibile e accettabile. An&amp;shy;che se non corrisponde alla realtà dei fatti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il rischio è che, quando può viag&amp;shy;giare a briglia sciolta, l’opinione pubblica tolga serenità a chi deve amministrare la giustizia. È giusto, democratico e legittimo che ognuno possa esprimere la propria opinio&amp;shy;ne. E con le nuove tecnologie l’eser&amp;shy;cizio è ancora più facile: un gioco da bambini. Ma ogni gioco deve avere le sue regole, affinché sia cor&amp;shy;retto e onesto. Se da una parte biso&amp;shy;gna imparare a gestire queste nuove situazioni, dall’altra occorre ri&amp;shy;chiamare alle proprie responsabi&amp;shy;lità chi ospita gli scritti di tutti (spesso anche di chi si nasconde die&amp;shy;tro l’anonimato) senza porre alcun limite.  Quando il limite viene superato, o a monte non viene neppure imposto, allora la reazione popolare è inevi&amp;shy;tabilmente una deriva morale che si traduce negli insulti, nelle ingiurie e nelle minacce. E il diritto penale viene ridotto ad optional.  È significativo che per mettere un freno al fiorire di iniziative di dub&amp;shy;bia origine, ma di indubbio scopo, abbia dovuto intervenire la stessa famiglia Tamagni, chiedendo pub&amp;shy;blicamente di non strumentalizzare la morte di Damiano. Ed è illumi&amp;shy;nante in questo senso il lavoro di sensibilizzazione condotto contro la violenza giovanile, ma anche contro l’intolleranza, dalla neona&amp;shy;ta Fondazione intitolata a Damia&amp;shy;no. È un lavoro duro, di questi tem&amp;shy;pi, ma che trae beneficio dalle pri&amp;shy;me, autorevoli risultanze delle ana&amp;shy;lisi svolte dal Gruppo “giovani, vio&amp;shy;lenza educazione”, istituito all’in&amp;shy;domani dell’uccisione di Damiano e coordinato dal procuratore Antonio Perugini.  “Svizzero o straniero non fa diffe&amp;shy;renza – è statisticamente l’identikit tracciato del giovane violento –. Maschio, di un’età mediamente compresa tra i 13 e i 20 anni, con un alto rischio di recidiva spinto dal sentimento di onnipotenza, disprez&amp;shy;zo per la vittima e accanimento an&amp;shy;che dopo averla già sopraffatta, scarsa coscienza delle conseguenze dei propri gesti, pronunciato narci&amp;shy;sismo che si esprime con l’esibizione delle proprie bravate (filmati, foto con cellulari, racconti agli amici)”. Per diversi tratti è la descrizione esatta degli imputati di Locarno. La cui origine straniera non può e non deve essere considerata un’ag&amp;shy;gravante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-5036912176279786020?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/5036912176279786020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/5036912176279786020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/5036912176279786020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/28-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='28 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4180434346644269498</id><published>2009-01-27T13:47:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T23:59:44.783-08:00</updated><title type='text'>LA SENTENZA</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Ivan Jurkic: 2 anni e 6 mesi&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;(aggressione)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Iviza Grigic: 10 anni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;(omicidio intenzionale)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Marko Tomic: 10 anni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;(omicidio intenzionale)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dovranno pagare 175mila franchi per torto morale alla famiglia Tamagni (importo che andrà interamente alla Fondazione). Oltre a 89mila franchi di spese legali.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4180434346644269498?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4180434346644269498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/la-sentenza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4180434346644269498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4180434346644269498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/la-sentenza.html' title='LA SENTENZA'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-7535910673491804110</id><published>2009-01-27T00:29:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T13:34:51.994-08:00</updated><title type='text'>27 gennaio 2009 - Ticinonews.ch</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;EDIZIONE SPECIALE DI TICINONEWS ALLE 23.00 PER LA SENTENZA TAMAGNI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dopo 3 rinvii, la sentenza della Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani è attesa per le 22.30&lt;/strong&gt;. Diretta su TeleTicino, Radio 3iii e ticinonews.ch &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sentenza al processo per il delitto Tamagni, prevista per le 18 di oggi, è stata rinviata a non prima delle 22.30 di questa sera. La corte delle assise criminali presieduta dal giudice Mauro Ermani, sta evidentemente valutando con estrema attenzione la commisurazione della pena per i tre imputati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;***&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;ore 17:39&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;EDIZIONE SPECIALE DI TICINONEWS ALLE 22.15 PER LA SENTENZA TAMAGNI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Grande attesa a Locarno per la decisione della Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani. La sentenza in diretta su TeleTicino, Radio 3iii e ticinonews.ch&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sentenza al processo per il delitto Tamagni, prevista per le 18 di oggi, è stata rinviata a non prima delle 22 di questa sera. La corte delle assise criminali presieduta dal giudice Mauro Ermani, sta evidentemente valutando con estrema attenzione la commisurazione della pena per i tre imputati. LA SENTENZA IN DIRETTA SU TELETICINO TeleTicino seguirà questa sera l’attesa sentenza con un collegamento in diretta via satellite dal Palazzo di giustizia di Locarno. Alle 22.15 circa ci sarà un'edizione speciale dedicata interamente alla sentenza e alle prime reazioni. A Locarno ci saranno Matteo Bernasconi, Italo Carrasco e Marco Bazzi, in studio Prisca Dindo. Un primo aggiornamento potrebbe già giungere durante la diretta di Piazza del Corriere, moderata da Gianni Righinetti. Insomma, seguendo i programmi di TeleTicino potrete essere aggiornati in tempo reale sull’esito del processo. GLI AGGIORNAMENTI SU RADIO 3III E SU TICINONEWS.CH Anche su Radio 3iii aggiornamenti costanti a partire dalle 17,45 e poi collegamento in diretta con Laila Meroni, che si trova a Locarno, non appena sarà nota la sentenza. In studio ci sarà Sacha Dalcol. Potrete seguire in tempo reale l’esito del processo anche sul portale, con aggiornamenti e reazioni curati da Chiara De Bianchi, che pure si trova a Palazzo di giustizia. LE RICHIESTE DELL’ACCUSA Ricordiamo che la pubblica accusa, rappresentata dalla procuratrice Rosa Item, aveva chiesto 10 anni e mezzo per Marko Tomic e 10 anni per Ivica Grgic, entrambi accusati di omicidio intenzionale, e tre anni da scontare per Ivan Jurkic, accusato di aggressione. LE RICHIESTE DELLA DIFESA I legali dei due principali imputati, Yasar Ravi e Francesca Perucchi, hanno chiesto la derubricazione del reato da omicidio in semplice aggressione, con una pena massima di tre anni. Secondo i due avvocati, rimane ancora il dubbio su quali siano stati i colpi che provocarono la morte di Damiano Tamagni, e non vi fu comunque la volontà di uccidere. Luca Marcellini, che difende Jurkic, ha chiesto invece la scarcerazione immediata del giovane, in detenzione dal 2 febbraio dell’anno scorso. LE RICHIESTE DI PARTE CIVILE Ricordiamo anche che il legale della famiglia Tamagni, Diego Olgiati, ha sostenuto che in questo caso si è vicini all’omicidio per dolo diretto e non eventuale come sostenuto dall’accusa: Tomic e Grgic sapevano di uccidere in quanto sferrando due potenti calci in testa a Damiano ormai steso a terra indifeso l’esito non poteva che essere che quello mortale. Olgiati ha chiesto per la famiglia della vittima un risarcimento complessivo di 193'000 franchi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;ore 16:25&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Processo Tamagni: sentenza rinviata&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La sentenza è slittata di due ore ed ora è attesa per stasera dopo le 20.00&lt;/strong&gt;. E Ticinonews sarà sul posto per seguirla in diretta. E da stasera, dopo la sentenza, i lettori di ticinonews.ch potranno esprimere la loro opinione sulla vicenda e sul processo per il delitto Tamagni. Finora la redazione ha deciso di non aprire blog sul tema, confermando la linea seguita in ogni vicenda giudiziaria e considerato la delicatezza del caso. Ma, visto il desiderio che i ticinesi hanno manifestato di dire la loro, si è deciso di aprire uno spazio controllato. Non un classico blog, ma un forum dove ognuno potrà esprimersi firmandosi però con nome e cognome e inviando una e-mail all’indirizzo &lt;a href="mailto:processo@teleticino.ch"&gt;processo@teleticino.ch&lt;/a&gt;. La redazione valuterà le opinioni, riservandosi il diritto di non pubblicare quelle che violano i minimi criteri di rispetto. I contributi scelti verranno pubblicati a partire da questa sera e alcuni di essi verranno ripresi giovedì alle 13 nella trasmissione Pop Politik, in onda su Radio 3iii e su TeleTicino, dedicata proprio ai processi mediatici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;ore 07:00&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Processo Tamagni: stasera la sentenza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Per i due principali accusati chiesta una pena di tre anni. Sentenza attesa dopo le 18.00: &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.ticinonews.ch/"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;seguila in diretta su Ticinonews&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri, al sesto giorno del processo per morte di Damiano Tamagni, avvenuta a Locarno durante il carnevale dell'anno scorso, i difensori dei due principali accusati hanno chiesto una pena massima di tre anni per aggressione, e non una per omicidio volontario come vuole l'accusa. Secondo gli avvocati Francesca Perucchi e Yasar Ravi non ci sono i requsiti richiesti per la pena di omicidio volontario poiché i due giovani da loro difesi non hanno mai avuto intenzione di uccidere. La sentenza è attesa per stasera dopo le 18.00. E Ticinonews sarà sul posto per seguirla in diretta.La difesa non mette in dubbio che la causa del decesso di Damiano Tamagni sia dovuta alla rottura di un'arteria del cervello, ma sottolinea però che la ferita fatale può essere avvenuta in qualsiasi momento della colluttazione, quando la vittima era ancora in piedi e non esclusivamente quando, ormai a terra, veniva presa a calci. La caduta al suolo di Damiano può anche essere stata provocata da un arresto cardiaco dopo la rottura dell'arteria cerebrale. E i calci inferti al capo della vittima non sono quindi stati per forza mortali. L'avvocatessa Perucchi ha inoltre avanzato una scemata responsabilità del suo cliente, il 22enne croato, perché era sotto l'effetto di alcolici e marijuana.La settimana scorsa la procuratrice pubblica Rosa Item ha chiesto per i due principali imputati dieci anni e dieci anni emezzo di reclusione. Per il pubblico ministero i due hanno massacrato di botte la vittima senza alcun motivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-7535910673491804110?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/7535910673491804110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-ticinonewsch.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7535910673491804110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7535910673491804110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-ticinonewsch.html' title='27 gennaio 2009 - Ticinonews.ch'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-8848851981246422095</id><published>2009-01-27T00:08:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T00:28:57.855-08:00</updated><title type='text'>27 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;PROCESSO TAMAGNI Per Grgic e Tomic «non più di tre anni per aggressione»- Oggi la sentenza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le difese: non si può stabilire chi sferrò il colpo fatale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI e MAURIZIO VALSESIA&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Umanità, equità, giustizia e prudenza. Sono principi incisi sulla volta dell’aula del Pretorio di Locarno, dove da questa mattina sono riuniti in camera di consiglio i giudici togati e popolari, chia&amp;shy;mati a decidere se Marko Tomic e Ivica Grgic de&amp;shy;vono essere condannati per omicidio intenziona&amp;shy;le come chiede la procuratrice pubblica Rosa Item (che propone 10 anni più 6 mesi di carcere per il primo e 10 anni al secondo), o unicamente per ag&amp;shy;gressione come invece perorato dalle difese. La sentenza è attesa dopo le 18. Sul tavolo della Cor&amp;shy;te, oltre ai faldoni dell’inchiesta, gli atti di sei gior&amp;shy;ni di processo. Tomic e Grgic sono nella posizio&amp;shy;ne più grave (per il terzo giovane, Ivan Jurkic, l’ac&amp;shy;cusa chiede 3 anni per aggressione; mentre la di&amp;shy;fesa propone in prima istanza una pena non su&amp;shy;periore al carcere preventivo). Non negano di aver assalito Damiano Tamagni. Ribadiscono quanto ammesso già dai primi verbali: Grgic con spirito più collaborativo, Tomic meno, secondo Rosa Item, da qui la differenza di 6 mesi nella propo&amp;shy;sta di pena. Differenza che non ha visto d’accor&amp;shy;do il legale Yasar Ravi. Quella dell’avvocato Ma&amp;shy;nuela Perucchi è stata un’arringa contenuta nei to&amp;shy;ni, priva d’impeto. La legale ha sottoposto alla Cor&amp;shy;te quelli che, a suo dire, «sono gli unici fatti noti e accertati», sfoltendoli, «dal giudizio che può es&amp;shy;sersi formato intorno a questa vicenda, compli&amp;shy;ce il forte interesse suscitato e le discussioni ali&amp;shy;mentate dai media o dai blog su internet». Quel calcio è «stato un gesto vergognoso di cui si ricor&amp;shy;derà tutta la vita». Ma «la gravità di questo even&amp;shy;to non può essere attribuito alla volontà di ucci&amp;shy;dere ». Concetti molto simili li ha espressi l’avvo&amp;shy;cato Ravi, che ha poi rivelato l’esistenza di una let&amp;shy;tera, scritta da Marko Tomic per i genitori di Da&amp;shy;miano, ma mai consegnata loro perché poteva sembrare un magro tentativo di “captatio bene&amp;shy;volentia”. «Recapiterò il suo scritto solo a proces&amp;shy;so concluso», ha spiegato Ravi. Questa sera si porrà dunque la parola “fine” su una tragica vicenda, che ha coinvolto il mondo giovanile. Damiano non sarà ma restituito a suoi cari, ma da stasera, do&amp;shy;po che il giudizio della corte sarà espresso, v’è da sperare che possa tornare un barlume di serenità su tutte le famiglie tragicamente coinvolte.&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La parola agli imputati&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al termine del dibattimento il giudice Mauro Ermani ha, come di consueto, da&amp;shy;to la parola ai tre imputati. Hanno rispo&amp;shy;sto solo due di loro: Ivica Grgic e Marko Tomic. Ivan Jurkic, palesemente disorien&amp;shy;tato dall’avvicinarsi della sentenza, non se l’è infatti sentita di aggiungere un qualsiasi pensiero. Un atteggiamento avuto durante tutta la giornata. Dopo ogni pausa Ivan è infatti rientrato in au&amp;shy;la con lo sguardo basso, rivolto al suolo, denotando quantomeno di essere turba&amp;shy;to. Ivica Grgic, invece, ha sostanzialmen&amp;shy;te ripetuto quanto già detto più volte in aule, durante il dibattimento: «Mi pento dal primo giorno per quanto è successo e mi pentirò per tutta la vita. Mi spiace davvero tanto per i familiari di Damiano e anche per i miei». Marko Tomic, che fi&amp;shy;nora non era riuscito a esprimere a pa&amp;shy;role il suo pentimento, con voce treman&amp;shy;te ha concluso: «Vorrei chiedere scusa al&amp;shy;la famiglia Tamagni per quello che è ac&amp;shy;caduto. Mi spiace moltissimo. Mi porterò questo dolore per tutta la vita. Mi ha se&amp;shy;gnato per sempre».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Perucchi: «Ivica non voleva uccidere, non è un mostro: merita al massimo 3 anni»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appellandosi al concetto dell’“in dubio pro reo”, l’avvocato Francesca Perucchi ha chiesto una pena deten&amp;shy;tiva non superiore ai 3 anni per Ivica Grgic. E, in subordine, a non più di 4 anni se dovesse essere condannato per concorrenza ideale in omicidio colposo. Ivica non è un picchiatore Anzitutto, ha esordito, «va chiarito che Ivica non è un picchiatore. Non ha un carattere violento. L’unico fatto emer&amp;shy;so in tutta la sua giovinezza è quello relativo al carnevale di Maggia del 2007, la cui protagonista a verbale af&amp;shy;ferma “mi ha solo spinta”. Non esisto&amp;shy;no altri episodi. Chi lo descrive come una “testa calda” fornisce valutazioni soggettive, nessun esempio concre&amp;shy;to ». Sulla drammatica sera del 1° febbraio 2008, l’avv. Perucchi chiede alla cor&amp;shy;te «di leggere le testimonianze con prudenza». Nello specifico: «Non è ve&amp;shy;ro che tutti i presenti stavano dimen&amp;shy;ticando la zuffa scaturita in preceden&amp;shy;za tra i due gruppi (ndr. gli amici di Damiano da una parte e altri ragazzi dall’altra)». Perucchi cita alcune testi&amp;shy;monianze: «“Era una rissa”; “Ho visto in via Borghese una decina di giova&amp;shy;ni che litigavano e Damiano era già a terra”; “Dei giovani si picchiavano tra loro”». L’avvocato non entra nel merito dei motivi che spingono il terzetto ad ag&amp;shy;gredire Damiano. Si concentra sul pe&amp;shy;staggio. «Ivica non nega l’aggressione. Fin dal primo verbale ammette di aver sferrato un pugno e un calcio, non for&amp;shy;te, a Damiano a terra». Piuttosto: «Nu&amp;shy;merosi testimoni descrivono Damia&amp;shy;no in stato confusionale prima di ca&amp;shy;dere a terra». Queste deposizioni, a parere della di&amp;shy;fesa, indicherebbero uno stato ano&amp;shy;malo rispetto quanto ci si aspettereb&amp;shy;be da «una persona attiva come Da&amp;shy;miano, giovane, sana, un militare, sep&amp;shy;pure sottoposta a spintoni e ai primi pugni». Sempre dai verbali dei presen&amp;shy;ti interrogati: «“Era strano”; “Barcolla&amp;shy;va”. Oppure: “Guardava a terra”; “Ge&amp;shy;sticolava con le braccia”. Infine, “Ca&amp;shy;de a terra come un sacco di patate”». Insomma, «la rottura dell’arteria che provoca la morte di Damiano Tama&amp;shy;gni, avrebbe potuto essere anteceden&amp;shy;te i calci al capo. Non possiamo escluderlo». In dubbio pro reo, appun&amp;shy;to. Evento imprevedibile E le dichiarazioni di coloro che han&amp;shy;no visto sferrare i calci con forza? Me&amp;shy;no attendibili di quelle citate a difesa, perché pronunciate da persone vici&amp;shy;ne alla vittima o influenzate – incon&amp;shy;sciamente – dal clima fortemente col&amp;shy;pevolista dell’opinione pubblica. Ma qual era il livello di consapevolez&amp;shy;za di Ivica Grgic in quei momenti? Pe&amp;shy;rucchi ricorda alla Corte che per ac&amp;shy;certare il dolo eventuale occorre che l’accusato «sia cosciente delle conse&amp;shy;guenze dei suoi atti. Non è questo il caso. Gli stessi periti ci dicono essere un evento eccezionale, molto raro, la lacerazione dell’arteria vertebrale in&amp;shy;tracranica a causa di un movimento innaturale della testa. È altamente in&amp;shy;verosimile che Ivica potesse preveder&amp;shy;lo. Ammesso che sia stato il suo cal&amp;shy;cio a provocarla». In altri termini: «Esi&amp;shy;ste un ragionevole dubbio nell’accer&amp;shy;tamento di ulteriori responsabilità di&amp;shy;rette, oltre a quelle già ammesse da&amp;shy;gli imputati». La legale chiede anche la scemata re&amp;shy;sponsabilità, date la decina di birre bevute e i due spinelli fumati dall’im&amp;shy;putato. «È giovane, sta pagando e pa&amp;shy;gherà ancora. Anche per il clamore mediatico e perché difficilmente po&amp;shy;trà restare in Svizzera, il Paese in cui è nato». Infine: «Nessuno nega che ab&amp;shy;bia commesso qualcosa di molto grave. È pentito. Non chiede ancora perdono solo perché non lo ritiene il momento. Sa che prima deve essere fatta giustizia».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ravi: «Marko non ha mai pronunciato la frase “chi picchiamo stasera?”»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Condanna per aggressione, lesio&amp;shy;ni semplici e omissione di soccorso, con una pena non superiore ai tre anni di detenzione. Parzialmente sospesi con condizionale secondo i criteri che la corte riterrà più oppor&amp;shy;tuni. È la proposta avanzata dell’av&amp;shy;vocato Yasar Ravi, al termine di un lungo quanto giuridicamente preci&amp;shy;so esposto, per il suo assistito, Marko Tomic, accusato di omicidio inten&amp;shy;zionale. «Marko è pentito, prova grande dolore per quanto ha com&amp;shy;messo. Chiede giustizia. E non vuo&amp;shy;le svincolarsi dalla sue colpe per tec&amp;shy;nicismi giuridici. Quindi, nel caso in cui la corte non potrà escludere con certezza che i colpi da lui stesso in&amp;shy;ferti abbiano concorso nella morte di Damiano, è pronto a rispondere an&amp;shy;che del reato di omicidio per negli&amp;shy;genza (ndr colposo)», ha aggiunto Ravi, sottolineando la presa di co&amp;shy;scienza del giovane per l’enorme danno arrecato. «In questa eventua-l&amp;shy;ità, chiedo comunque una pena non superiore a quattro anni. E an&amp;shy;che se la corte deciderà di imputar&amp;shy;gli il reato di omicidio per dolo eventuale, ritengo eccessiva la pena proposta dalla procuratrice pubbli&amp;shy;ca Rosa Item. La condanna non do&amp;shy;vrà comunque superare i sei anni di carcere». Presunzione d’innocenza Il principio dell’“in dubio pro reo” è uno dei punti cardine del diritto pe&amp;shy;nale. La presunzione d’innocenza è stata il fulcro dell’arringa dell’avvoca&amp;shy;to Ravi che in due ore mezzo ha ri&amp;shy;messo in discussione tutte le tesi del&amp;shy;l’accusa, smontando, dal suo punto di vista, l’attendibilità di parecchie te&amp;shy;stimonianze lette in aula durante il dibattimento. E anche le discordan&amp;shy;ze, «parziali», delle tre perizie medi&amp;shy;co- legali lasciano un dubbio sulle rea&amp;shy;li colpe di Marko Tomic, a detta del suo avvocato difensore. Testimonianze inattendibili «Tutti i testimoni sono palesemente condizionati dalla forte emotività su&amp;shy;scitata da questo caso». Yasar Ravi è convinto dell’inattendibilità di molte testimonianze rese a seguito della tra&amp;shy;gica notte del 1° febbraio 2008. E le mette in discussione sollevando degli errori palesi, riscontrati nei racconti del pestaggio. «Bisogna considerare una testimonianza nella sua interez&amp;shy;za. Se presenta delle inesattezze, non è dunque da ritenersi valida». Il patro&amp;shy;cinatore di Tomic esclude anche l’in&amp;shy;tenzionalità di commettere un omici&amp;shy;dio, come pure un aggressione. «Chi picchiamo stasera?». È la frase ripetu&amp;shy;ta più volte dal giudice Ermani duran&amp;shy;te il processo e imputata a Marko To&amp;shy;mic. «Ma l’unico che la riporta è Ivi&amp;shy;ca Grgic», ha sottolineato Ravi. «Tomic non l’ha mai pronunciata». I colpi fatali «Ivica Grgic ammette di aver inferto un calcio alla testa di Damiano», ha sottolineato Ravi. «Mentre Marko sostiene di non averlo fatto». Le tre perizie medico-legali concordano sulla causa del decesso del giovane gordolese: un’emorragia cerebrale dovuta alla lacerazione dell’arteria vertebrale intracrancia. «Il dottor Osculati, medico che ha eseguito l’autopsia, riconduce la lesione a due traumi riscontrati sul capo di Da&amp;shy;miano. Ma non è in grado di deter&amp;shy;minare la loro causa», ha evidenzia&amp;shy;to la difesa. «Potrebbe dunque esse&amp;shy;re stato il pugno sferrato da Grgic, quando Damiano era ancora in pie&amp;shy;di, a provocare la lacerazione. Pugno che, invece di colpire Damiano sulla mascella (dove non ci sono segni), è forse andato a segno sulla tempia. Il dottor Fiori (ndr perito della difesa) non esclude nemmeno che la lesio&amp;shy;ne possa essere imputata agli spinto&amp;shy;ni di Jurkic». Per Ravi non si può dun&amp;shy;que stabilire chi abbia inferto il col&amp;shy;po fatale: «Il dubio rimane».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il processo giorno per giorno&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;19 gennaio - 1° GIORNO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Aria tesa, colma di dolore. Il processo si mostra emotivamente provante già nei corridoi, un’ora prima dell’inizio del dibattimento. Dibattimento che, nella sua prima giornata, il giudice Mauro Ermani consacra interamente per mettere a nudo le personalità dei tre accusati: Ivica Grgic, Marko Tomic e Ivan Jurkic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;20 gennaio - 2° GIORNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Groppo in gola. Lacrime agli occhi. La seconda giornata di processo è forse la più toccante. In aula si ripercorre la tragica notte del 1° febbraio 2008: Damiano Tamagni è stato aggredito, violentemente, senza motivo. È vittima “per caso”. All’origine dell’omicidio un’assurda concatenazione di circostanze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;21 gennaio - 3° GIORNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Scatta l’ora delle perizie medico- legali, cruciali per determinare le singole colpe degli accusati. Tre referti sul tavolo. Damiano è morto per la lacerazione dell’arteria vertebrale. Tutti concordano, ma sulle cause i tre esperti differiscono. La perizia della difesa non convince il giudice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;22 gennaio - 4° GIORNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La parola passa alla procuratrice pubblica Rosa Item, che chiede la conferma integrale dell’atto d’accusa. Così chiede 10 anni e mezzo di detenzione per Tomic e 10 anni per Grgic, ai quali si contesta il reato di omicidio intenzionale. Per Jurkic, accusato di aggressione, propone invece 3 anni di prigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;23 gennaio - 5° GIORNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;« È morto un innocente. Siamo al limite dell’assassinio». Non usa mezzi termini l’avvocato della parte civile Diego Olgiati, che ha aperto il 5° giorno di processo. L’avv. Luca Marcellini, patrocinatore di Jurkic, sostiene che Ivan non debba essere accusato di aggressione, ma di rissa. C’è un abisso sui dettagli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;26 gennaio - 6° GIORNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Infine, è la volta dei difensori di Grgic e Tomic. Gli avvocati Perucchi e Ravi catalizzano tutta la giornata. Sulla stessa lunghezza d’onda le loro arringhe. Per entrambi non si può stabilire chi sferrò il colpo letale. In nome del principio dell’“in dubio pro reo”, chiedono tre anni di detenzione per aggressione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-8848851981246422095?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/8848851981246422095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/8848851981246422095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/8848851981246422095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='27 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-1848779101717943687</id><published>2009-01-27T00:06:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T00:08:13.045-08:00</updated><title type='text'>27 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Processo Tamagni, la Corte si ritira&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La sentenza delle Assise criminali di Locarno è attesa per questa sera&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi il settimo e ultimo giorno del dibattimento per l’uccisione di Damia&amp;shy;no – La sentenza in serata   Con le arringhe degli avv. Fran&amp;shy;cesca Perucchi, patrocinatrice di Ivica Grgic, edell’avv. Yasar Ravi, difensore di Marko Tomic, si è conclusa ieri pomeriggio la parte dibattimentale del processo per l’uccisione di Damiano Tamagni, avvenuta lo scorso 1. febbraio du&amp;shy;rante il carnevale locarnese.  Come noto, per i due principali imputati, Tomic e Grgic, la pp Ro&amp;shy;sa Item&amp;shy;ha chiesto rispettivamen&amp;shy;te 10 anni e 6 mesi e 10 anni di car&amp;shy;cere, domandando la conferma dell’accusa di omicidio intenzio&amp;shy;nale. Per il terzo prevenuto, Ivan Jurkic, invece la pena chiesta è di 3 anni da scontare riconoscendo&amp;shy;gli l’accusa di aggressione. Dal canto loro i difensori si sono bat&amp;shy;tuti per delle riduzioni di pena. Co&amp;shy;sì l’avv. Luca Marcellini, che difen&amp;shy;de Jurkic, chiede la scarcerazione immediata del suo patrocinato; il legale di Grgic 3 anni di carcere per il suo cliente, come pure quello di Tomic. Aggressione e non omici&amp;shy;dio intenzionale il reato da consi&amp;shy;derare. La Corte in serata renderà noto il suo verdetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LE PAROLE DELL’ AVV. YASAR RAVI, DIFENSORE DI MARKO TOMIC&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Una richiesta di pena eccessiva»  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Negli ultimi cento anni, non esiste nel nostro Paese un solo ca&amp;shy;so per il quale, di fronte a percos&amp;shy;se senza la presenza di armi, il Tri&amp;shy;bunale federale abbia ammesso l’omicidio intenzionale per dolo eventuale. In questo processo, l’ac&amp;shy;cusa sta cercando di creare una nuova giurisprudenza, anziché se&amp;shy;guire le regole di quella in vigore». Parole forti, quelle dell’avv. Yasar Ravi – difensore di Marko Tomic –, che nella sua arringa ha punta&amp;shy;to con decisione su concetti tec&amp;shy;nici e giuridici per ridimensiona&amp;shy;re la richiesta di pena, da 10 anni e 6 mesi, formulata dall’accusa.  Nella testa degli accusati  L’intera valutazione della vicen&amp;shy;da da parte della corte, ha spiega&amp;shy;to il legale, si giocherà sul piano soggettivo, «nella testa degli ac&amp;shy;cusati »; «Tenendo ben presente la presunzione di innocenza, e l’obbligo che ogni dubbio sia in&amp;shy;terpretato a favore degli imputati, dovrete valutare fino a che punto gli aggressori potessero essere co&amp;shy;scienti e avessero il desiderio che i loro atti conducessero alla mor&amp;shy;te della vittima».  Più semplicemente:nell’accusare Marko Tomic di avere sferrato col&amp;shy;pi tali da potere uccidere Damia&amp;shy;no Tamagni, è lecito pensare a due scenari con un differente pe&amp;shy;so giuridico. Nel primo, l’aggresso&amp;shy;re era cosciente del pericolo e non se ne curò («Se lo colpisco così può morire? Chi se ne frega»); è questo lo stato d’animo alla base del reato di omicidio intenziona&amp;shy;le per dolo eventuale, ipotizzato dalla procuratrice pubblica Rosa Item a carico di Tomic. Nel secon&amp;shy;do caso – omicidio colposo per negligenza cosciente – l’imputato avrebbe invece sì colpito in piena coscienza, ma valutando come molto bassa («Tanto non muore») la probabilità che i suoi colpi po&amp;shy;tessero essere letali. Su questa se&amp;shy;conda ipotesi, non senza un col&amp;shy;po di scena, si è concentrato l’avv. Yasar Ravi.  L’imputazione accettata  «Al di là delle disquisizioni legali», ha infatti affermato il difensore di Marko Tomic al termine della sua arringa, «è opinione del mio assi&amp;shy;stito che non ci sarebbe vera giu&amp;shy;stizia per i genitori di Damiano Tamagni, se non fosse possibile attribuire una chiara responsabi&amp;shy;lità per l’accaduto». Da qui, la de&amp;shy;cisione di non opporsi a una con&amp;shy;danna per omicidio colposo per negligenza cosciente, «con una pena non superiore a 4 anni di carcere». Tomic inoltre, «già da mesi ha scritto una lettera di scu&amp;shy;se, che ha deciso di consegnare ai familiari di Damiano Tamagni so&amp;shy;lo dopo la lettura della sentenza».  La teoria della probabilità  Per sostanziare la richiesta di un cambiamento dell’ipotesi di rea&amp;shy;to, l’avv. Ravi ha – come anticipa&amp;shy;to – posto l’accento sulla proba&amp;shy;bilità che, nel particolare conte&amp;shy;sto di quella sera, la morte della vittima potesse verificarsi; «Si trat&amp;shy;ta di un criterio determinante nel&amp;shy;la prospettiva dell’autore del rea&amp;shy;to ». Un criterio, per la cui valuta&amp;shy;zione il difensore ricordato come i periti medici siano stati concor&amp;shy;di, nel giudicare come «anoma&amp;shy;lo », «estremamente raro» ed «ec&amp;shy;cezionale » il nesso tra i colpi subi&amp;shy;ti e il movimento del collo risul&amp;shy;tato poi fatale a Damiano Tama&amp;shy;gni. «Solo se la probabilità di uc&amp;shy;cidere è alta, agli occhi degli ag&amp;shy;gressori, possiamo imputare loro un dolo eventuale», ha spiegato Ravi: «In caso contrario, la legge ci obbliga chiaramente a sceglie&amp;shy;re la negligenza cosciente».  «Volevano solo divertirsi»  Un altro punto più volte sottoli&amp;shy;neato dal difensore di Marko To&amp;shy;mic è la famigerata frase «Chi pic&amp;shy;chiamo stasera?», che l’allora 18enne avrebbe pronunciato a inizio serata, prima di incammi&amp;shy;narsi verso la Città Vecchia.  «Il presidente della corte Mauro Ermani, nel rivolgersi al mio as&amp;shy;sistito, ha più volte citato questa affermazione, benché il mio assi&amp;shy;stito abbia sempre negato di aver&amp;shy;la pronunciata», ha spiegato Ravi. «In realtà, i tre imputati quella se&amp;shy;ra non avevano nessuna intenzio&amp;shy;ne di aggredire nessuno. Voleva&amp;shy;no solamente divertirsi al Carne&amp;shy;vale cittadino, e ancora pochi mi&amp;shy;nuti prima dell’aggressione era&amp;shy;no nel capannone principale a ballare. I filmati che abbiamo vi&amp;shy;sionato, nel corso del dibattimen&amp;shy;to, non ci mostrano il comporta&amp;shy;mento di tre persone in cerca di qualcuno da picchiare».  Incensurato e denigrato  Questa affermazione di «norma&amp;shy;lità » è stata ribadita da Ravi an&amp;shy;che nel tratteggiare la personalità del suo assistito. «Tomic era un 18enne incensurato, che è stato pesantemente denigrato in base a testimonianze di persone che ammettono di avere cessato ogni contatto con lui dall’età di 12 an&amp;shy;ni. In realtà, il suo ultimo datore di lavoro si è detto disposto a rias&amp;shy;sumerlo, e non manca chi, anche in quest’aula, ha speso parole di elogio per la sua persona».  La questione dei tempi  Quanto alla dinamica di quanto avvenuto in via Borghese, l’avv. Ravi ha poi ampiamente com&amp;shy;mentato gli esiti delle varie perizie mediche, sottolineando come «non sia possibile capire con esat&amp;shy;tezza quale colpo abbia provoca&amp;shy;to la lesione fatale a Damiano Ta&amp;shy;magni. «Potrebbe essere stato il pugno sferrato da Ivica Grgic, o addirittura una delle spinte di Ivan Jurkic; in ogni caso, non è affatto certo che sia stato un calcio alla testa di Marko Tomic a causare il decesso». L’avv. Ravi ha poi discus&amp;shy;so la questione della tempistica per riaffermare l’impossibilità di un giudizio chiaro sulle singole responsabilità:«L’intera sequen&amp;shy;za di colpi è durata non più di una ventina di secondi, esattamente l’intervallo che, secondo i periti, trascorre dal momento del colpo fatale a quello dell’arresto cardio&amp;shy;circolatorio ».  Non più di 6 anni in carcere  Come detto, comunque, oltre al&amp;shy;la richiesta più radicale – pena non superiore a tre anni, per ag&amp;shy;gressione, lesioni semplici e omis&amp;shy;sione di soccorso – il difensore di Tomic non ha escluso l’imputa&amp;shy;zione per omicidio. «E anche nel caso in cui la corte dovesse accet&amp;shy;tare le richieste dell’atto d’accu&amp;shy;sa », ha poi aggiunto, «la pena non dovra essere superiore a sei anni di carcere».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LO CHIEDE L’ AVV. FRANCESCA PERUCCHI PER IVICA GRGIC&lt;/em&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«È aggressione, 3 anni di carcere!»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tre anni di carcere, assumen&amp;shy;do il reato di aggressione e non di omicidio intenzionale. Questa la richiesta alla Corte dell’avv.  Francesca Perucchi ieri mattina al termine della sua arringa in di&amp;shy;fesa di Ivica Grgic, 23 anni, per il quale la pp Rosa Item ha inve&amp;shy;ce proposto 10 anni di reclusio&amp;shy;ne con la conferma dell’accusa di omicidio intenzionale.  Un reato, quest’ultimo, che l’avv. Perucchi ha fermamente respin&amp;shy;to per il suo assistito in conside&amp;shy;razione di diversi aspetti. In pri&amp;shy;mo luogo chiedendo il riconosci&amp;shy;mento della scemata responsa&amp;shy;bilità perché Grgic aveva un tas&amp;shy;so alcolico superiore al 2 per mil&amp;shy;le e si era fatto un paio di spinel&amp;shy;li, cosa che non gli avrebbe per&amp;shy;messo di rendersi conto con suf&amp;shy;ficiente lucidità di quanto stava succedendo in quelle manciate di secondi in cui si sono prodot&amp;shy;ti i fatti. Inoltre, l’azione si è svol&amp;shy;ta senza armi, non era premedi&amp;shy;&amp;shy;tata, la dinamica è stata rapidissi&amp;shy;ma, ci si trova di fronte a una per&amp;shy;sona giovane e che ha avuto pro&amp;shy;blemi famigliari, ha già trascorso quasi un anno in carcere, come cittadino straniero dovrà verosi&amp;shy;milmente lasciare la Svizzera e, non da ultimo, il tam-tam media&amp;shy;tico e sui vari blog rappresenta già una sorta di condanna.  La pena andrebbe comunque ridotta  Anche nel caso in cui la Corte non optasse per la sola aggressione, ma propendesse per un’aggres&amp;shy;sione in concorso ideale con l’omicidio colposo la pena per Grgic, a detta del suo legale, non dovrebbe superare i 4 anni; 4 an&amp;shy;ni e mezzo invece se si decides&amp;shy;se per le lesioni intenzionali gra&amp;shy;vi in concorso con omicidio col&amp;shy;poso e, infine, se la Corte doves&amp;shy;se mantenere il reato ipotizzato nell’atto d'accusa, vale a dire quel&amp;shy;lo di omicidio intenzionale, la pe&amp;shy;na giusta, secondo l’avv. Peruc&amp;shy;chi, sarebbe di 6 anni di carcere e non 10 come chiesto dalla pp Rosa Item.  Pressione popolare e mediatica  «Non è certo facile – ha esordito ieri mattina l’avv. Francesca Pe&amp;shy;rucchi iniziando la sua arringa – lavorare in un clima di pressione popolare e mediatica come si è verificato in questo procedimen&amp;shy;to. La giustizia esemplare com&amp;shy;porta l’operare con la massima correttezza e prudenza. La giu&amp;shy;stizia deve assolutamente essere equa nel suo procedere e agire e lo potrà essere solo consideran&amp;shy;do i fatti nudi e crudi, libera e svincolata da qualsiasi altro po&amp;shy;tere. Non si può insomma – ha sottolineato ancora l’avvocates&amp;shy;sa – applicare un reato più grave solo per soddisfare la sete popo&amp;shy;lare o mediatica. Occorre, appun&amp;shy;to, attenersi rigorosamente ai fat&amp;shy;ti che portano a stabilire le cor&amp;shy;rette responsabilità di chi li ha commessi. Le leggende metropo&amp;shy;litane e il moltiplicarsi dei pette&amp;shy;golezzi non possono trovare po&amp;shy;sto in queste analisi», ha conclu&amp;shy;so l’avv. Perucchi.  Testimonianze da leggere con la massima prudenza  «Se si vuole che la giustizia faccia il suo corso correttamente – ha fatto presente ancora l’avv. Fran&amp;shy;cesca Perucchi – bisogna assolu&amp;shy;tamente leggere le numerose te&amp;shy;stimonianze raccolte in questa inchiesta con la massima pruden&amp;shy;za, proprio perché molti dei testi non lo sono stati e si sono sbilan&amp;shy;ciati in valutazioni soggettive. E’ pertanto necessario considerare l’intero contesto in cui si è svolta l’azione. Un’azione, d’altronde, per la quale ci vuole più tempo a raccontarla che a compierla tan&amp;shy;to è stata fulminea».  Va ricordato come – ha prosegui&amp;shy;to il difensore – «i tre si erano re&amp;shy;cati al carnevale di Locarno per divertirsi:sono allegri come han&amp;shy;no mostrato i filmati registrati nel capannone e proiettati anche in quest’aula. Non portano armi o altri aggeggi per picchiare. D’al&amp;shy;tronde Ivica Grgic non ha neppu&amp;shy;re precedenti significativi con la giustizia, soprattutto legati a fat&amp;shy;ti di particolare violenza. Non è un rissoso come molti lo hanno voluto dipingere sui blog o sui giornali. E’ vero che al momento in cui è iniziato il pestaggio di Da&amp;shy;miano la situazione sembrava es&amp;shy;sere tranquilla, ma era carneva&amp;shy;le e c’era comunque confusione in quel luogo. Un aspetto che sog&amp;shy;gettivamente poteva anche be&amp;shy;nissimo essere interpretato come una situazione calda e di litigio».  Non c’è stata volontà di uccidere  «Nessuno nega che il mio cliente ha fatto qualcosa di molto grave, ma non c’era la volontà diretta di uccidere. E neppure – ha rileva&amp;shy;to ancora l’avv. Perucchi – pote&amp;shy;va presumere di farlo, secondo i parametri del dolo eventuale, in quanto il calcio sferrato, col collo del piede, in testa a Damiano non era un calcio forte. Lo stesso Grgic lo ha sempre sostenuto e questa pedata era diretta alla nuca e non al collo, tanto che non ha lascia&amp;shy;to il segno sulla testa della vitti&amp;shy;ma e, d’altronde, neppure sulle scarpe del mio cliente sono state riscontrate tracce di Dna compa&amp;shy;tibili. In tale frangente non pote&amp;shy;va quindi certo immaginare di poter uccidere, per cui non ci tro&amp;shy;viamo di fronte a un omicidio in&amp;shy;tenzionale ».  Quando è avvenuta la rottura dell’arteria?  Tutti i periti – ha ricordato il di&amp;shy;fensore – sono stati d’accordo nel&amp;shy;l’attribuire la causa della morte di Damiano all’emorragia prodot&amp;shy;ta dalla lacerazione dell’arteria vertebrale per un movimento brusco e anomalo del capo. Ma quando è avvenuto questo? «Sa&amp;shy;rebbe un’errore – ha fatto presen&amp;shy;te l’avv. Perucchi – non considera&amp;shy;re la possibilità, evidenziata nel&amp;shy;la perizia del prof. Fiori, che la rottura dell’arteria possa essersi prodotta quando Damiano era ancora in piedi. Già a quel mo&amp;shy;mento aveva infatti ricevuto di&amp;shy;versi colpi da chi lo stava aggre&amp;shy;dendo e anche lui, nel tentativo di difendersi, potrebbe aver com&amp;shy;piuto movimenti che hanno por&amp;shy;tato alla lacerazione. Un ragione&amp;shy;vole dubbio sul fatto che siano stati unicamente i calci inferti al&amp;shy;la vittima quando si trovava a ter&amp;shy;ra indifesa a provocare il danno mortale – ha concluso l’avv. Pe&amp;shy;rucchi – a questo punto deve sor&amp;shy;gere » .&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-1848779101717943687?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/1848779101717943687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/1848779101717943687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/1848779101717943687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='27 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-5983531572150234969</id><published>2009-01-27T00:05:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T00:06:23.729-08:00</updated><title type='text'>27 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;‘Fu aggressione, non omicidio’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Francesca Perucchi, difensore di Ivica Grgic, chiede una condanna che non superi i tre anni Sulla stessa linea anche Yasar Ravi, avvocato di Tomic, che propone alla Corte tre varianti di pena&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;  È stata un’aggressione, non un omicidio intenzionale. Non ha dubbi l’avvocato Francesca Perucchi, che difende Ivica Grgic, uno dei tre giovani che in questi giorni è alla sbarra di fronte alla Assise criminali di Locarno per la morte di Damia&amp;shy;no Tamagni.   Ieri Perucchi ha parlato per più di due ore; poco prima di mezzogiorno si è rivolta alla Corte – presieduta dal giudice Mauro Ermani – chiedendo per il suo assistito una pena che non superi i tre anni di carcere (comprendendo le precedenti condanne che ancora pendono su Grgic, ma sospese dalla con&amp;shy;dizionale). « Se pure la Corte vuo&amp;shy;le condannare Grgic per aggres&amp;shy;sione in concorso con omicidio colposo, non si vada oltre i 4 anni. I dieci anni chiesti dalla procuratrice pubblica Rosa Item sono davvero troppi ».   Per quanto riguarda i reati ipotizzati dall’accusa, l’avvoca&amp;shy;to del 23enne ha domandato pene comunque più lievi di quelle proposte da Item: 6 anni se verrà considerato omicidio intenzionale; 4 anni e mezzo se la Corte opterà per lesioni gravi in concorso con omicidio colpo&amp;shy;so. Un’ampia ‘tavolozza’ di pos&amp;shy;sibilità che la dice lunga sulle difficoltà di definire le respon&amp;shy;sabilità penali di Grgic.  Perucchi ha pure elencato una serie di attenuanti che la Corte dovrà valutare; l’imputa&amp;shy;to quella sera non era armato, non c’è stata premeditazione, ha ammesso le sue colpe, era ubriaco e aveva fumato due spi&amp;shy;nelli (ciò che porta a una scema&amp;shy;ta responsabilità). A suo carico non ci sono precedenti con epi&amp;shy;sodi simili (le condanne che ha subìto sono per furto e eccesso di velocità); poi ci sono la giova&amp;shy;ne età, il periodo di carcerazio&amp;shy;ne già scontato, la difficile situa&amp;shy;zione familiare e il fatto che non è cittadino svizzero (verosimil&amp;shy;mente gli verrà revocato il per&amp;shy;messo di soggiorno).  Perucchi, dal banco della dife&amp;shy;sa, ha proposto di ‘derubricare’ l’accusa da omicidio intenzio&amp;shy;nale ad aggressione, per diverse ragioni. A suo dire, non esiste la certezza che la lesione che ha provocato la morte di Damiano sia dovuta ai calci che ha rice&amp;shy;vuto da Grgic e da Marko To&amp;shy;mic.  Nessuno dei periti ha potu&amp;shy;to definire l’esatta dinamica dei fatti. La rottu&amp;shy;ra dell’arteria cerebrale si&amp;shy;nistra, per un movimen&amp;shy;to anomalo (e ‘abnorme’) della testa, può essere av&amp;shy;venuta prima che la vittima cadesse al suolo. Potreb&amp;shy;be essere sta&amp;shy;to un pugno (magari quel&amp;shy;lo sferrato dallo stesso Grgic) o uno spintone la causa scatenante. C’è pure chi ha affermato che Damiano, prima di accasciarsi al suolo, già barcollava e si muo-  Togliere quell’alone di violenza e cattiveria che incombe su Grgic   in modo strano. « Si potreb&amp;shy;be pensare che l’emorragia cere&amp;shy;brale, a quel momento, fosse già in atto ».  L’accusa, per ricostruire la di&amp;shy;namica, si è basata sulle testi&amp;shy;monianze. Ma Perucchi – come aveva fatto prima di lei l’avvoca&amp;shy;to Luca Marcellini, difensore di Ivan Jurkic – ha invitato alla prudenza nell’interpretazione delle dichiarazioni dei testi. Quella sera, in Via Borghese, era in corso un battibecco; c’era tensione fra due gruppi. Regna&amp;shy;va la confusione e si sentiva odore di rissa. A un certo punto Damiano è a terra e parecchi non capiscono cosa sia succes&amp;shy;so. Jurkic aveva spintonato Da&amp;shy;miano; Tomic e Grgic hanno in&amp;shy;terpretato male quel gesto e sono intervenuti. Ma in tutto ciò non c’è traccia di premedita&amp;shy;zione.  « La pedata che Grgic ha da&amp;shy;to alla testa di Damiano, quando que&amp;shy;sto giaceva al suolo, non era forte – ha ag&amp;shy;giunto l’avvo&amp;shy;cato –. Tanto che il perito non ha trova&amp;shy;to tracce evi&amp;shy;denti. Di più: sulle scarpe da ginnastica del mio assi&amp;shy;stito non c’e&amp;shy;rano tracce del Dna di Da&amp;shy;miano. Nessu&amp;shy;no può pensare che un calcio di quel genere può uccidere. La sca&amp;shy;tola cranica che protegge il cer&amp;shy;vello non è stata lesa ». Cadrebbe così anche l’intenzione di ucci&amp;shy;dere.  E quella frase pronunciata da Grgic qualche ora prima dei fat&amp;shy;ti (« Se stasera qualcuno mi pro&amp;shy;voca l’ammazzo »)? « Grgic am&amp;shy;mette di averla detta, ma senza un motivo particolare ».  Secondo Perucchi, l’imputato prova vergogna per ciò che ha fatto; è pentito e consapevole di aver causato un immenso dolo&amp;shy;re alla famiglia della vittima. « Chiede di scontare la pena che merita, anche se la prigione non alleggerirà la sua coscienza. Dal carcere ha mandato alla sorella molti disegni e messaggi pieni di dolcezza. Non è un provocatore o un picchiatore incallito. Chi lo conosce, lo definisce un ragazzo tranquillo, sorridente e buono come il pane. Aiuta gli amici e con loro si diverte. Dobbiamo to&amp;shy;gliere quell’alone di violenza e cattiveria che incombe su di lui. È stato screditato da pettegolezzi e dicerie; da cattiverie che hanno spopolato sui ‘blog’. Resta la gra&amp;shy;vità dei fatti della sera del 1° feb&amp;shy;braio 2008; ma il suo non è stato un gesto che mirava ad uccidere, neppure per dolo eventuale. Non ha la mentalità fredda di un omicida; tanto è vero che dopo i fatti racconta a molti del pugno che ha dato a Damiano sul volto. Poi torna a casa, dove viene arre&amp;shy;stato. Non fugge all’estero e non si dà alla macchia ». Insomma, per l’avvocato di Grgic ci sono troppi dubbi su come siano an&amp;shy;date realmente le cose; né le te&amp;shy;stimonianze di chi era presente né le perizie degli specialisti hanno potuto chiarire ogni aspetto. E i dubbi, dal punto di vista penale, vanno a vantaggio dell’imputato.  Marko Tomic, e con lui il suo avvocato Yasar Ravi, hanno aperto per la Corte un ventaglio di possibilità di con&amp;shy;danna. Considerando « eccessi&amp;shy;va » la pena richiesta dalla procuratrice Rosa Item ( 10 anni e mezzo) ed « errata la qualifica del reato » indicata ( omicidio intenzionale), Ravi ha proposto in prima istanza una condanna per aggressio&amp;shy;ne, lesioni semplici e omissio&amp;shy;ne di soccorso, per una pena non superiore a 3 anni, even&amp;shy;tualmente in parte sospesi. In via subordinata, « non potendo la Corte escludere che uno dei colpi inferti da Tomic abbia concausato la morte di Damia&amp;shy;no » , Ravi ha proposto una condanna per aggressione, le&amp;shy;sioni semplici, omicidio per negligenza e omissione di soc&amp;shy;corso, commisurata in non più di 4 anni di detenzione. E quale ultima ratio, se proprio la Corte delle Assise crimina&amp;shy;li volesse emettere una con&amp;shy;danna per omicidio per dolo eventuale, allora « che la pena non superi i 6 anni » . Quanto alle pretese di parte civile, la difesa di Tomic « non si oppone e lascia l’entità del risarcimen&amp;shy;to per torto morale alla valuta&amp;shy;zione della Corte » . È in ogni caso « lodevole » , per Ravi, « l’i&amp;shy;dea della famiglia di Damiano di devolvere il risarcimento alla Fondazione » .  Queste richieste, espresse ieri pomeriggio dopo quasi tre ore di arringa, erano state pre&amp;shy;cedute da considerazioni rela&amp;shy;tive alla colpa ammessa da To&amp;shy;mic, alla presa di coscienza di quanto commesso, e alla loro influenza sulla qualifica giuri&amp;shy;dica del o dei reati. « Tomic – ha chiarito il suo legale – non contesta l’esistenza di un lega&amp;shy;me di causalità adeguato fra gli atti commessi e la morte. Perché si sente responsabile e profondamente in colpa per la morte di Damiano. Ma non ha mai voluto ucciderlo ». E in più: « Non si può sfuggire alle pro&amp;shy;prie responsabilità per un tec&amp;shy;nicismo giuridico ».  Alle questioni giuridiche era stata del resto dedicata una parte preponderante del&amp;shy;l’arringa. In particolare ver&amp;shy;tendo sui due concetti di dolo eventuale e negligenza co&amp;shy;sciente. Il primo è una forma ridotta di intenzionalità; c’è la coscienza che l’atto po&amp;shy;trebbe  Si faccia astrazione dalle voci che gridano vendetta   provo&amp;shy;care la mor&amp;shy;te, ma ciono&amp;shy;nostante si agisce, accet&amp;shy;tando l’even&amp;shy;tualità della morte pur non deside&amp;shy;randola. La seconda è in&amp;shy;vece deter&amp;shy;minata dal&amp;shy;l’ammissione che il risulta&amp;shy;to possibile dei propri atti sia la morte, ma c’è la fer&amp;shy;ma convinzione che questa eventualità è fortemente im&amp;shy;probabile. Ed è proprio que&amp;shy;veva sto che, secondo il suo avvo&amp;shy;cato, è avvenuto in Tomic: una negli&amp;shy;genza co&amp;shy;sciente. Ravi ha anche ri&amp;shy;cordato che mai in Sviz&amp;shy;zera un omi&amp;shy;cidio per dolo even&amp;shy;tuale è stato riconosciuto per una morte cagio&amp;shy;nata senza l’ausilio di armi. In apertu&amp;shy;ra di inter&amp;shy;vento Ravi aveva sostanzialmente invita&amp;shy;to la Corte a fare astrazione dalle « voci che gridano ven&amp;shy;detta » , sottolineando che « le  considerazioni giuridiche vanno tratte da fatti » . Poi, cercando di dimostrare la poca credibilità di diverse te&amp;shy;stimonianze considerate im&amp;shy;portanti dall’accusa, aveva cercato di restituire a Tomic un profilo meno truce rispet&amp;shy;to a quello tracciato dall’ac&amp;shy;cusa: « Non si tratta di un as&amp;shy;sassino senza scrupoli, ma di un ragazzo di 19 anni che non era partito con l’intenzione di picchiare qualcuno, ma ha commesso l’errore più grande della sua vita, e se lo porterà dietro per sempre » .  Nel corso di tutta l’arringa Ravi ha ribadito più volte la necessità di tener conto della presunzione di innocenza, « evitando processi sommari per imputati già condannati dall’opinione pubblica una set&amp;shy;timana dopo i fatti ».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sotto la lente le tre perizie mediche&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;‘Non v’è certezza sulle cause del trauma’  Con particolare attenzione l’avvocato Ravi è tornato a spulciare le tre perizie finite agli atti: quella giudiziaria di Antonio Oscu&amp;shy;lati,   quella commissionata dalla parte civile al dottor Ennio Pe&amp;shy;drinis,   e la terza, quella ordinata proprio dalla difesa di Tomic al professor Angelo Fiori. Ravi ha insistito sui punti di contat&amp;shy;to fra le diverse valutazioni, e in particolare sul fatto che quello della morte di Damiano sia stato « un caso raro e particolare » . « Tutti concordano – ha proseguito – che è estremamente difficile stabilire l’origine del trauma che ha causato la lacerazione arte&amp;shy;riosa determinante ai fini del decesso di Damiano. Lo stesso Oscu&amp;shy;lati non esclude che possa essere stato sufficiente un calcio, un pu&amp;shy;gno, o addirittura soltanto uno spintonamento, specialmente se dato di sorpresa ». E poi: « Lo stesso Pedrinis sostiene che non c’è certezza che l’evento determinante sia avvenuto con Damiano a terra. Certo è ragionevole, ma non è certo, ed è la certezza che deve venire richiesta dalla Corte ai fini di un certo tipo di condanna ».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fiaccolata a un anno dalla tragica morte di Damiano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La proposta della omonima Fondazione che combatte la violenza giovanile  Il processo con i tre aggressori di Da&amp;shy;miano Tamagni volge al termine. La sentenza è annunciata per questa sera. E domenica primo febbraio ri&amp;shy;corre l’anniversario della tragica morte del 22 enne. « Per questa com&amp;shy;memorazione proponiamo una fiacco&amp;shy;lata – si legge in una nota stampa in&amp;shy;viata ieri ai media dalla Fondazione che porta il nome del giovane decedu&amp;shy;to un anno fa al Carnevale di Locarno –. Lo scopo: ricordare Damiano e invi&amp;shy;tare tutti a riflettere, camminando in&amp;shy;sieme, quanto importante sia lottare contro la violenza giovanile ».  La fiaccolata avrà inizio alle 19 alla stazione Ffs di Locarno, con partenza dal parcheggio Park&amp;amp; Ride per poi snodarsi verso Largo Zorzi, Piazza Grande, Via Marcacci, Via Borghese e arrivo sulla Piazza Sant’Antonio, nel nucleo storico della città.  « Alle 20 – aggiunge la Fondazione – è prevista nella collegiata di Sant’An&amp;shy;tonio la celebrazione di una messa presieduta dal vescovo monsignor Pier Giacomo Grampa. Prima e dopo la celebrazione verranno proposti al&amp;shy;cuni brani musicali, interpretati dal quartetto Roxanne ( violini) e da Anais, e alcune letture di pensieri che riconducono al tema della non violen&amp;shy;za. Tutta la popolazione è cordial&amp;shy;mente invitata a unirsi alla fiaccola&amp;shy;ta » . Un’iniziativa lanciata da una Fondazione che si sta distinguendo per coraggio e intelligenza nel porta&amp;shy;re avanti un tema di grande impor&amp;shy;tanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per la petizione un sito italiano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti siti ticinesi hanno deciso di non ospitare ‘blog’ con commenti sul processo, dopo le esperienze negative dei giorni successivi al&amp;shy;l’omicidio, con ingiurie che pio&amp;shy;vevano a raffica contro i respon&amp;shy;sabili del pestaggio. Ma c’è chi aggira l’ostacolo. A processo non ancora terminato su un sito ita&amp;shy;liano è partita una raccolta di firme (sono già più di 600) per contestare la pena proposta dal&amp;shy;l’accusa, ritenuta blanda.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-5983531572150234969?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/5983531572150234969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/5983531572150234969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/5983531572150234969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/27-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='27 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-9129300902551317828</id><published>2009-01-27T00:04:00.001-08:00</published><updated>2009-01-27T00:04:39.691-08:00</updated><title type='text'>25 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;PROCESSO TAMAGNI&lt;/em&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oggi le ultime arringhe&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riprenderà stamane alle 9.30 il processo per la mortale aggressione a Damiano Tamagni. Il dibattimen&amp;shy;to, iniziato lunedì scorso davanti al&amp;shy;le assise criminali presiedute dal giu&amp;shy;dice Mauro Ermani, è alle strette fi&amp;shy;nali. Dopo la fase istruttoria c’è sta&amp;shy;ta la requisitoria della procuratrice pubblica Rosa Iten e le arringhe de&amp;shy;gli avvocati Diego Olgiati (parte ci&amp;shy;vile per la famiglia Tamagni), e Lu&amp;shy;ca Marcellini, difensore dell’imputa&amp;shy;to “minore” Ivan Jurkic.  Oggi sarà la volta degli altri due di&amp;shy;fensori: L’avv. Francesca Peruccchi&amp;shy;Baggi terrà l’arringa per Ivica Grgic (per il quale sono stati chiesti dieci anni di carcere), mentre l’avv. Yasar Ravi parlerà in difesa di Marko To&amp;shy;mic che la procuratrice Item ha chiesto di condannare a 10 anni e mezzo.  Se non ci saranno repliche e dupli&amp;shy;che, la sentenza è prevista nella se&amp;shy;rata di martedì. Altrimenti si andrà a giovedì poiché il presidente Erma&amp;shy;ni ha comunicato l’impossibilità di tenere la camera di consiglio nella giornata di mercoledì.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-9129300902551317828?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/9129300902551317828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/25-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/9129300902551317828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/9129300902551317828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/25-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='25 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-2321282445565487996</id><published>2009-01-27T00:03:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T00:04:02.137-08:00</updated><title type='text'>25 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Al processo Tamagni oggi parola ai difensori per il reato più grave&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Venerdì l’avv. Luca Marcellini ha tenuto la sua arringa in difesa di Ivan Jurkic, accusato di aggressione, oggi tocca agli avv. Francesca Perucchi e Yasar Ravi, patroci&amp;shy;natori dei 2 imputati accusati di omicidio intenzionale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per Ivica Grgic, 23 anni, la pp  Rosa Item al termine della sua requisitoria ha chiesto 10 anni da scontare, mentre per Marko To&amp;shy;mic, ventenne, 10 anni e mezzo, pure da scontare. Entrambi sono accusati di omicidio intenziona&amp;shy;le, a differenza di Ivan Jurkic, 21enne, che deve invece rispon&amp;shy;dere di aggressione e per il quale la pp ha domandato 3 anni di car&amp;shy;cere. Per quest’ultimo venerdì scorso, al termine della sua arrin&amp;shy;ga, il difensore avv. Luca Marcel&amp;shy;lini ha chiesto alla Corte, presie&amp;shy;duta dal giudice Mauro Ermani, la scarcerazione immediata do&amp;shy;po il processo per il suo cliente.  La parola passa oggi agli altri due difensori. Alle 9.30 inizierà la sua arringa l’avv. Francesca Peruc&amp;shy;chi,   patrocinatrice di Ivica Grgic, mentre nel pomeriggio parlerà il difensore di Marko Tomic avv. Ya&amp;shy;sar Ravi.  Il loro è un compito molto impe&amp;shy;gnativo, in considerazione anche del duro intervento che il patroci&amp;shy;natore di parte civile avv. Diego Olgiati ha fatto, sempre venerdì scorso, durante il quale non ha esitato a definire il brutale gesto commesso dal terzetto, e in par&amp;shy;ticolare da Tomic e Grgic, un «omicidio al confine dell’assassi&amp;shy;nio ». Sempre Olgiati ha pure invi&amp;shy;tato la Corte a considerare il do&amp;shy;lo diretto, e non eventuale. In al&amp;shy;tre parole il fatto che chi ha agito in quella violenta aggressione, e in particolare Marko Tomic e Ivi&amp;shy;ca Grgic, sapeva di uccidere in quanto sferrando i due potenti calci alla testa di Damiano, ora&amp;shy;mai steso a terra indifeso, l’esito non poteva che essere quello.  E la differenza notevole di richie&amp;shy;sta di pena che separa Ivan Jur&amp;shy;kic dagli altri due sta proprio nel fatto che questo non ha sferrato calci alla testa della vittima quan&amp;shy;do era oramai a terra. I 6 mesi chiesti in più per Tomic, rispetto a Grgic, si spiegano invece con la poca collaborazione fornita da Tomic agli inquirenti. l.c.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-2321282445565487996?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/2321282445565487996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/25-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2321282445565487996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2321282445565487996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/25-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='25 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-7422789237129491056</id><published>2009-01-26T23:55:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T23:59:08.553-08:00</updated><title type='text'>24 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;PROCESSO TAMAGNI &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;A confronto l’avvocato dei genitori di Damiano e quello del 20enne Jurkic&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;C’è un abisso sui dettagli È stato assassinio o rissa?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI e PATRICK MANCINI&lt;/em&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sabbia nella clessidra sta per finire. Mancano solo due giorni. Poi sul processo Tamagni, calerà il sipario. Ieri nell’aula delle assise criminali di Locar&amp;shy;no si sono confrontati Diego Olgiati, legale della fa&amp;shy;miglia Tamagni, e Luca Marcellini, avvocato di Ivan Jurkic, il 20enne che lo scorso primo febbraio al car&amp;shy;nevale in Città Vecchia con alcune spinte diede il “la” al pestaggio letale di Damiano, il 22enne di Gor&amp;shy;dola morto il giorno dopo in ospedale. Con lui, al&amp;shy;la sbarra, gli altri due “complici”: Marko Tomic (19) e Ivica Grgic (23), accusati di omicidio intenziona&amp;shy;le.  Da una parte Olgiati non usa mezze misure per definire come gli atti del trio si situino al limite del&amp;shy;l’assassinio. Dall’altra Marcellini invita la Corte a non farsi trascinare dal rancore popolare che que&amp;shy;sto genere di episodi fa scaturire. Olgiati oltre alle pene chiede 263mila franchi per risarcire – anche se Damiano non sarà mai restituito ai suoi cari – la famiglia Tamagni di tutti i disagi subiti. Marcellini, invece, sostiene che l’accusa di aggressione nei con&amp;shy;fronti di Jurkic debba essere convertita in accusa di rissa. Mentre gli scontri in aula proseguono (c’è sta&amp;shy;to pure un battibecco tra una parente di Tomic e un parente di Damiano), il processo si sposta sem&amp;shy;pre di più anche all’esterno. La pena proposta dal&amp;shy;la procuratrice pubblica Rosa Item, 10 anni e mez&amp;shy;zo e 10 anni rispettivamente per Tomic e Grgic e 3 anni per Jurkic, non fa l’unanimità. Anzi. Su face&amp;shy;book, il popolare sito internet di incontri, è nato un gruppo che chiede l’ergastolo. Un’iniziativa da re&amp;shy;cord, che in poche ore ha raccolto centinaia di ade&amp;shy;sioni. Su un altro sito “&lt;a href="http://www.firmiamo.it/" target="_blanks"&gt;www.firmiamo.it&lt;/a&gt;” è stata lan&amp;shy;ciata una raccolta di firme che chiede alle autorità di rivedere la pena proposta. Al di là di quella che sarà la sentenza definitiva, prevista per martedì, la gente sta vivendo il processo con un coinvolgimen&amp;shy;to senza precedenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La domanda&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I testimoni dove erano?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È una domanda che in molti si sono posti do&amp;shy;po quanto accaduto la sera del primo febbraio 2008: «Perché i testimoni non sono interve&amp;shy;nuti per difendere Damiano?» Diego Olgiati, avvocato della famiglia Tamagni, ha provato a dare una risposta. Perché il tutto si è veri&amp;shy;ficato velocemente. Ma ci sono altri motivi, più profondi e preoccupanti. Olgiati ha letto alcuni passaggi delle testimonianze: «C’è chi si è girato dall’altra parte, per paura di esse&amp;shy;re picchiato a sua volta». Si trattava di una ra&amp;shy;gazza. «Anche chi ha avvertito il tremendo ru&amp;shy;more del calcio al capo – riprende – si è vol&amp;shy;tato, impressionato». Un terzo testimone ha invece girato la faccia poiché aveva paura di essere visto mentre osservava quanto succe&amp;shy;deva: «Si tratta di gente bloccata dalla pau&amp;shy;ra ». Luca Marcellini, legale di Jurkic, ha tut&amp;shy;tavia precisato che molti non hanno visto, per&amp;shy;ché c’era tensione a causa della discussione in corso tra gruppi di giovani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Diego Olgiati: «È morto un innocente. Siamo al limite dell’assassinio»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«I terribili atti commessi dai tre im&amp;shy;putati si situano al limite tra l’omici&amp;shy;dio e l’assassinio. Il modus operandi utilizzato esula infatti dalla classifica&amp;shy;zione utilizzata storicamente per l’o&amp;shy;micidio, che viene motivato con la ge&amp;shy;losia, la paura o la sete di vendetta. In questo caso non c’è alcun rapporto preesistente tra la vittima e gli impu-t&amp;shy;ati, che soddisfano solo la propensio&amp;shy;ne alla violenza». Sono parole pesan&amp;shy;ti quelle rivolte ieri mattina soprattut&amp;shy;to a Marko Tomic e a Ivica Grgic dal&amp;shy;l’avvocato Diego Olgiati. Il legale del&amp;shy;la famiglia Tamagni ha dunque chie&amp;shy;sto alla Corte di prendere in conside&amp;shy;razione anche l’eventualità del dolo diretto. Andando oltre le richieste del&amp;shy;la procuratrice pubblica Rosa Item.  Una macchina da guerra  «È gravissima anche la colpa di Ivan Jurkic, colui che ha dato inizio alla tra&amp;shy;gica vicenda e che ha continuato a in&amp;shy;fierire quasi fino all’ultimo. Jurkic si salva dall’accusa di omicidio solo per la ponderatezza della procuratrice pubblica, alla quale la parte civile ren&amp;shy;de omaggio, poiché non si vuole un processo di piazza, ma un giudizio equo». Non ha usato mezzi termini l’avvocato Diego Olgiati, che, duran&amp;shy;te tutto il suo esposto, ha rimarcato la totale gratuità del tragico evento. «Una macchina da guerra perfettamente oliata e infallibile», ha sottolineato ri&amp;shy;ferendosi al trio. «I tre imputati sono coscienti di avere ucciso un innocen&amp;shy;te. Sciocca constatare che non c’era al&amp;shy;cun movente, alcun collegamento emozionale tra gli imputati e Damia&amp;shy;no ». Un modus operandi che lascia presagire un’azione concordata e sin&amp;shy;cronizzata. «I tre sono allenati, – dice Olgiati – organizzati, esprimono una rabbia e una ferocia intrinseca. E du&amp;shy;rante l’inchiesta non hanno mai dimo&amp;shy;strato pentimento. Non hanno mai chiesto perdono. Hanno solo chiesto giustizia». Olgiati ha poi messo l’ac&amp;shy;cento sulla gravità degli atti commes&amp;shy;si e, proprio per questo, coperti duran&amp;shy;te tutta l’inchiesta: «Difficili da analiz&amp;shy;zare, ma non da scovare».  La perizia Fiori  Diego Olgiati si è soffermato anche sulla perizia della difesa, elaborata dal dottor Angelo Fiori. «La procuratrice non l’ha nemmeno commentata», ha detto. «Ma bisogna innanzitutto sot&amp;shy;tolineare che il mandato stesso della perizia è sbagliato. Non bisogna chie&amp;shy;dere di creare dubbi fini a sé stessi. Ogni rapporto peritale deve giunge&amp;shy;re a delle conclusioni, facendo anche proposte alternative. Fiori non può fa&amp;shy;re un elenco di articoli con casi che parlano di lacerazioni spontanee del&amp;shy;l’arteria vertebrale e così via, mentre poi spiega che non sono correlati al&amp;shy;la morte di Damiano. È una questio&amp;shy;ne di metodo».  Le richieste di risarcimento  Settantacinquemila franchi per il papà di Damiano, altrettanti per la mamma e 25mila per la sorella. È la richiesta di risarcimento per torto morale, pronunciata dall’avvocato di parte civile al termine del suo inter&amp;shy;vento. «E questo – precisa – perché si tratta di un episodio di una gravità senza precedenti. È stato distrutto ir&amp;shy;rimediabilmente un rapporto familia&amp;shy;re. Bisogna anche tenere conto della sofferenza dei familiari durante la fa&amp;shy;se istruttoria, i quali si sono persino dovuti confrontare con denigrazioni, voci messe falsamente in circolazio&amp;shy;ne, su una presunta correlazione tra Damiano e il mondo della droga. Af&amp;shy;fermazioni puntualmente smentite in aula dal presidente». La somma finirà nelle casse della Fondazione Damia&amp;shy;no Tamagni, creata proprio dopo la morte del giovane gordolese per combattere il dilagarsi della violenza giovanile. Olgiati ha inoltre chiesto al&amp;shy;tri 70mila franchi di risarcimento per le spese legali, sottolineando che la perizia del professor Ennio Pedri&amp;shy;nis, perito dei Tamagni, è stata effet&amp;shy;tuata gratuitamente «per poter esse&amp;shy;re libero da condizionamenti». Infine, sono stati richiesti 18mila franchi per le spese mediche e per il funerale di Damiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Luca Marcellini: «Ivan non deve essere incolpato di aggressione ma di rissa»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Limitare la condanna all’ipotesi di rissa, commessa per dolo eventuale. È la prima richiesta dell’avvocato Lu&amp;shy;ca Marcellini, difensore di Ivan Jurkic, al termine di un pacato esposto. «Su&amp;shy;bordinatamente chiedo l’aggressione per dolo eventuale», ha detto. «In ogni caso ritengo adeguata una pena de&amp;shy;tentiva non superiore al carcere pre&amp;shy;ventivo sofferto». Marcellini è andato oltre: «Se la corte dovesse accettare l’i&amp;shy;potesi contenuta nell’atto d’accusa, non ritengo giustificata una condan&amp;shy;na superiore ai 18 mesi di reclusione. Sempre sospesa parzialmente con la condizionale, anche nell’ipotesi di una pena superiore ai due anni». E pu&amp;shy;re in questa eventualità, la pena da scontare in carcere non dovrebbe su&amp;shy;perare il tempo già passato in prigione.  Colpevole, ma...  Tre i punti sui quali Marcellini ha vo&amp;shy;luto fare chiarezza, prima di pronun&amp;shy;ciare la sua proposta di pena ridotta. «Innanzitutto bisogna chiarire i fatti addebitati a Jurkic. Si può suddivide&amp;shy;re in tre fasi il drammatico episodio di Locarno. La prima, quando Damiano si trovava ancora in piedi, la seconda, con i colpi sferrati a terra e la terza, li&amp;shy;mitata ai calci inferti», ha spiegato. Se&amp;shy;condo l’accusa, sulla base delle testi&amp;shy;monianze raccolte, Ivan avrebbe par&amp;shy;tecipato anche alla seconda fase. Mentre per Marcellini, Jurkic è inter&amp;shy;venuto solo nei primi momenti. «Non è facile raccontare ciò che si è visto du&amp;shy;rante un’aggressione», ha detto sotto&amp;shy;lineando che le testimonianze sono da valutare con le giuste misure. «La tren&amp;shy;tina di testimonianze raccolte parla&amp;shy;no genericamente dei tre imputati, che avrebbero colpito Damiano quan&amp;shy;do si trovava a terra. Ma non ce n’è nemmeno una che indica un gesto preciso di Jurkic, oltre ai tre spintoni iniziali. Anche Tomic e Grgic dicono che Ivan non ha partecipato alla se&amp;shy;conda fase del pestaggio».  Nessuna reticenza  Il secondo punto esplorato da Marcel&amp;shy;lini verte invece sull’interpretazione dell’atteggiamento avuto da Jurkic durante il processo. «Ivan viene pre&amp;shy;sentato come reticente, partecipe di una sorta di linea difensiva concorda&amp;shy;ta con gli altri due imputati. Bisogna invece realizzare che alcune afferma&amp;shy;zioni rilasciate subito dopo l’uccisio&amp;shy;ne di Damiano non potevano rappre&amp;shy;sentare una strategia. Molti elementi sono diventati importanti solo dopo le risultanze dell’esame autoptico. L’importanza del pugno sferrato o me&amp;shy;no da Grgic è infatti emersa solo in un secondo tempo».  L’avvocato difensore ha così fornito anche una descrizione della persona&amp;shy;lità del suo assistito: «Un bambinone, un ragazzone tranquillo», ha spiega&amp;shy;to. «Non è uno che fa il “mestiere del&amp;shy;la rissa”. Non si è mai vantato di ave&amp;shy;re picchiato. Anzi. Mai si è sentito di&amp;shy;re che avesse picchiato».  Accuse da rivedere  «Se la motivazione data da Jurkic per giustificare il primo spintone inferto a Damiano, peraltro non in maniera frontale, è tutto sommato comprensi&amp;shy;bile, le altre due spinte assumono una rilevanza giuridica». Non si nasconde, l’avvocato Marcellini. «Ivan doveva sa&amp;shy;pere, e quindi accettare, che la secon&amp;shy;da e la terza spinta, sferrate in quel contesto, come minimo avrebbero scatenato una rissa», ha ammesso. «Una rissa, dunque, per dolo eventua&amp;shy;le. Ma nulla di più». Il terzo punto scandagliato da Marcellini, ovvia&amp;shy;mente, riguarda la commisurazione della pena. «L’aggressione, in diritto penale, comprende l’eventualità che la vittima subisca lesioni gravi o, ad&amp;shy;dirittura, muoia». Il decesso di Damia&amp;shy;no, secondo la dottrina, non può dunque essere considerato un aggra&amp;shy;vante nel quantificare la pena che sarà inflitta a Ivan Jurkic. Marcellini, nel suo incipit, aveva inoltre messo in guardia la corte dal «desiderio collettivo di una “pena esemplare”». «Il rischio è che, per far fronte al disagio, si accresca au&amp;shy;tomaticamente la colpa del responsa&amp;shy;bile. Solo per darci una spiegazione più accettabile».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;GLI ULTIMI DUE GIORNI Verdetto attesissimo&lt;/em&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Martedì la decisione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il processo Tamagni si è già la&amp;shy;sciato alle spalle cinque giorni. Do&amp;shy;po la pausa di sabato e domenica si torna in aula lunedì mattina 26 gennaio alle 9.30. A prendere la pa&amp;shy;rola saranno gli avvocati dei due ra&amp;shy;gazzi accusati di omicidio intenzio&amp;shy;nale che avranno l’occasione di esporre alla Corte, presieduta da Mauro Ermani, le loro arringhe. Ya&amp;shy;sar Ravi difenderà Marko Tomic per il quale la procuratrice pubblica Ro&amp;shy;sa Item ha proposto dieci anni e mezzo di prigione. Francesca Pe&amp;shy;rucchi- Baggi farà altrettanto con Ivica Grgic che rischia 10 anni di carcere. Martedì 27, salvo imprevi&amp;shy;sti (la lunghezza delle arringhe di Ravi e di Perrucchi-Baggi resta una variabile importante), la camera di consiglio, composta dai giudici e dalla giuria, si riunirà. In serata, pro&amp;shy;babilmente, verrà emanata l’attesa sentenza. Verrà processato a parte, invece, il quarto imputato, un mi&amp;shy;norenne ticinese che avrebbe avu&amp;shy;to un ruolo nel pestaggio di Damia&amp;shy;no. Proprio perché al momento dei fatti non aveva ancora raggiunto i 18 anni, il ragazzo, difeso dall’avvo&amp;shy;cato Ignazio Maria Clemente, verrà giudicato in altra sede.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;PROCESSO TAMAGNI&lt;/em&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non siamo fatti per distruggere&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di CLAUDIO CHIAPPARINO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;(Direttore Dicastero Giovani ed Eventi della Città di Lugano)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il male è terribile. Pochi lo neghe&amp;shy;rebbero. Almeno, lo spero. Ma anco&amp;shy;ra più terribile è la sconcertante as&amp;shy;surdità con cui si fa strada.  Vedere consumarsi un processo con tutte le comprensibili tensioni uma&amp;shy;ne riapre allo stesso tempo grandi fe&amp;shy;rite per chi ha subito, grandi timori per chi guarda e spera che ciò non riaccada mai più, grandi grida di giu&amp;shy;stizia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viene un desiderio infinito di ricu&amp;shy;cire tutto, di tornare indietro in quella terribile sera e gridare «non fatelo, rovi&amp;shy;nerete tante vite, incluse le vostre».  Per che cosa? Ma per che cosa? È assur&amp;shy;do! Eppure accade. È accaduto anche al&amp;shy;le nostre latitudini.  Ho incontrato e incontro migliaia di gio&amp;shy;vani in tante situazioni diverse, e mol&amp;shy;te persone mi chiedono se la violenza è aumentata, se il modo di conoscere e di vivere dei giovani è cambiato. Certa&amp;shy;mente c’è un’emergenza educativa e lo avvertono in molti. Ma di fronte all’evi&amp;shy;denza di questi fatti è difficile acconten&amp;shy;tarsi di pur utili e interessanti analisi. Perché l’emergenza è proprio quella che ci siano, oltre alle giuste misure di pre&amp;shy;venzione e di protezione, sempre più persone capaci di rapporti autentici con gli altri e soprattutto con i giovani. Per questo ammiro tantissimo i genito&amp;shy;ri e i parenti di Damiano e li ringrazio per la limpida testimonianza di dignità umana.  Le sfide sono veramente grandi e l’im&amp;shy;pegno richiesto non è da meno. Vedo anche però che tanti adulti mollano, perché ritengono che i giovani sono co&amp;shy;sì diversi da loro che non sanno più co&amp;shy;sa fare per comunicare. Invece bisogna guardare a quello che ci unisce, non ab&amp;shy;biamo forse gli stessi desideri, gli stessi sogni? A volte sembra una lotta impari, soprattutto quando ti accorgi che qual&amp;shy;cosa o qualcuno rema contro. Mi è ca&amp;shy;pitato, ad esempio, di sentire perfino il lamento di genitori che non capivano perché avevamo sequestrato il coltelli&amp;shy;no al figlio, prima di entrare ad una fe&amp;shy;sta, in quanto, secondo loro, aveva pur diritto a difendersi.  Mi capita anche di vedere giovani alla deriva e che avendo l’opportunità di di&amp;shy;mostrare la loro validità in un lavoro tro&amp;shy;vano un motivo per ricominciare e si mettono responsabilmente ad aiutare anche gli altri.  È quanto auguro anche ai tre giovani processati, che durante la prigione e do&amp;shy;po la giusta pena possano capire cosa si&amp;shy;gnifica costruire, perché noi non siamo fatti per la distruzione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-7422789237129491056?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/7422789237129491056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/24-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7422789237129491056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7422789237129491056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/24-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='24 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-6280087260507230917</id><published>2009-01-26T23:46:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T23:52:01.283-08:00</updated><title type='text'>24 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un omicidio al limite dell’assassinio&lt;/span&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L’avvocato di parte civile: «Hanno agito come dei criminali molto navigati»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Marko Tomic e Ivica Grgic sono degli «omicidi anoma&amp;shy;li », hanno piuttosto il profilo degli assassini: lo ha rileva&amp;shy;to ieri l’avv. Diego Olgiati, rappresentante di parte civile, nel suo intervento al processo per la morte di Damiano  &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;PAGINA A CURA DI LUCA CONTI E OLIVER BROGGINI&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello imputabile a Marko To&amp;shy;mic e Ivica Grgic è un omicidio ai confini dell’assassinio per la gratuità inaudita che ha provoca&amp;shy;to, con due violenti calci sferrati al capo quando era a terra indifeso, la morte di Damiano Tamagni. Lo ha sottolineato ieri l’avv. Diego Olgiati, che rappresenta la fami&amp;shy;glia Tamagni, chiedendo al ter&amp;shy;mine del suo duro intervento la conferma integrale dell’atto d’ac&amp;shy;cusa steso dalla pp Rosa Item.  Olgiati ha pure domandato ai giu&amp;shy;dici di analizzare se il dolo even&amp;shy;tuale considerato (cioè la conse&amp;shy;guenza non voluta di un’azione, il che comprenderebbe anche l’in&amp;shy;cidente) non sconfini in questa uccisione nel dolo diretto, che esclude invece ogni e qualsiasi possibilità dell’atto non voluto.  «L’uccisione di Damiano quella triste sera del 1. febbraio dello scorso anno durante il carneva&amp;shy;le locarnese – ha rilevato l’avv. Olgiati – si caratterizza per una totale assenza di movente, un’as&amp;shy;soluta e inaudita gratuità nell’agi&amp;shy;re, un cinismo e una crudeltà senza pari, una sete di violenza tale che questo omicidio si situa ai confini dell’assassinio. Non vo&amp;shy;gliamo un processo di piazza co&amp;shy;me parte civile, ma che ci sia un giudizio equo e corretto. La pro&amp;shy;curatrice in tal senso ha già pon&amp;shy;derato bene le varie responsabi&amp;shy;lità nella stesura dell’atto d’accu&amp;shy;sa, dove Ivan Jurkic si salva per il rotto della cuffia dall’accusa di  PARTE CIVILE L’avv. Diego Ol&amp;shy;giati.  (foto Nicola Demaldi)  omicidio passando a quella di aggressione, non avendo inferto i calci mortali al capo di Damia&amp;shy;no. Ma Tomic e Grgic hanno vo&amp;shy;luto uccidere in quanto sapeva&amp;shy;no che colpire con una tale vio&amp;shy;lenza alla testa con forti pedate una persona a terra indifesa può provocarne la morte. E sarebbe una vera e propria aberrazione sostenere che l’azione si è svol&amp;shy;ta in una manciata di secondi e che, quindi, non ci si poteva ren&amp;shy;dere conto della dinamica di quanto stava succedendo».  La violenza come unica regola di vita  «Come si può arrivare a uccide&amp;shy;re un proprio simile, un coeta&amp;shy;neo, per di più durante una sera di festa, così per sport, senza un movente, senza che nemmeno lo si conosca, senza che vi sia la benché minima provocazione, la scintilla che possa giustificare una rissa? Ce lo spiegano bene – ha osservato l’avv. Olgiati – mol&amp;shy;te delle testimonianze raccolte in questa difficile inchiesta. A più riprese chi parla degli imputati li descrive infatti come rissosi, ar&amp;shy;roganti, aggressivi, col gusto del&amp;shy;la lite: praticano insomma la ris&amp;shy;sa per mestiere e se ne vantano anche, hanno un vero e proprio culto della violenza che è la loro regola di vita. Basti pensare an&amp;shy;che allo spirito con cui si sono re&amp;shy;cati quella sera al carnevale, con le frasi già più volte citate in que&amp;shy;st’aula: “Chi picchiamo stasera?” o ancora “Il primo che mi rom&amp;shy;pe lo ammazzo”. Una violenza au&amp;shy;tomatica – ha proseguito il patro&amp;shy;cinatore di parte civile – che fa pensare a meccanismi che sono più pertinenti per gli animali che non per gli esseri umani. E così anche il nulla può originare vio&amp;shy;lenza, creare la rissa che si cerca e si vuole a tutti i costi, provoca&amp;shy;re la morte di un giovane che la vita la amava e che se la stava co&amp;shy;struendo come si deve. Un gio&amp;shy;vane che, come ha già sottolinea&amp;shy;to la pp, tutti sarebbero stati orgo&amp;shy;gliosi di avere come figlio. Anche alle nostre latitudini, purtroppo, siamo arrivati a realtà di questo genere!».  L’aggressione è stata come una macchina da guerra  « L’aggressione – ha sottolineato ancora l’avv. Olgiati – è stata come una macchina da guerra, tanto che un teste ha dichiarato che quei tre sembravano un corpo unico. Non si è trattato quindi di un agire da principianti, c’era un’intesa, so&amp;shy;no allenati alle risse, si parlavano pure in quei momenti, in nessun caso, quindi, si è trattato di un semplice incidente. C’è stata in quell’agire – ha evidenziato il le&amp;shy;gale – una ferocia e crudeltà inau&amp;shy;dite. Tre contro uno, anche quan&amp;shy;do Damiano era inerme a terra. Uno che, in più, non aveva fatto nulla affinché si giungesse a quel punto. Hanno agito mostrando mestiere, come persone esperte di risse avvezze a queste attività. Un modus operandi agghiaccian&amp;shy;&amp;shy;te, da criminali navigati, con gli ac&amp;shy;cordi presi dopo il pestaggio sulle eventuali versioni da fornire e le numerose, clamorose e scanda&amp;shy;lose bugie che hanno poi portato avanti durante l’intera inchiesta».  Dov’è il pentimento, dove sono le scuse?  «Un altro aspetto preoccupantee che deve farci riflettere – ha fatto notare il rappresentante di parte civile – è anche il fatto che finora non si è ancora intravisto un so&amp;shy;stanziale pentimento per il dolo&amp;shy;re immenso provocato. Dove so&amp;shy;no l&amp;shy;e scuse verso una famiglia co&amp;shy;sì duramente provata per la perdi&amp;shy;ta del loro figlio? Non ho ancora sentito nulla di questo genere, an&amp;shy;zi semmai il contrario. Si è infatti anche tentato, subdolamente, da parte di alcuni dei famigliari, di in&amp;shy;fangare il nome Damiano, di far credere che fosse un drogato mor&amp;shy;to per questo. Un atteggiamento che dimostra – ha concluso il lega&amp;shy;le – evidente pericolosità sociale». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;IL DIFENSORE&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Scarcerazione per Ivan Jurkic»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«In ogni caso, la pena a carico di Ivan Jurkic non dovrà supera&amp;shy;re il tempo già effettivamente tra&amp;shy;scorso in carcere preventivo». Ha concluso così la sua arringa l’avv.  Luca Marcellini, che al proces&amp;shy;so di Locarno è chiamato a difen&amp;shy;dere, tra i tre autori dell’aggres&amp;shy;sione costata la vita a Damiano Tamagni, l’imputato minore. Co&amp;shy;lui, cioè, che si vede addebitato il reato di aggressione, per avere da&amp;shy;to avvio al pestaggio con tre spin&amp;shy;toni alla vittima e poi – forse – averla presa a calci sul torace, quando già giaceva al suolo. La richiesta è giunta al termine di un intervento durato per tutta la ses&amp;shy;sione pomeridiana del processo, durante il quale il legale ha con&amp;shy;testato le tesi accusatorie su tre punti precisi: l’effettiva parteci&amp;shy;pazione di Jurkic alle fasi più effe&amp;shy;rate del pestaggio, il suo compor&amp;shy;tamento durante la reclusione e – infine – la commisurazione del&amp;shy;la pena.  Avvocati e deontologia  Non ha rinunciato a mettersi in gioco in prima persona, l’avv. Marcellini, per spiegare il clima creatosi attorno al caso Tama&amp;shy;gni e a questi giorni di dibatti&amp;shy;mento pubblico. «Io ho assun&amp;shy;to la difesa di Ivan Jurkic poco dopo la tragica notte del 1. feb&amp;shy;braio », ha ricordato l’ex procu&amp;shy;ratore generale. «In genere, non mi occupo più di questa tipolo&amp;shy;gia di reati; quindi, quando la mia segretaria mi ha informato che al telefono c’era il padre di uno degli aggressori, le ho chie&amp;shy;sto di declinare l’offerta di un mandato». «Poco dopo», ha pro&amp;shy;seguito Marcellini, «il mio tele&amp;shy;fono è tuttavia suonato nuova&amp;shy;mente. Era sempre la segretaria; mi chiedeva di rispondere per&amp;shy;sonalmente all’interlocutore, che era in lacrime. Aveva contattato numerosi legali, ma era stato re&amp;shy;spinto da tutti». «Io trovo inam&amp;shy;missibile », ha proseguito Mar&amp;shy;cellini, spiegando la sua decisio&amp;shy;ne di accettare il caso, «che chi esercita la nostra professione possa non accettare un manda&amp;shy;to solo per la pressione dell’opi&amp;shy;nione pubblica».  Stoccata a Luigi Pedrazzini  Ma la pressione è solo uno degli elementi che rendono difficile il processo Tamagni, secondo il di&amp;shy;fensore – il primo a prendere la parola, dopo gli interventi dell’ac&amp;shy;cusa e del rappresentante di par&amp;shy;te civile. «In casi come questo, per di più con una vittima del tutto innocente, la giustizia non può aspirare ad avere un ruolo restitu&amp;shy;torio; qualsiasi sia la pena, lo squilibrio dei valori in gioco ren&amp;shy;de impossibile qualsiasi risarci&amp;shy;mento, ideale e materiale». Una situazione di violenza assurda, che «crea forte disagio, e una ri&amp;shy;cerca disperata di spiegazioni ac&amp;shy;cettabili ». Ecco, quindi, il perico&amp;shy;lo che gli autori «vengano trasfor&amp;shy;mati in mostri, tanto è difficile per noi identificarci in loro; ci sono del tutto estranei per ceto, censo, età, etnia».  Il risultato di questa particolare situazione emotiva, ha sostenu&amp;shy;to l’ex pp, è dunque una tensio&amp;shy;ne che non per forza giunge a tro&amp;shy;vare le risposte giuste. «Già nei giorni immediatamente succes&amp;shy;sivi, l’opinione pubblica aveva tutte le risposte, con una condan&amp;shy;na già scritta e uguale per tutti i presunti colpevoli». Un sentimen&amp;shy;to che ha preso varie forme:«dal&amp;shy;le minacce di morte sui blog alle critiche per i difensori degli ac&amp;shy;cusati ». «Altri ancora, più elegan&amp;shy;temente, si limitavano a invocare “pene esemplari”, prima ancora che i fatti fossero accertati e chia&amp;shy;riti », ha poi aggiunto Marcellini, con un non troppo velato riferi&amp;shy;mento alle esternazioni del diret&amp;shy;tore del Dipartimento istituzio&amp;shy;ni, Luigi Pedrazzini.  «La corte sia serena»  Un clima di disagio, di fronte al quale la corte è stata invitata – dal legale di Ivan Jurkic – a «ope&amp;shy;rare serenamente e coraggiosa&amp;shy;mente, così da giungere a un giu&amp;shy;dizio davvero esemplare, perché liberato da ogni condizionamen&amp;shy;to ». E il punto di partenza, per questo percorso in cerca della ve&amp;shy;rità processuale, è l’inchiesta: «un procedimento raramente visto in Ticino, per il modo e la comple&amp;shy;tezza con cui è stato condotto». «È stato cercato tutto e in ogni dove», ha spiegato Marcellini, che è poi entrato nel merito della po&amp;shy;sizione del suo cliente: «Tutte le ricerche svolte escludono chia&amp;shy;ramente una possibile responsa&amp;shy;bilità di Ivan Jurkic nella morte di Damiano Tamagni».  Testimonianze in conflitto  L’elemento principale citato da Marcellini, per sollevare la posi&amp;shy;zione del suo assistito, è la natu&amp;shy;ra «frammentaria, contraddittoria e parziale delle testimonianze». Delle trenta persone che hanno fornito la loro versione dei fatti, solo due – ha ricordato il difen&amp;shy;sore – hanno indicato in Jurkic uno degli aggressori che hanno colpito Damiano Tamagni men&amp;shy;tre si trovava a terra; e per en&amp;shy;trambi questi testimoni esisteva&amp;shy;no conti in sospeso con Jurkic o un interesse ad aggravare la sua posizione. Ecco quindi la richie&amp;shy;sta di un ridimensionamento del&amp;shy;l’accusa: non aggressione, bensì rissa, reato che prevede una pe&amp;shy;na non superiore a tre anni. «Per&amp;shy;ché l’unica cosa confermata – ha riassunto Marcellini – è che Ivan Jurkic ha spintonato tre volte Da&amp;shy;miano Tamagni; ed è ragionevo&amp;shy;le pensare che, nel farlo, non in&amp;shy;tendesse dare avvio a un pestag&amp;shy;gio focalizzato su un’unica vitti&amp;shy;ma, bensì che potesse aspettarsi lo scoppio di una rissa generale, considerata l’alta tensione di quei momenti in via Borghese».  Passato senza macchia  Per corroborare la sua richiesta di un trattamento mite, Marcel&amp;shy;lini ha ricordato anche il profilo personale di Jurkic: «Una perso&amp;shy;na ricordata da tutte le persone interpellate come tranquilla e di&amp;shy;sponibile, di cui si ricorda solo uno screzio con un professore al primo anno di apprendistato». Un giovane ben inserito, anche sul lavoro, «che ha sopportato una lunga carcerazione in condi&amp;shy;zioni molto rigorose, senza ave&amp;shy;re un colloquio libero con nessu&amp;shy;no per per i primi quattro mesi della reclusione». Una persona, ha infine aggiunto Marcellini, che anche fuori dal carcere sarà con&amp;shy;frontata a un futuro problemati&amp;shy;co, e non potrà in nessun caso es&amp;shy;sere la stessa: per Ivan Jurkic, in&amp;shy;fatti, il ritorno alla libertà signifi&amp;shy;cherà anche – almeno in un pri&amp;shy;mo tempo – «un trasferimento al&amp;shy;l’estero, con l’allontanamento dal&amp;shy;la famiglia e dal luogo in cui è sempre vissuto».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;I RISARCIMENTI CHIESTI&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Torto morale e spese legali per 264 mila franchi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Centocinquantamila franchi per i genitori di Damiano Tama&amp;shy;gni e 25 mila per la sorella per tor&amp;shy;to morale; 18 mila franchi per il danno materiale (spese ospeda&amp;shy;&amp;shy;liere, funerali, ecc.) e altri 71 mi&amp;shy;la franchi per le spese legali:com&amp;shy;plessivamente ammonta quindi a 264 mila franchi l’entità dei ri&amp;shy;sarcimenti che il legale di parte civile avv. Diego Olgiati ha chiesto ieri al termine del suo interven&amp;shy;to. «Il risarcimento di 175 mila franchi per torto morale – ha pre&amp;shy;cisato– èdovuto alla famiglia Ta&amp;shy;magni per l’estrema gravità di quanto accaduto, fatti che hanno distrutto dal dolore una famiglia la quale dovrà avvalersi ancora per diverso tempo di sostegno medico per elaborare l’accaduto. Questi soldi non finiranno co&amp;shy;munque nelle tasche dei fami&amp;shy;gliari, ma andranno a beneficio della Fondazione che porta il no&amp;shy;me di Damiano». Da rilevare in&amp;shy;fine che il dott. Ennio Pedrinis non ha chiesto alcun compenso per la perizia medico-legale alle&amp;shy;stita per conto della parte civile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-6280087260507230917?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/6280087260507230917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/24-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/6280087260507230917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/6280087260507230917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/24-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='24 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-2899411589166579733</id><published>2009-01-26T23:42:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T23:45:48.378-08:00</updated><title type='text'>24 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;‘Siamo vicini all’assassinio’&lt;/span&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’avvocato di parte civile Diego Olgiati ha chiesto il ‘dolo diretto’ e demolito la perizia difensiva di parte&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; È stata un’aggressione concordata, organizzata e in sincronia   È stata una requisitoria spietata, quella con&amp;shy;dotta ieri mattina dal legale di parte civile (la fa&amp;shy;miglia Tamagni) avvocato Die&amp;shy;go Olgiati. Spietata perché tendente ad illuminare con pic&amp;shy;coli, brillanti fasci di luce le colpe assodate e le verità nega&amp;shy;te dagli imputati, senza conce&amp;shy;dere sconti ma anzi caricando fin quasi all’eccesso i profili, definiti « lugubri » , di due dei tre ragazzi che gli stavano di fronte.  Spietata, a tratti forse ecces&amp;shy;siva, ma sicuramente brillante ed efficace. Perché non volava una mosca, nella sala del Pre&amp;shy;torio, quando Olgiati scandiva concetti come « totale gratuità del tragico evento », « nessun mo&amp;shy;vente, nessun imput, nessun col&amp;shy;legamento emozionale fra imputati e Damiano ». « Abbiamo cercato disperatamente una scintilla che avesse fatto divampare l’incendio – ha detto ancora riferendosi sia al lavoro di indagine, sia ai quattro giorni di dibattimento fin qui trascor&amp;shy;si – ma non l’abbiamo trovata. Perché quella scin&amp;shy;tilla non c’era ». Totale gratuità dell’aggressione, dunque, « e nessuna relazione fra l’omicidio e la  precedente discussione fra opposte fazioni lungo Via Borghese ». Discussione per altro già sedata all’arrivo dei tre accusati.  « Rappresento una famiglia che ha perso un figlio che ha avuto l’enorme sfortuna di in&amp;shy;contrare gente che pratica la violenza per hobby, per diverti&amp;shy;mento – ha detto Olgiati –. Indi&amp;shy;vidui freddamente coscienti di aver ucciso senza un movente, ma che hanno fatto di tutto per nascondere questo segreto ». La parte civile – ha aggiunto subi&amp;shy;to dopo – « si aspettava corag&amp;shy;gio, chiarezza, parole di scusa. Ma abbiamo visto che l’atteg&amp;shy;giamento degli imputati non è cambiato: non entrano nel me&amp;shy;rito, si giustificano dicendo che hanno sbagliato e che si vergo&amp;shy;gnano ».  Poi Olgiati si è concentrato sulle figure dei singoli imputati. « Ivica Grgic, secondo un teste, parlava sempre e solo delle risse a cui aveva par&amp;shy;tecipato. Passava le serate raccontando quei pe&amp;shy;staggi. E la cosa era considerata preoccupante dai suoi stessi amici » . Quanto alla maglietta della Nazionale croata indossata per il carnevale  Freddamente coscienti di aver ucciso senza un movente  dopo che quell’abbigliamento era stato motivo di scontro verbale poche sere prima a Roveredo, « è stata l’esca che si mette sull’amo », secondo Olgia&amp;shy;ti. Riguardo Marko, il secondo giovane accusato di omicidio intenzionale, « la presenza nel suo telefonino di filmati di violenza assurda è un fatto acclarante. Quale può es&amp;shy;sere il senso di avere e conserva&amp;shy;re immagini del genere? ». In di&amp;shy;ritto, ha notato l’avvocato, « conservarle è paragonato a fabbricarle ».  E “fabbricare la violenza” è stato quanto fatto dai tre av&amp;shy;ventandosi senza motivo su Damiano: « Un’aggressione con&amp;shy;cordata e organizzata, in sin&amp;shy;cronia. Il più grosso ( Jurkic, ndr) ha fatto da rompighiaccio, e gli altri sono andati a rimor&amp;shy;chio. Inoltre, i tre aggressori parlavano fra loro, quindi non può esserci stato equivoco, o perdita di controllo ». Olgiati non si è fermato qui, definendo quella dei giovani alla sbarra « una mentalità criminale tutt’altro che indifferente, perché di fronte agli in&amp;shy;quirenti hanno sempre saputo perfettamente cosa dire e cosa no ».   Poi il legale di parte civile si è spostato sul ter&amp;shy;reno della qualifica giuridica del reato. « Quest’o&amp;shy;micidio   – ha rilevato – è ai limiti dell’assassinio, perché perpetrato con egoismo perfido e perverso, con crudeltà e sadismo » . Ri&amp;shy;guardo al dolo eventuale, « nel&amp;shy;la fattispecie è difficile distin&amp;shy;guerlo dal dolo diretto ». Olgiati ha invitato la Corte a valutare l’applicazione della seconda ipotesi.  In conclusione, prima di for&amp;shy;mulare la richiesta di risarci&amp;shy;mento per torto morale di cui riferiamo a parte, e di definire Damiano come « un ragazzo d’altri tempi, che ognuno di noi vorrebbe avere come figlio », Ol&amp;shy;giati ha impugnato il piccone e demolito la perizia di parte realizzata dal professore roma&amp;shy;no Angelo Fiori e messa agli atti dall’avvocato di Tomic, Ya&amp;shy;sar Ravi. « La credibilità di questa perizia è pari a zero – ha esordito –. E il mandato è stato esegui&amp;shy;to in modo scorretto, perché non esiste un manda&amp;shy;to peritale che vada a creare dubbi. Deve trattarsi di un’opera intellettuale con capo e coda. Cosa che invece quel referto non è ».  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;‘Per Jurkic l’anno di carcere già scontato è sufficiente’&lt;/span&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il difensore contesta l’aggressione e propone una condanna per rissa La proposta di pena: in ogni caso non più di 2 anni e con la condizionale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ivan Jurkic, il 20enne che deve ri&amp;shy;spondere di aggressione di fronte alle Assise criminali di Locarno, potrebbe uscire di prigione dopo la lettura della sentenza. Se la Corte, presieduta dal giudice Mauro Ermani, dovesse acco&amp;shy;gliere le richieste dell’avvocato difen&amp;shy;sore Luca Marcellini, il giovane po&amp;shy;trebbe tornare il libertà da settimana prossima.  Marcellini, nella sua arringa, ha af&amp;shy;frontato diversi temi. Primo fra tutti la difficoltà di valutare i fatti con sere&amp;shy;nità e oggettività, dopo l’ondata emoti&amp;shy;va che ha scosso il Ticino per il decesso di Damiano Tamagni, gli interventi in&amp;shy;giuriosi sui blog e l’impatto mediatico dell’inchiesta e del procedimento pe&amp;shy;nale. Difficile, in questi casi, identifi&amp;shy;carsi con gli autori; e quindi si corre il rischio di accrescere la colpa, proces&amp;shy;sando sommariamente i colpevoli. Il tutto per rendere i fatti più accettabili. L’avvocato ha ricordato che ha as&amp;shy;sunto la difesa di Jurkic pochi giorni dopo la morte di Damiano, perché al te&amp;shy;lefono il padre del ragazzo piangeva: nessuno, nel clima che si era creato, voleva accettare l’incarico. « Non pote&amp;shy;vo rifiutare solo perché c’erano le pres&amp;shy;sioni dell’opinione pubblica », ha com&amp;shy;mentato.  Marcellini ha poi tenuto a sottoli&amp;shy;neare l’opinione di alcuni giornalisti, che hanno espresso dubbi sulla condu&amp;shy;zione aggressiva dell’istruttoria da parte del giudice Ermani. In seguito ha invece lodato il lavoro accurato del&amp;shy;la procuratrice pubblica Rosa Item che, a suo dire, « ha condotto un’inchie&amp;shy;sta completa e precisa ». Un’inchiesta – ha continuato – che esclude chiara&amp;shy;mente una qualsiasi responsabilità di Jurkic nella morte di Damiano. « Emer&amp;shy;ge che il mio assistito non è quel mostro che si vuol far credere, accomunandolo agli altri due ». Ivan è un giovane che ha terminato l’apprendistato, apprez&amp;shy;zato dagli amici e dal datore di lavoro; « è stato definito un bambinone tran&amp;shy;quillo, sincero, di buon cuore e simpati&amp;shy;co. Non aveva mai picchiato nessuno ». Nell’inchiesta ha inoltre dato il suo contributo, con la versione dei fatti che poi è stata confermata. Ha pure accet&amp;shy;tato di buon grado una carcerazione dura. Per Marcellini, Jurkic ha dato gli spintoni a Damiano; ma si è limitato a quello. Tanto che non ci sono testimo&amp;shy;nianze certe su un suo coinvolgimento nel pestaggio del 22enne, quando que&amp;shy;sto era a terra. L’avvocato ha ricordato che sono stati sentiti numerosi testi; molti hanno raccontato fatti che si sono rivelati fondati e, allo stesso tem&amp;shy;po, episodi che non hanno trovato ri&amp;shy;scontri. In seguito è stato compiuto un esercizio che Marcellini ha definito pe&amp;shy;ricoloso: scegliere unicamente alcune parti delle testimonianze per trovare le combinazioni giuste che confermas&amp;shy;sero le tesi accusatorie. « Non si può. Se ci sono dubbi occorre fermarsi ». Per il difensore, Jurkic non ha infierito sulla vittima, quando questa è caduta a terra. Si è fermato. Poi si è distanzia&amp;shy;to dagli altri due imputati, non andan&amp;shy;do con loro al Carnevale di Bellinzona. È tornato a casa, dove la Polizia lo ha trovato per arrestarlo.  Non sussistono quindi elementi og&amp;shy;gettivi per definire il comportamento di Jurkic un’aggressione. Gli spintoni dati a Damiano in un ambiente affolla&amp;shy;to, quando già c’erano delle tensioni fra due gruppi di persone, potevano scatenare una rissa. Quindi dovrebbe essere questo il reato da contestare a Jurkic.  L’aggressione – che è da considerare grave stando alla proposta di tre anni di prigionia formulata dalla procura&amp;shy;trice – presuppone un altro tipo di rea&amp;shy;to. Ad esempio una spedizione puniti&amp;shy;va, con armi e visi celati, contro una persona indifesa, in un luogo isolato e solitario. In realtà mancano parecchi di questi elementi. Va detto, inoltre, che non sono determinanti nella com&amp;shy;misurazione della pena, né la gravità delle lesioni, né la morte dell’aggredi&amp;shy;to. In conclusione, Marcellini ha riba&amp;shy;dito la differenza tra i tre imputati, sia prima dei fatti, sia durante l’attacco a Damiano, sia per quello che è successo dopo.  La difesa ha chiesto che Jurkic ven&amp;shy;ga condannato per rissa con dolo even&amp;shy;tuale; in via subordinata per aggres&amp;shy;sione (pure con dolo eventuale, essen&amp;shy;dosi limitato agli spintoni). « La pena detentiva non dovrà superare il carcere  preventivo sofferto ». Se sarà condanna&amp;shy;to per aggressione con dolo diretto (con partecipazione al pestaggio quan&amp;shy;do Damiano era a terra), « non si deve andare oltre i 18 mesi, con la condizio&amp;shy;nale. E se la corte deciderà per una con&amp;shy;danna sopra i due anni, che ci sia la so&amp;shy;spensione condizionale per i mesi di car&amp;shy;cere che restano ». Se così sarà, Jurkic potrà tornare a casa dopo la lettura della sentenza. Infine, per le pretese di parte civile (vedi articolo sopra) Mar&amp;shy;cellini ha ricordato che non c’è rappor&amp;shy;to di solidarietà tra gli imputati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tutto alla Fondazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;175 mila franchi di torto morale, ma non ai familiari di Damiano&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quale risarcimento per torto morale l’avvocato Olgiati ha chiesto che vengano versati 75 mila franchi al papà di Damiano, 75 mila alla mamma e 25 mila alla sorella. Ma i soldi non reste&amp;shy;ranno alla famiglia: verranno devoluti alla Fondazione Damia&amp;shy;no Tamagni, che come noto si oc&amp;shy;cupa di prevenzione della violen&amp;shy;za giovanile. « Quantificando la cifra – ha spiegato Olgiati – ab&amp;shy;biamo voluto marcare la gravità estrema di quanto accaduto e il fatto che è stato distrutto un inten&amp;shy;so legame genitoriale e con la so&amp;shy;rella. L’agire degli imputati ha ir&amp;shy;rimediabilmente rovinato la vita dei familiari di Damiano, che per ancora 3-4 anni dovranno essere assistiti ». A titolo di paragone, il legale di parte civile ha citato un caso piuttosto simile avvenuto nel canton Vaud (tre teppisti ave&amp;shy;vano ucciso a botte e a sassate un giovane dopo che questi aveva cercato di farsi restituire un Cd portatile che loro gli avevano ru&amp;shy;bato in treno). In quel caso era stato riconosciuto un risarci&amp;shy;mento per torto morale di 60 mila franchi per ognuno dei ge&amp;shy;nitori.  Olgiati ha aggiunto circa 18 mila franchi per danni mate&amp;shy;riali e circa 70 mila di spese lega&amp;shy;li. Spese che, va notato, non con&amp;shy;siderano quelle relative alla peri&amp;shy;zia di parte (civile) realizzata da Ennio Pedrinis. « Il dottor Pedri&amp;shy;nis   – ha sottolineato Olgiati – ha lavorato gratis per questioni eti&amp;shy;che e morali, avendo in preceden&amp;shy;za lavorato per lo Stato, e volendo mantenere autonomia di pensiero e di giudizio nei confronti del mandante ». Chapeau!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-2899411589166579733?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/2899411589166579733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/24-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2899411589166579733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2899411589166579733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/24-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='24 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-123239173255573586</id><published>2009-01-23T02:21:00.000-08:00</published><updated>2009-01-23T02:24:22.407-08:00</updated><title type='text'>23 gennaio 2009 - Ticinonews.ch</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ore 10.24&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;'I tre imputati volevano la rissa. E hanno trovato chi menare'&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'avvocato Diego Olgiati, che rappresenta la famiglia Tamagni, ha aperto la quinta giornata del processo a Locarno&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’avvocato Diego Olgiati ha aperto la quinta giornata di dibattimento al processo Tamagni. “Rappresento un padre, una madre e una sorella che hanno perso Damiano - spiega l’avvocato guardando intensamente la corte - perché quella sera ha incontrato gente che pratica la violenza per sport”. L’avvocato Olgiati non ha dubbi: “I tre sono coscienti di aver ucciso senza un movente e hanno fatto il possibile fino a oggi per nascondere questo segreto”. La parte civile spiega che quella sera al carnevale a Locarno c’era alcol, ressa, musica a tutto volume, giovani eccitati. “Magari anche giovani che reagiscono in base a logiche distorte, come ha detto il presidente, ma abbiamo anche giovani che agiscono con intelligenza, come D. (ndr: il ragazzo che parla con Damiano all’arrivo di Tomic, Grgic e Jurkic)”. E si sofferma su quel momento, quando Damiano e D. - il capo, quello che picchia e fa il duro - parlano. La situazione è tranquilla. “Lì non stava succedendo nulla. D. non è minaccioso né arrabbiato. È un D. che sta discutendo con Damiano”. Insomma, spiega Olgiati, non c’è nessuna situazione fuori norma. La norma è spezzata da Tomic, Grgic e Jurkic, che si avventano su Damiano, così senza uno scopo. "Ho capito, cari imputati, che avete sbagliato. Ma voglio capire il perché". Così Diego Olgiati, rivolgendosi ai tre giovani in aula.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La maglia della Croazia&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I tre giovani imputati, secondo Olgiati, cercano la rissa. Ne è sicuro, l’avvocato di parte civile. E giustifica la sua tesi parlando della maglia della squadra di calcio della Croazia indossata da uno dei tre imputati durante la sera del 1° febbraio. “In questo processo contano i dettagli - spiega Olgiati - e la squadra della Croazia, che non è né quella della Svizzera, dell’HCL o dell’Italia, è l’esca che si mette sull’amo. Il pesce è il pollo che poi si mena”. Insomma, la scintilla che ha scatenato l’incendio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’effetto Pavlov&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così spiega l’avvocato Olgiati la dinamica che si instaura nei tre giovani imputati vedendo D. parlare con Damiano. L’effetto causa-effetto che si scatena è il seguente: vedere D. equivale a farsi belli nei suoi confronti. Che in pratica significa fare gli spacconi con la vittima. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-123239173255573586?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/123239173255573586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-ticinonewsch.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/123239173255573586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/123239173255573586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-ticinonewsch.html' title='23 gennaio 2009 - Ticinonews.ch'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4715656302656985526</id><published>2009-01-23T02:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-23T02:21:11.009-08:00</updated><title type='text'>23 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;OMICIDIO TAMAGNI Le richieste della pp Item: 10 anni e mezzo per Tomic, 10 per Grgic e 3 per Jurkic&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Dai tre imputati nessun rispetto per la vita umana»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conferma integrale dell’atto d’accusa. È quan&amp;shy;to chiesto ieri, durante la quarta giornata del pro&amp;shy;cesso per l’omicidio di Damiano Tamagni, dalla procuratrice pubblica Rosa Item. Così per Marko Tomic e Ivica Grgic, accusati di omicidio intenzio&amp;shy;nale, ha proposto, rispettivamente, una pena de&amp;shy;tentiva di 10 anni e mezzo e 10 anni di detenzio&amp;shy;ne, tenuto conto del carcere preventivo scontato. Per Ivan Jurkic, accusato invece di aggressione, ha chiesto una pena di 3 anni di reclusione, sempre tenendo conto del tempo già passato in prigione. I tre, lo ricordiamo, sono stati arrestati nelle ore se&amp;shy;guenti la tragica notte del 1° febbraio del 2008. «To&amp;shy;mic – ha sottolineato la procuratrice, motivando la sua richiesta – ha mostrato di non essere con&amp;shy;sapevole dei gesti commessi, delle sue colpe, trin&amp;shy;cerandosi dietro molteplici “non ricordo”». Grgic, invece, col tempo si è dimostrato più collaborati&amp;shy;vo: «Alla fine, bene o male, ha ammesso alcune ter&amp;shy;ribili azioni», ha aggiunto Rosa Item. Infine, la pro&amp;shy;curatrice ritiene gravissima anche la colpa di Jurkic: «Non è stato trasparente durante tutta l’inchiesta. E porta la responsabilità dell’attacco sferrato nei confronti di Damiano». Il magistrato ha catalizzato l’attenzione durante tut&amp;shy;to il pomeriggio. Ma la giornata di ieri si è aperta con una ricostruzione dei primi soccorsi apporta&amp;shy;ti a Damiano Tamagni, dopo la feroce aggressio&amp;shy;ne. Il giudice Mauro Ermani ha così letto alcuni passaggi, tratti da testimonianze dei soccorritori. I primi a sopraggiungere sul posto hanno dichia&amp;shy;rato che Damiano aveva gli occhi sbarrati, già opa&amp;shy;chi. Le labbra erano cianotiche. Una ricostruzio&amp;shy;ne che ha scatenato emozione dilanianti. Atroce il dolore provato dai genitori di Damiano. Palpabile anche l’angoscia che si è vissuta in sala. La mam&amp;shy;ma aveva lo sguardo fisso verso i tre imputati. Ma non traspariva odio o rancore. Il suo era uno sguar&amp;shy;do di dolore profondo, immenso, perché, qualsia&amp;shy;si sia la sentenza, come sottolineato anche dalla procuratrice, Damiano non sarà mai restituito ai suoi cari. Questa mattina prenderà la parola l’av&amp;shy;vocato di parte civile, Diego Olgiati, nel pomerig&amp;shy;gio si attende invece l’arringa dell’avvocato Luca Marcellini, patrocinatore di Ivan Jurkic, accusato di aggressione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Giustizia per una morte assurda&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lunga più di quattro ore e precisa in ogni minimo dettaglio la requisi&amp;shy;toria della procuratrice pubblica Ro&amp;shy;sa Item. «La corte è chiamata a met&amp;shy;tere la parola fine su questo triste ca&amp;shy;so, che ha suscitato profonda com&amp;shy;mozione in tutta la popolazione», ha esordito. «Non potremo sanare tutti i mali del mondo. Ma fare giustizia, accertando le colpe di una morte as&amp;shy;surda ». La procuratrice ha così evi&amp;shy;denziato come i tre imputati abbia&amp;shy;no fornito una ricostruzione dei fat&amp;shy;ti discordante, nonostante il tentati&amp;shy;vo di mettersi d’accordo per elabo&amp;shy;rare (anche furtivamente nei corridoi del carcere) una versione unanime. «All’inizio, fantasticando su un pugno sferrato da Damiano, hanno persino tentato di invocare la legittima dife&amp;shy;sa », ha sottolineato. «Mentre dalla ri&amp;shy;costruzione effettuata con l’ausilio di moltissimi testimoni, si evince un quadro ben diverso. Grgic non sfer&amp;shy;ra nessun pugno al volto di Damia&amp;shy;no, che cade dunque a terra per i cal&amp;shy;ci di Tomic, senza però battere la te&amp;shy;sta ». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I colpi inferti&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rosa Item ha ripercorso, doverosa&amp;shy;mente seppur suscitando ulteriore commozione, i colpi inferti, secondo il suo giudizio, dai singoli imputati. «Marko Tomic ha colpito Damiano con un pugno al viso, ma solo di stri&amp;shy;scio. Due pedate le ha poi inferte al&amp;shy;la coscia e allo stinco. E, mentre il 22enne di Gordola, si trovava a terra lo ha copito con un calcio alla tem&amp;shy;pia sinistra». «Ivica Grgic – ha conti&amp;shy;nuato – non ha colpito Damiano al volto, quando quest’ultimo era anco&amp;shy;ra in piedi. Testimoni dicono però che gli abbia sferrato pedate al cor&amp;shy;po, quando era già a terra, prima di infliggergli un calcio alla testa». Di&amp;shy;scorso leggermente diverso per Ivan Jurkic, accusato di aggressione. «Ha ammesso di aver spinto a più ripre&amp;shy;se Damiano, mentre la situazione era però pacifica. Dopodiché, subitanei entrano in gioco i suoi compari che iniziano a picchiare Damiano», ha detto. «Dalle testimonianze emerge che anche Jurkic ha inferto dei cal&amp;shy;ci a Damiano, quando si trovava a terra». Ma si è fermato prima degli altri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fatali i calci al capo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La perizia del dottor Osculati, l’uni&amp;shy;co ad aver esaminato Damiano, an&amp;shy;che quando era ancora vivo, parla di 15 lesioni, tra cui la lacerazione del-l&amp;shy;’arteria vertebrale (causa ultima del&amp;shy;la morte del giovane gordolese), tut&amp;shy;te compatibili con i colpi inferti du&amp;shy;rante l’aggressione. «Una lacerazio&amp;shy;ne provocata da un colpo forte alla testa», ha evidenziato Rosa Item. «Secondo Osculati, l’unica ipotesi probabile per delineare le cause del&amp;shy;la lacerazione è un movimento ano&amp;shy;malo del collo, riconducibile solo al&amp;shy;le lesioni alla testa e al capo. Quindi possono essere stati solo i due calci, sferrati da Tomic e Grgic, ad uccide&amp;shy;re Damiano. A essere letale può es&amp;shy;sere stato un colpo, oppure l’altro. O entrambi». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per quale assurdo motivo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Per quale motivo ci si avventa sulla vittima?», si è chiesta la procuratrice. «Forse ci si voleva mostrare “belli” da&amp;shy;vanti agli occhi del famigerato ragaz&amp;shy;zo rissoso. Non so... Ma sicuramen&amp;shy;te per menare le mani. Per picchia&amp;shy;re. A causa di una intrinseca violen&amp;shy;za fine a sé stessa, che fa parte della personalità dei tre imputati». «Chi picchiamo stasera? Se qualcuno mi rompe le scatole, lo ammazzo». Fra&amp;shy;si dette rispettivamente da Tomic e Grgic, prima di recarsi al carnevale di Locarno, che la procuratrice ha rie&amp;shy;vocato per sottolineare ancora una volta l’indole violenta degli imputati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La richiesta di pena&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In diritto l’omicidio intenzionale può essere punito con una pena compre&amp;shy;sa tra i 5 e i 20 anni di detenzione. Mentre per l’aggressione si possono infliggere fino a 5 anni di prigione. Questi gli spazi di manovra nei qua&amp;shy;li ha potuto muoversi la procuratrice Rosa Item. «I tre imputati non hanno dimostrato nessun rispetto per la vi&amp;shy;ta umana», ha detto con convinzio&amp;shy;ne, escludendo la possibilità di una possibile scemata responsabilità. «Non erano nemmeno brilli».Rosa Item ha poi spiegato la differenza tra un dolo diretto o eventuale. L’accusa di omicidio diretta a Grgic e Tomic si basa sulla seconda eventualità. «Le azioni di Ivica e Marko sono al limi&amp;shy;te del dolo diretto». I calci inferti a Da&amp;shy;miano da Grgic e Tomic sono stati violentissimi. «Non importa stabilire quale colpo sia stato a causare real&amp;shy;mente il decesso. Importa invece che entrambi erano consapevoli, co&amp;shy;me hanno infine ammesso durante il dibattimento, che le botte date a Da&amp;shy;miano erano tali da poter cagionare la sua morte. Hanno agito in correità. Il decesso deriva dalle loro azioni. Questo è sufficiente per accusarli di omicidio», ha infine aggiunto citan&amp;shy;do una sentenza del Tribunale fede&amp;shy;rale. Il movente? «Violenza fine a sé stessa», ha ripetuto. Così ha chiesto 10 anni e mezzo di detenzione per Marko Tomic, 10 anni per Ivica Grgic e tre anni per Ivan Jurkic.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le pene subordinate&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come in tutti i processi “complicati”, oltre al&amp;shy;le imputazioni contenute nell’atto di accusa, il presidente della Corte ha aggiunto delle qua&amp;shy;lifiche giuridiche – le cosiddette “subordina&amp;shy;te” – che in genere prevedono un’attenuazio&amp;shy;ne dei reati. È una cautela che permette ai giu&amp;shy;dici uno spettro più ampio di esame delle re&amp;shy;sponsabilità degli imputati. In questo caso, al&amp;shy;l’accusa di omicidio intenzionale per i due im&amp;shy;putati maggiori (Marko Tomic e Ivica Grgic), in camera di consiglio la Corte valuterà la de&amp;shy;rubricazione in lesioni personali gravi, aggres&amp;shy;sione, omicidio colposo e omissione di soccor&amp;shy;so. Per il terzo imputato (Ivan Jurkic): rissa in concorso con omicidio colposo. Inoltre per Tomic c’è anche il reato di pornografia per il possesso di un video di sesso estremo. Oltre a determinare la detenzione i giudici dovran&amp;shy;no pronunciarsi anche sul risarcimento chie&amp;shy;sto dalla parte civile, ossia dai familiari di Da&amp;shy;miano, le cui pretese saranno presentate og&amp;shy;gi dal loro patrocinatore, avv. Diego Olgiati, che ieri ha evidenziato la terapia psicologica cui dovrebbero sottoporsi, «anche se – ha preci&amp;shy;sato – da un trauma così grave non potranno mai ristabilirsi in modo completo».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I soccorsi, pronti ma vani&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Abbiamo notato un assembramento di gen&amp;shy;te, poco lontano dal capannone di Piazza Sant’Antonio. Ci siamo avvicinati e, fendendo la calca, abbiamo visto un giovane a terra, esani&amp;shy;me ». Questa la testimonianza di due agenti del&amp;shy;la sicurezza, in servizio nella notte della Strano&amp;shy;ciada. Il ragazzo non dava segni di vita. Immediata la telefonata per i soccorsi. Intanto un agente e un giovane studente infermiere, presente occasio&amp;shy;nalmente, iniziano a praticargli la respirazione artificiale. Arriva l’ambulanza del Salva e il me&amp;shy;dico di turno. Le sue pupille sono già velate, le labbra cianotiche. Damiano viene sottoposto a immediati ed energici interventi di rianimazio&amp;shy;ne. I battiti riprendono, ma la respirazione rima&amp;shy;ne completamente assente. Evidentemente le le&amp;shy;sioni cerebrali sono gravissime. L’ambulanza lo evacua di corsa verso il vicino ospedale. Dalla Tac arriva il responso: morte ce&amp;shy;rebrale. È l’una di notte e il corpo di Damiano viene trasportato a Lugano per l’espianto degli organi. Questi i freddi, ma drammatici fotogrammi del&amp;shy;la tragedia, ripercorsi dal giudice Mauro Erma&amp;shy;ni ieri mattina, con la lettura delle testimonian&amp;shy;ze, comprese quelle dei tre imputati, che però non concordano nemmeno nel ricordare il lo&amp;shy;ro ritorno sul luogo del pestaggio, quanto me&amp;shy;no per la “curiosità” di verificare in quali condi&amp;shy;zioni si trovasse la vittima. Due di loro vanno a chiudere la tragica notte al carnevale di Bellinzona. Avevamo un appunta&amp;shy;mento, dicono. «Se foste stati preoccupati, sa&amp;shy;reste dovuti andare all’ospedale», ribatte il pre&amp;shy;sidente della Corte. La mattinata di ieri ha permesso anche di rivi&amp;shy;sitare una serie di testimonianze di persone pre&amp;shy;senti quella sera prima, durante e dopo il fattac&amp;shy;cio. I difensori si sono soffermati sui racconti me&amp;shy;no credibili, sicuramente in buona fede, ma frut&amp;shy;to della rabbia e dell’emozione collettiva di quei giorni. In effetti qualche teste, alla verifica dei fat&amp;shy;ti, appare contradditorio e fantasioso. «Ma questi non inficiano la credibilità di tutti gli altri», ha rilevato il presidente. E la procuratri&amp;shy;ce Rosa Item, unitamente all’avv. Diego Olgiati di parte civile, l’ha sottolineato con le citazioni di altri testi, dimostrando la cautela e la veridi&amp;shy;cità delle loro affermazioni. Proprio sui testimoni ci sarà battaglia fra accu&amp;shy;sa e difesa. (T.V.) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Commenti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La legge del branco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di GRAZIANO MARTIGNONI&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il branco fa pensare al mondo anima-l&amp;shy;e, ove vige la difesa del territorio, i codici di dominanza, in un parola la cultura del&amp;shy;la sopravvivenza. La sopravvivenza di se stessi e della propria specie. La domanda rimane come sia possibile nelle nostre co&amp;shy;munità il sorgere di “nicchie identitarie” esposti ad una vulnerabilità narcisistica collettiva (oltre che individuale) così ele&amp;shy;vata da divenire se semplicemente sfiora&amp;shy;ta terribilmente violenta. Se appartenere ad un gruppo, anche malvagio, è sempre da qualche parte una sorta di decisione, implicante a volte una perdita del buon senso o della ragionevolezza stessa, stare, seguire, agire nel “branco” è certamente un’esperienza di più profonda “regressio&amp;shy;ne etologica”. Un’esperienza puramente dominata dagli impulsi e dalla loro gestua&amp;shy;lità che azzera il pensiero, facilmente esposta alla cancellazione dell’esame di realtà, alla perdita del senso e del valore della vita altrui. Un’esperienza di parteci&amp;shy;pazione imitativa e adesiva all’evento, che si sta vivendo in quel momento stesso o al comportamento di colui che guida il branco. Ciò che è avvenuto quella notte sembra avere così più il carattere im-pul&amp;shy;sionale del branco che la forma preordi&amp;shy;nata del gruppo. Un dominio della “selvag&amp;shy;gità” che può trovare i suoi “fragili” e vio&amp;shy;lenti attori e le sue casuali vittime. Una “sel&amp;shy;vaggità” che la Ragione non controlla, an&amp;shy;zi che si risolve sovente nei soggetti coin&amp;shy;volti in una frenesia eccitata che tutto può banalizzare, svuotare di senso, negare. Non dobbiamo scordare che l’identità è “ap&amp;shy;poggiata” su alcuni fondamentali pilastri mutevoli e sempre pronti a vacillare, che sono il corpo, la percezione del nostro Sé, quella di spazio e di tempo e infine ma non meno importante quella di gruppo. Il ruo&amp;shy;lo della cultura e dei suoi valori fa da col&amp;shy;lante a queste diverse parti. Una società culturalmente disanimata è certamente più a rischio. Tutti “pilastri” che nelle fasi di passaggio della vita, tra cui certamen&amp;shy;te l’adolescenza, sono sottoposti a grandi turbamenti e mutazioni. Quando la cultu&amp;shy;ra di una comunità (o di una famiglia o di un gruppo sociale) perde forza e costanza o é costretta a mu&amp;shy;tare troppo velocemente forma e valori, possono apparire forme di resistenza e di difesa regressivi an&amp;shy;che molto pericolosi, in cui la vio&amp;shy;lenza ha spesso un ruolo predomi&amp;shy;nante. Il problema è quello di sape&amp;shy;re e potere scegliere tra buoni e cat&amp;shy;tivi gruppi di appartenenza, tra comportamenti imitativi (dunque rassicuranti) tutto sommato beni&amp;shy;gni e passeggeri e comportamenti rischiosi per la loro capacità di iso&amp;shy;lamento dal resto del mondo (an&amp;shy;che dei coetanei), di dipendenza malata, di distruttività. Dietro que&amp;shy;ste osservazioni un po’ “classiche” tanto da sembrare scontate, vi è però un altro interrogativo, che prende le mosse da alcune facili constatazioni. È come se nell’uomo abitassero, per paura, per difesa, per sopravvivenza a volte, due voci, due cittadinanze, l’una che tende alla sua individualità e l’altra domina&amp;shy;ta dall’attrazione banale del gregge. Quando il gregge domina la scena e quando la domina nelle sue for&amp;shy;me più regressive allora il pericolo di vacillare nel Male e nella violen&amp;shy;za bruta e banale è grande. Diveni&amp;shy;re individui è faticoso e ha bisogno degli altri. Altri che spesso non ci so&amp;shy;no. Una condizione che può dive&amp;shy;nire terribile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Commenti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I giovani rispondano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di STEFANO LAPPE (Studente IV Liceo al Papio)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Che cosa si aspetta dal processo?» Que&amp;shy;sta la domanda posta dal Presidente della Corte a ciascuno dei tre imputati durante i dibattimenti di ieri. A questa domanda i tre giovani hanno risposto che dal processo si aspettano giustizia. Giustizia per Damiano e giustizia per i suoi cari. Non so se questa frase sia stata preparata con gli avvocati o istintiva, ma mi ha molto colpito, non tan&amp;shy;to per chi l’ha proferita, quanto per la rea&amp;shy;zione dei genitori degli imputati. Partecipa&amp;shy;re ad un processo che vede il proprio figlio accusato di crimini gravissimi non è asso&amp;shy;lutamente cosa facile; sentirlo rispondere «mi aspetto di essere punito e di pagare per un errore che ho commesso, e cioè aver par&amp;shy;tecipato ad una rissa che ha portato alla morte di un ragazzo» deve essere terrifican&amp;shy;te! Alla tristezza e alla commozione che ho pro&amp;shy;vato nell’osservare la disperazione e lo sconforto dei famigliari di Damiano mi si è aggiunta un’altra tristezza, legata all’atteg&amp;shy;giamento dei parenti dei tre imputati: testa china, gomiti sulle ginocchia, scorrimento delle mani sul viso, come per cancellare qualcosa, cancellare quella notte, quella par&amp;shy;te del proprio figlio che sicuramente non avrebbero mai voluto conoscere… In televisione e nei videogiochi non ci si trat&amp;shy;tiene mai dal rappresentare morti e omici&amp;shy;di, questo bombardamento di informazioni scombussola in un giovane tutti i valori che gli sono stati impartiti dalla famiglia e dalla scuola; tutto perde peso e colore, ogni uomo diventa una pe&amp;shy;dina, forse con due o tre vite. Il tra&amp;shy;gico evento del carnevale di Locar&amp;shy;no può benissimo non essere altro che la punta di un iceberg, una ge&amp;shy;lida montagna di ghiaccio conte&amp;shy;nente ragazze e ragazzi per i qua&amp;shy;li la vita è uguale alla morte, che non sanno più orientarsi in un mondo creato dagli adulti, che su&amp;shy;bito però se ne distanziano, ricon&amp;shy;ducendolo agli stessi giovani. Non credo sia sufficiente procede&amp;shy;re con un rapporto causa-effetto, misfatto-punizione, è necessaria prima di ogni altra cosa una pre&amp;shy;sa di coscienza su come coinvol&amp;shy;gere tutti i giovani. Personalmen&amp;shy;te penso la si possa definire una “pre-prevenzione”, perché comin&amp;shy;cia col valorizzare i giovanissimi che in svariati modi si adoperano in attività positive e costruttive per la società (sia a livello sportivo, cul&amp;shy;turale, politico, di volontariato e di svago), per diventare adolescenti che credono in quello che fanno, che lo sentono una loro creazione e nei cui confronti sviluppano sentimenti di appartenenza insie&amp;shy;me a coloro che li hanno sostenuti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4715656302656985526?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4715656302656985526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4715656302656985526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4715656302656985526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='23 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-8027538934533758374</id><published>2009-01-23T02:06:00.000-08:00</published><updated>2009-01-23T02:12:33.242-08:00</updated><title type='text'>23 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’accusa in campo: colpe gravissime!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La pp chiede 10 anni e 6 mesi per Tomic, 10 anni per Grgic e 3 anni per Jurkic&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dopo quasi quattro ore di requisitoria ieri in serata la procuratrice pubblica Rosa Item ha formulato le sue ri&amp;shy;chieste di pena per i tre imputati al processo per l’ucci&amp;shy;sione di Damiano Tamagni – Oggi la parola ai difensori&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PAGINA A CURA DI LUCA CONTI E OLIVER BROGGINI  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per Marko Tomic, 19.enne al&amp;shy;l’epoca dei fatti, una pena di 10 anni e 6 mesi di carcere; per il 23.enne Ivica Grgic invece 10 an&amp;shy;ni da scontare, mentre per il 21.enne Ivan Jurkic la pp Rosa Item, chiedendo per tutti la con&amp;shy;ferma completa dell’atto d’accu&amp;shy;sa, ha domandato 3 anni di reclu&amp;shy;sione. I primi due imputati devo&amp;shy;no rispondere di omicidio inten&amp;shy;zionale, il terzo di aggressione.  Marko Tomic e Ivica Grgic– ha ri&amp;shy;levato la pp – hanno agito in cor&amp;shy;reità e quindi hanno responsabi&amp;shy;lità analoghe. La lieve differenza di pena fra l’uno e l’altro, appun&amp;shy;to 6 mesi, si spiega col fatto che Grgic, pur se già noto alla giusti&amp;shy;zia per alcune condanne minori, ha assunto sia durante l'inchie&amp;shy;sta che nel corso della fase istrut&amp;shy;toria del processo una atteggia&amp;shy;mento più collaborativo. Inoltre, ha alle spalle una situazione fa&amp;shy;miliare difficile, cosa che invece non tocca a Tomic. Per quanto at&amp;shy;tiene a Jurkic, la sua colpa è stata pure ritenuta grave in quanto è stato lui ad avviare la rissa aggre&amp;shy;dendo per primo Damiano Ta&amp;shy;magni che non aveva manifesta&amp;shy;to la benché minima provocazio&amp;shy;ne. Un modo di agire, questo, che denota un palese comportamen&amp;shy;to privo di valori, di rispetto del&amp;shy;la vita umana. Jurkic non ha co&amp;shy;munque colpito la vittima con calci alla testa e durante l’inchie&amp;shy;sta si è dimostrato collaborativo.  Hanno provocato un dolore immenso  «Quella di questi tre giovani è una colpa gravissima – ha rilevato la pp nella sua requisitoria – anche perché hanno agito in modo as&amp;shy;solutamente insulso e gratuito. Il movente alla base di quanto suc&amp;shy;cesso può infatti essere cercato solo nella violenza fine a se stes&amp;shy;sa, nella voglia di fare a botte, di picchiare, di sentirsi qualcuno manifestando arroganza e di&amp;shy;sprezzo della vita altrui. Un com&amp;shy;portamento che ha provocato un dolore immenso, insanabile. Non siamo purtroppo in grado di ri&amp;shy;portare in vita Damiano, ma pos&amp;shy;siamo e dobbiamo fare giustizia. E’ questo oggi il nostro compito ed è quanto dobbiamo a chi è sta&amp;shy;to colpito in modo così tragico nei propri affetti».  Due calci mortali  La ricostruzione di quanto avve&amp;shy;nuto quella tragica notte del Car&amp;shy;nevale locarnese dello scorso an&amp;shy;no non è stata impresa facile. La pp ha fatto presente come i tre im&amp;shy;putati abbiano spesso fornito ver&amp;shy;sioni discordanti e si è dovuto far capo ad oltre un centinaio di testi&amp;shy;moni nell’intento di ricostruire la dinamica della violenza usata contro Damiano. A ciò si sono ag&amp;shy;giunti gli accertamenti eseguiti dai medici legali. « Il tutto ha permes&amp;shy;so di poter stabilire – ha più volte sottolineato la pp – che sono stati i due calci sferrati da Tomic e Grgic congiuntamente quando Damia&amp;shy;no era a terra, ormai inerme e in&amp;shy;difeso, a provocare la torsione ab&amp;shy;norme del capo che ha determi&amp;shy;na&amp;shy;to la lacerazione dell’arteria ver&amp;shy;tebrale intracranica e la conse&amp;shy;guente emorragia cerebrale al&amp;shy;l’origine del decesso. E poco im&amp;shy;po&amp;shy;rta a questo punto stabilire qua&amp;shy;le sia stato il calcio mortale, chi in&amp;shy;somma ha sferrato il colpo risul&amp;shy;tato fatale. Sia Tomic sia Grgic do&amp;shy;vevano infatti rendersi conto che, colpendo con tale violenza al ca&amp;shy;po una persona stesa a terra indi&amp;shy;fesa, le conseguenze potevano ri&amp;shy;sultare letali. E allo stesso modo poco importa – ha sottolineato an&amp;shy;cora l’accusa – se l’azione si è svol&amp;shy;ta in pochissimo tempo. Sia l’uno sia l’altro vedevano cosa stavano facendo e sia l’uno che l’altro po&amp;shy;tevano, anzi dovevano, rendersi conto, in quanto è cosa evidentea tutti, che sferrando calci violenti alla testa il rischio di provocare danni irreversibili e la morte del&amp;shy;la persona che li subisce è non so&amp;shy;lo alto, ma certo. Calci che – ha ri&amp;shy;levatosempre Rosa Item– alcuni dei testimoni hanno paragonato a quelli di punizione utilizzando la terminologia calcistica. Calci, in particolare quello sferrato da Tomic, che hanno originato an&amp;shy;che una reazione di disperazione in una delle persone che ha assi&amp;shy;stito alla scena. Tanto che ha lan&amp;shy;ciato un urlo straziante, come si desume dalle sue dichiarazionia verbale, al momento in cui ha vi&amp;shy;sto cosa succedeva e ha sentito il rumore sordo che questo sconsi&amp;shy;derato gesto ha originato al mo&amp;shy;mento in cui il piede ha raggiun&amp;shy;to il capo di Damiano».  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;IN AULA&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Atmosfera pesante e lacrime rivivendo una morte assurda&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C’era una certa tensione ieri in aula penale. Non che nei giorni precedenti non ce ne fosse stata, ma ieri la si sentiva ancora di più. Una tensione non di quelle ori&amp;shy;ginate da situazioni conflittuali o di attrito, ma invece dal disagio, dall’incredulità generale che af&amp;shy;fiorava a più riprese per l’assur&amp;shy;dità di quanto accaduto, per la mancanza totale di rispetto della vita umana che quella morte av&amp;shy;venuta quasi un anno fa ancora evidenzia. E a mettere bene in ri&amp;shy;lievo quanto potesse essere scon&amp;shy;siderato, senza spiegazioni pos&amp;shy;sibili, l’agire dei tre imputati alla sbarra ci ha pensato la procura&amp;shy;trice pubblica Rosa Item nel cor&amp;shy;so della sua requisitoria. Una re&amp;shy;quisitoria durante la quale sono stati ripercorsi tutti i momenti che hanno segnato in modo così tra&amp;shy;gico quella triste sera del primo febbraio dello scorso anno quan&amp;shy;do quella che doveva essere una festa spensierata e allegra, come tocca al Carnevale, si è trasforma&amp;shy;ta in una tragedia immane, con&amp;shy;divisa da tutto il Cantone e anche al di fuori. La pp ha puntualmen&amp;shy;te ripercorso tutti gli spostamen&amp;shy;ti fatti dai tre imputati, evidenzia&amp;shy;to la loro arroganza, il loro cini&amp;shy;smo, il fatto di mettere la violen&amp;shy;za fine a se stessa in primo piano, anziché il sano divertimento. Un susseguirsi e un crescendo di azioni che hanno portato a rivi&amp;shy;vere in aula la tragicità di quei fat&amp;shy;ti, sottolineata più volte dal pian&amp;shy;to di chi, da una parte e dall’altra, è rimasto coinvolto più diretta&amp;shy;mente in questa triste vicenda, vuoi ritrovandosi con un figlio che non c’è più – «il figlio che tutti vor&amp;shy;rebbero avere», ha fatto presen&amp;shy;te la procuratrice– vuoi vedendo invece i propri figli dover rispon&amp;shy;dere di un’azione che nulla, ma proprio nulla, ha a che vedere con il vivere civile.  Cosa vi aspettate ora? Ha chiesto il presidente della Corte Mauro Ermani ai tre imputati chiuden&amp;shy;do la fase istruttoria del dibatti&amp;shy;mento. «Giustizia in primo luo&amp;shy;go, intendo pagare per quello che ho fatto, perché ho partecipato a una rissa dove è morto un ragaz&amp;shy;zo », ha risposto Ivica Grgic. «An&amp;shy;ch’io voglio pagare per quello che ho fatto – gli ha fatto eco Marko Tomic – affinché la famiglia Ta&amp;shy;magni possa ottenere giustizia per la perdita del loro figlio». E giustizia e la verità su quanto suc&amp;shy;cesso le ha domandate anche Ivan Jurkic rispondendo alla do&amp;shy;manda posta dal giudice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LE REAZIONI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La collera popolare (dimenticati i «blog») approda su Facebook&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I giorni successivi al delitto di via Borghese videro la comunità virtuale ticinese trasformare al&amp;shy;cuni siti Internet – in particolare ticinonews.ch e tio.ch – in piaz&amp;shy;ze di discussione pubblica sul&amp;shy;l’accaduto. Per settimane, i «blog» messi a disposizione dai due por&amp;shy;tali – una modalità di comunica&amp;shy;zione che, all’inizio del 2008, co&amp;shy;stituiva la nuova moda del pano&amp;shy;rama web ticinese – vennero let&amp;shy;teralmente presi d’assalto e inon&amp;shy;dati con centinaia di messaggi, talvolta così sopra le righe da pro&amp;shy;vocare oscuramenti e minacce di denuncia penale da parte dei webmaster, i gestori dei siti. A do&amp;shy;dici mesi di distanza, osservan&amp;shy;do gli ultimi sviluppi della rete, sembra ora che la collera esplo&amp;shy;sa sui blog – e poi faticosamen&amp;shy;te contenuta – abbia trovato una nuova forma di espressione. È in&amp;shy;fatti risaputo che il nuovo cataliz&amp;shy;zatore per l’attenzione dei navi&amp;shy;gatori si chiama Facebook; così, in concomitanza con il processo di Locarno, all’interno di questo sito è nata mercoledì un’iniziativa spontanea – e non proprio pacifi&amp;shy;ca nei toni – dedicata ai tre ag&amp;shy;gressori di Damiano Tamagni. Il gruppo, che porta l’eloquente ti&amp;shy;tolo «Chi dice che la pena x i 3 “ragazzi” assassini sia l’ergasto&amp;shy;lo » veleggiava ieri sera verso le settecento adesioni – rapidamen&amp;shy;te in crescita – e negli interventi firmati dai suoi affiliati era pos&amp;shy;sibile leggere una lunga serie di commenti e inviti alla massima severità; dai più moderati e pa&amp;shy;cati sino a quelli impossibili da ripetere in pubblico, senza il fil&amp;shy;tro della tastiera. Una differenza di rilievo rispetto ai blog, tuttavia, è che il formato di Facebook ob&amp;shy;bliga ogni utente a «mettere la faccia» su quanto afferma, non potendosi celare dietro a uno pseudonimo. o.b. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LETTI I VERBALI IN CHIUSURA DELLA FASE ISTRUTTORIA&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lo sconforto dei soccorritori: «Ma quel ragazzo è già morto!»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Damiano Tamagni è steso a terra, ormai non dà più segni di vita e attorno a lui si è nel frat&amp;shy;tempo raccolto un nugolo di gente, chi per vedere cosa è acca&amp;shy;duto chi per cercare di prestare i primi aiuti al poveretto. Alcuni agenti di una polizia privata in&amp;shy;caricati di sorvegliare il Carne&amp;shy;vale cercano di disciplinare la si&amp;shy;tuazione. Intanto, facendosi stra&amp;shy;da a fatica fra la folla, in via Bor&amp;shy;ghese arriva l’ambulanza. Appe&amp;shy;na vista la persona stesa a terra il conducente dell’autolettiga vie&amp;shy;ne preso da un momentaneo sconforto che lo porta a escla&amp;shy;mare: «Ma quello lì è già mor&amp;shy;to! ».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I soccorritori professionali scen&amp;shy;dono dal veicolo e si affrettano a intervenire, allontanando le persone che fino a quel momen&amp;shy;to avevano cercato alla meglio di portare aiuto al poveretto steso a terra. I sanitari del Salva – come risultato dai verbali letti ieri in aula – si rendono subito conto che la situazione è grave, quasi disperata.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La corsa all’ospedale&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Damiano è disteso con la testa ri&amp;shy;volta dritta al cielo, la bocca aper&amp;shy;ta, gli occhi sbarrati e non respi&amp;shy;ra. Una soccorritrice verifica lo stato delle pupille con la pila e ri&amp;shy;leva subito che sono velate, sin&amp;shy;tomo di un serio problema cere&amp;shy;brale. Anche le labbra sono già diventate cianotiche e il cuore non batte. In quei concitati mo&amp;shy;menti non si perde comunque il sangue freddo e i vari soccorrito&amp;shy;ri mettono in atto tutte le cono&amp;shy;scenze di cui dispongono per po&amp;shy;ter salvare il poveretto. I massag&amp;shy;gi cardiaci e le ventilazioni dan&amp;shy;no i primi risultati, il cuore ripren&amp;shy;de a battere. Intanto è già partito anche l’allarme al medico, che ar&amp;shy;riva in pochissimo tempo sul po&amp;shy;sto. Anche lui si rende subito con&amp;shy;to che le condizioni di Damiano sono ormai pressoché disperate e predispone il trasporto immedia&amp;shy;to al vicino ospedale La Carità, dove il Pronto soccorso è già sta&amp;shy;to allertato.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Condizioni disperate&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All’arrivo di Damiano i medici in quel momento presenti si prodi&amp;shy;gano per fare tutto il possibile. Si sa che il poveretto è stato vittima di un’aggressione e si cercano pertanto tracce sul corpo, nell’in&amp;shy;tento di capire come procedere. Non risultano però particolari ematomi, ma si intuisce che qual&amp;shy;cosa di grave c’è a livello cerebra&amp;shy;le.  Viene così predisposta un’im&amp;shy;mediata TAC che evidenzierà i sospetti, ulteriormente confer&amp;shy;mati anche dal centro neurolo&amp;shy;gico di Lugano al quale le imma&amp;shy;gini della TAC vengono subito trasmesse. L’emorragia è impor&amp;shy;tante e le condizioni del pazien&amp;shy;te oramai disperate, tanto che al&amp;shy;la 1.05 viene stabilita la morte cerebrale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il dono degli organi&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Seguirà il trasferimento di Da&amp;shy;miano a Lugano per poter pro&amp;shy;cedere con l’espianto degli orga&amp;shy;ni: questi, come noto, sono stati donati affinché la sua morte, as&amp;shy;surda e tremenda come sappia&amp;shy;mo essere stata, non sia avvenu&amp;shy;ta invano. Una scelta che, con grande altruismo, i famigliari del giovane hanno fatto, dimostran&amp;shy;do come, pur se colpiti da una tragedia immane, si possa anco&amp;shy;ra avere la forza di rivolgere il pensiero al prossimo.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La forza dei familiari&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una forza, questa dei familiari, che si è confermata ancora in questi giorni con la presenza co&amp;shy;stante, soprattutto del padre e della madre di Damiano, a tutte le fasi del dibattimento: anche nei momenti più difficili, duri e pesanti, come è stato il caso ieri mattina, quando il giudice Mau&amp;shy;ro Ermani ha ripercorso attra&amp;shy;verso i verbali il calvario subito da «Dam» steso sulla strada in quella gelida notte di febbraio in attesa di essere soccorso dagli operatori sanitari. Un tentativo di strapparlo alla morte che, pur&amp;shy;troppo, nonostante il prodigarsi dei medici, l’inaudita e gratuita violenza subìta ha reso vano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-8027538934533758374?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/8027538934533758374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/8027538934533758374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/8027538934533758374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='23 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-653035167911815109</id><published>2009-01-23T01:59:00.000-08:00</published><updated>2009-01-23T02:05:17.723-08:00</updated><title type='text'>23 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per l’omicidio 20 anni e mezzo in due&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;‘Dieci anni e mezzo a Marko Tomic, 10 a Ivica Grgic e 3 anni per aggressione a Ivan Jurkic’ Le richieste di pena della procuratrice Item al termine di una requisitoria durata quasi 4 ore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È terminata nelle lacrime di alcuni dei familiari presenti, la lunga requisitoria della procuratrice pubblica Rosa Item al processo per l’omici&amp;shy;dio di Damiano Tamagni. Fa&amp;shy;miliari su cui le richieste di pena formulate dall’accusa sono piombate come macigni: 10 anni e mezzo per Marko Tomic, 10 anni per Ivica Gr&amp;shy;gic – entrambi accusati di omicidio intenzionale – e 3 anni per Ivan Jurkic, accusa&amp;shy;to invece di aggressione. Con il suo certosino lavoro di ricostruzione dei fatti og&amp;shy;gettivamente ammessi in base alle testimonianze e agli ac&amp;shy;certamenti medico legali, la procuratrice ha dunque ipo&amp;shy;tizzato per Tomic e Grgic una pena base di 12 anni. Ma nella commisurazione ha conside&amp;shy;rato per Tomic da una parte « il pessimo comportamento » tenuto durante l’indagine, la propensione a raccontare bu&amp;shy;gie&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Colpa gravissima, che ha causato un dolore incolmabile&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;e l’assenza di consapevo&amp;shy;lezza riguardo alla colpa com&amp;shy;messa; e, dall’altra, l’incensu&amp;shy;ratezza e la giovane età. Leg&amp;shy;germente diverso il discorso per Grgic, che « non si è nasco&amp;shy;sto con i “ non ricordo” » , ma « era perfettamente lucido al momento dei fatti » e ha prece&amp;shy;denti penali, anche se di poco conto. Per entrambi Rosa Item ha parlato di « colpa gravissi&amp;shy;ma, che ha causato un dolore enorme, incalcolabile, che non potrà mai esser sanato » . Item ha anche rilevato, nei due im&amp;shy;putati, « nessun rispetto per la vita umana » . Trattando, dopo oltre 3 ore e mezzo di requisitoria, l’argo&amp;shy;mento della qualifica giuridica del reato, la procuratrice ha notato che « nell’omicidio inten&amp;shy;corpo zionale l’autore deve attuare un comportamento che provoca la morte di una persona ». E ha ri&amp;shy;cordato la necessità di indivi&amp;shy;duare un rapporto di causalità fra il comportamento e la mor&amp;shy;te, in cui il primo rappresenti la condizione “ sine qua non” della seconda. Poi, in merito al dolo eventuale (« lo si ha quan&amp;shy;do l’autore deve prevedere il ri&amp;shy;sultato della morte, ma si assu&amp;shy;me il rischio di procedere co&amp;shy;munque con il suo atto »), Item ha sottolineato che « in questo caso abbiamo un dolo eventuale grande come una casa, che ra&amp;shy;senta il dolo diretto ». In precedenza la procuratri&amp;shy;ce aveva ripercorso con mania&amp;shy;cale precisione i singoli avveni&amp;shy;menti di quella maledetta sera del 1° febbraio 2008 a Locarno. Per arrivare a stabilire che « la morte per emorragia cerebrale di Damiano Tamagni è dovuta alla lacerazione certamente traumatica dell’arteria, causa&amp;shy;ta da un movimento di estensio&amp;shy;ne- rotazione del capo, collegabi&amp;shy;le alle due lesioni riscontrate al capo e al collo ». Lesioni che se&amp;shy;condo l’accusa, sulla base delle indicazioni peritali, sono state provocate da quei calci alla te&amp;shy;sta che di certo sia Tomic, sia Grgic hanno sferrato alla loro vittima. Per Tomic « è accertato che ha colpito con un pugno al viso, due pedate alle gambe, un calcio al busto e uno alla testa quando Damiano era a terra » . Quanto a Grgic, secondo l’ac&amp;shy;cusa, considerate moltissime testimonianze convergenti, « ha tirato un potente calcio mi&amp;shy;rato alla testa e altri calci al quando Damiano era a terra » , oltre ad un pugno ( ma non è chiarissimo dove) quan&amp;shy;do la vittima era ancora in piedi. Item ha fatto a pezzi anche le versioni sostenute dai ra&amp;shy;gazzi per giustificare in qual&amp;shy;che modo quanto commesso, o almeno per edulcorare le ri&amp;shy;spettive colpe. In particolare ha sottolineato che tutti, a par&amp;shy;tire da Jurkic, si sono avventa&amp;shy;ti sulla vittima per il semplice « gusto di menar le mani » ; un gusto che sarebbe per altro confermato dall’intenzione, palesata da Grgic in apertura di serata di fronte agli amici, di « ammazzare » chi lo avesse toccato o disturbato ( salvo poi constatare che nessuna di que&amp;shy;ste due cose va ascritta alla vittima). « Se la violenza è sta&amp;shy;ta messa in atto un’ora e mezza dopo questa promessa, non è certamente frutto del caso » , ha esclamato Item.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il dolo eventuale è grande come una casa e rasenta il dolo diretto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Prima della requisitoria del&amp;shy;la procuratrice il giudice Mauro Ermani aveva chiesto ai tre imputati cosa si aspet&amp;shy;tassero da questo processo. Grgic: « Mi aspetto giustizia, e devo pagare per aver preso parte a una rissa in cui è morto un ragazzo » . Tomic: « Devo pa&amp;shy;gare per ciò che ho fatto. Mi aspetto giustizia per i familiari di Damiano, e giustizia da par&amp;shy;te dei giudici » . Jurkic: « Mi aspetto che venga fuori la ve&amp;shy;rità e che sia fatta giustizia » . Questa mattina si riprende con la requisitoria dell’avvo&amp;shy;cato di parte civile Diego Ol&amp;shy;giati, seguito dalle arrin&amp;shy;ghe dei difensori, partendo comunque dall’avvocato Lu&amp;shy;ca Marcellini ( che tutela Jurkic).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In molti temono che un fatto del genere possa succedere di nuovo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opinioni di 1500 persone raccolte con un sondaggio da un media elettronico Un processo sentito e seguito. Ieri la sala destinata al pubblico nel palazzo del&amp;shy;l’Amministrazione cantonale in Via della Posta 9 (videocollegata all’aula del Preto&amp;shy;rio) era gremita. Nel pomeriggio una set&amp;shy;tantina di persone ha ascoltato in religio&amp;shy;so silenzio la requisitoria della procuratri&amp;shy;ce pubblica Rosa Item (vedi articolo prin&amp;shy;cipale). Anche i media (tra cui quelli ‘elettroni&amp;shy;ci’) dedicano ampio spazio al procedimen&amp;shy;to. Sul sito Ticinonline è stato pure lancia&amp;shy;to un sondaggio con alcune domande a cui – finora – hanno risposto quasi 1500 letto&amp;shy;ri. Più dell’80 per cento sta seguendo (at&amp;shy;traverso i media) il processo. Solo il 18 per cento ( 270 persone) preferirebbe essere nell’aula del Pretorio per vedere e ascolta&amp;shy;re in prima persona come si svolge il pro&amp;shy;cedimento a carico dei tre imputati. Significative anche le risposte alle ulti&amp;shy;me due domande: l’87 per cento (in totale 1277 persone su le 1469 che hanno preso parte al sondaggio) teme che un fatto come quello avvenuto il primo febbraio di un anno fa possa ripetersi; più del 76 per cen&amp;shy;to, infine, reputa che la sentenza ( che verrà pronunciata all’inizio di settimana prossima dalla Corte delle Assise crimina&amp;shy;li di Locarno) sarà comunque troppo lieve. Solo il 20 per cento ritiene che sarà giusta e il 2,59 per cento pensa che sarà probabil&amp;shy;mente troppo dura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I tre se ne andarono senza soccorrere Damiano in fin di vita&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ricordati dal giudice gli istanti successivi al pestaggio, la corsa in ospedale e il decesso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul bordo di quella strada, la sera del 1 febbraio 2008, Damiano è stato immediatamente soccorso dai passanti; fra di loro un infermiere al terzo anno di apprendistato, mascherato da clown, che si precipita sul giovane a terra per il massaggio cardiaco. Qualcun altro gli pratica la re&amp;shy;spirazione. Gli agenti della società privata incaricati del&amp;shy;la sicurezza chiamano immediatamente Ticino soccorso al 144. Sono momenti concitati. Pochi minuti di tentativi disperati per rianimare il ragazzo. Un amico del 22enne che giace a terra in fin di vita è in preda alla disperazio&amp;shy;ne e picchia calci e pugni contro un muro. Qualcuno illu&amp;shy;mina il volto di Damiano con una pila elettrica; ha gli oc&amp;shy;chi aperti e l’infermiere si accorge che le pupille non rea&amp;shy;giscono. Viene formato un cordone di sicurezza per evi&amp;shy;tare ai curiosi di intralciare i soccorritori. L’ambulanza della Salva si fa strada tra la ressa ed è sul posto in bre&amp;shy;vissimo tempo. Non si sono minimamente preoccupati della sorte del&amp;shy;la vittima i tre imputati. Questo è quanto emerso in aula ieri mattina, all’inizio del quarto giorno di processo a ca&amp;shy;rico di Ivica Grgic, Marko Tomic e Ivan Jurkic. I primi due accusati di omicidio intenzionale, il terzo di aggres&amp;shy;sione. Il giudice Mauro Ermani, prima di leggere i verbali che raccolgono le testimonianze dei soccorritori, ha cer&amp;shy;cato di capire cosa hanno fatto i tre imputati dopo i calci sferrati al ragazzo che quella sera hanno preso di mira. Diverse e – manco a dirlo – in contrasto fra di loro, le versioni fornite dal terzetto. Tomic ha garantito che sono andati al capannone principale della Stranociada; poi lui e Grgic si sono recati al Carnevale di Bellinzona, perché lo stesso Tomic doveva incontrare un amico. Un ‘ puntello’ che però questo amico non ha confermato... « Sarebbe stato giusto restare sul posto – ha commentato Grgic –. In verità siamo tornati per vedere come stava Da&amp;shy;miano; era a terra e c’era già chi lo soccorreva ». Ermani è intervenuto: « Uno che è veramente preoccupato si annun&amp;shy;cia alla Polizia o si reca in ospedale, ma di sicuro non va in giro a continuare il Carnevale ». La Polizia che pattu&amp;shy;gliava il Rabadan li vede, li controlla, ma non li ferma. Per i due è un segnale di via libera: i festeggiamenti con&amp;shy;tinuano. Ancora un paio di birre e uno spinello. Jurkic conferma la versione di Grgic: « Io mi sono fer&amp;shy;mato una decina di metri prima del luogo esatto dov’era Damiano. Grgic è andato più avanti. Quando mi ha nuo&amp;shy;vamente raggiunto non mi ha detto nulla ». Dai verbali è però difficile capire quando i due sono tornati sul luogo dell’agonia del 22enne locarnese. In un caso hanno affer&amp;shy;mato che erano trascorsi 5-10 minuti dai fatti; in un’altra deposizione hanno assicurato che era passata mezz’ora o anche di più. « Ma a quel momento Damiano era già al Pronto soccorso », gli aveva obiettato la procuratrice pub&amp;shy;blica Rosa Item. In più Tomic ha smentito questa versio&amp;shy;ne. E allora è giunta – nell’ennesimo verbale – la terza di&amp;shy;chiarazione: saranno passati pochi minuti, due o forse quattro... Pure in aula il giudice non è riuscito a venire a capo della questione; resta il fatto che nessuno dei tre si è fermato a prestare aiuto. Dal racconto dei soccorritori – sempre tratto dai diver&amp;shy;si verbali – sono emersi altri dettagli degli ultimi istanti di vita di Damiano. La sua posizione (supino, con la testa reclinata a sinistra e le braccia lungo il corpo), la diffi&amp;shy;coltà nel trovare la vena per la somministrazione dei pri&amp;shy;mi farmaci, il cuore che riprende a battere, la maschera con l’ossigeno, la corsa all’ospedale, gli esami e la Tac. Infine, poco dopo l’una di mattina del 2 febbraio, il terri&amp;shy;bile ‘verdetto’: morte cerebrale. E l’ultimo viaggio al Ci&amp;shy;vico di Lugano per l’espianto degli organi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-653035167911815109?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/653035167911815109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/653035167911815109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/653035167911815109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/23-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='23 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-648303187153592345</id><published>2009-01-22T03:10:00.000-08:00</published><updated>2009-01-23T02:05:46.804-08:00</updated><title type='text'>22 gennaio 2009 - Ticinonews.ch</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ore 12.00&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Tomic: 'Non volevo ucciderlo, ma fargliela pagare'&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Marko Tomic si è pentito e in aula ha ammesso di aver voluto voluto far del male a Damiano Tamagni, ma mai di ucciderlo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(aggiunta all'articolo precedente - vedi ore 10.30)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I sensi di colpa di Marko Tomic“Non volevo ucciderlo, solo fargli del male per fargliela pagare”. Così si è espresso Marko Tomic in aula dopo aver ascoltato un verbale letto dal suo difensore Yasar Ravi. L’imputato ha poi dichiarato di voler incontrare i genitori della vittima e chiedere loro scusa. “Riconosco la gravità delle mie azioni e sono pronto ad accettare le conseguenze dei miei atti”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ore &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;10.30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ermani: "Tornati sul luogo del pestaggio?" Grgic e Jurkic: "sì..." Tomic: "no"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questa mattina, ripercorsi gli ultimi momenti che seguirono l'aggressione a Damiano Tamagni. Ancora una volta le versioni dei tre imputati divergono&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È iniziato stamani alle 9.30 il quarto giorno del processo Tamagni. Oggi la parola passerà all’accusa, ma la fase istruttoria per il momento non è ancora terminata. Il giudice Ermani dopo aver dichiarato aperto il dibattimento si è subito rivolto a Marko Tomic: “Allora Tomic, siete sempre rimasti assieme, vero? Lei dal capannone, dopo l’aggressione, è uscito una sola volta per andare al carnevale a Bellinzona. Non siete più tornati sul luogo dei fatti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione questa mattina si sposta sui momenti che seguono l’aggressione a Damiano Tamagni e in particolare, come ha spiegato il giudice, “dobbiamo affrontare l’ultimo capitolo, quello dei soccorsi a Damiano”. Così dopo aver analizzato negli scorsi giorni le ferite inferte sul corpo, la ricostruzione della dinamica dell’aggressione, le cause della morte della vittima, oggi si ripercorrono gli ultimi atti della tragedia, quelli che seguono l’aggressione e che precedono il ricovero in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come negli scorsi giorni però, le versioni dei tre imputati differiscono. Il giudice Ermani legge i vari verbali rilasciati dai tre giovani, e le contraddizioni che ne emergono. Dopo l'aggressione i tre giovani sono tornati in un capannone. Grgic sostiene che in seguito lui e Jurkic sono tornati a vedere le condizioni di Damiano. Ma Tomic dice che una volta ritornati nel capannone non si sono più divisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I soccorritori&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nei momenti che seguono l’aggressione, spiega il giudice leggendo i verbali, subito accorrono diverse persone: un giovane studente infermiere, gli addetti alla sicurezza del carnevale, i soccorritori, volontari e altre persone tra cui gli amici della vittima e curiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una soccorritrice, legge Ermani in un verbale, racconta che “c’erano molte persone attorno al corpo di Damiano, a terra, immobile e con gli occhi sbarrati”. Un altro soccorritore dice che "le labbra della vittima diventano in breve tempo blu e il viso cianotico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro ancora, lo studente infermiere, pratica il massaggio cardiaco. “Ho detto di chiamare un’ambulanza, poi ho visto un’addetta alla sicurezza del carnevale che era già al telefono con qualcuno dell’ospedale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sanitario dell’ambulanza arrivato sul posto dell’aggressione pensa che “si tratta del solito ubriaco”. Ma il suo collega gli dice che la situazione è grave. “Sono tornato a prendere il defibrillatore. Nel frattempo sono arrivati altri sanitari e volontari”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vittima è poi stata trasportata all'ospedale la Carità di Locarno, dove all'una di notte viene decretata la morte cerebrale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-648303187153592345?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/648303187153592345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22012008-ticinonewsch.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/648303187153592345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/648303187153592345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22012008-ticinonewsch.html' title='22 gennaio 2009 - Ticinonews.ch'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-717313989959747503</id><published>2009-01-22T00:50:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:54:29.593-08:00</updated><title type='text'>22 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;PROCESSO TAMAGNI Damiano è morto per la rottura di un’arteria causata da un violento colpo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La perizia della difesa non ha convinto la Corte&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI e PATRICK MANCINI&lt;/em&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Regge per qualche minuto la perizia della dife&amp;shy;sa. Poi vacilla. La giornata di ieri segna una nuo&amp;shy;va tappa, forse cruciale, per il processo Tamagni, in corso da lunedì davanti alla Corte delle assise criminali di Locarno. Angelo Fiori, il medico che su richiesta dell’avvocato Yasar Ravi ha effettua&amp;shy;to la terza perizia, non riesce a convincere la Cor&amp;shy;te, presieduta dal giudice Mauro Ermani. Una pe&amp;shy;rizia di parte, voluta dallo stesso Ravi, legale di Marko Tomic, uno dei tre ragazzi alla sbarra per avere picchiato a morte Damiano Tamagni lo scor&amp;shy;so primo febbraio al carnevale di Locarno. Una pe&amp;shy;rizia che parte dai fatti, anziché dall’analisi delle lesioni riscontrate sul corpo di Damiano. Il 22en&amp;shy;ne di Gordola è deceduto in seguito alla lacerazio&amp;shy;ne dell’arteria vertebrale sinistra, un vaso sangui&amp;shy;neo che trasporta il sangue verso il cervello. Fio&amp;shy;ri sostiene che non sia possibile stabilire con cer&amp;shy;tezza quali colpi abbiano provocato la lesione le&amp;shy;tale. Ipotizzando, inoltre, che Damiano avrebbe potuto ricevere la botta mortale quando ancora si trovava in piedi. Di fronte Fiori si è, però, tro&amp;shy;vato quel Mauro Ermani che, giorno dopo gior&amp;shy;no, per abilità e per reattività, si sta dimostrando l’assoluto protagonista di questo processo. La gior&amp;shy;nata dei periti ieri si era aperta con l’arrivo in au&amp;shy;la di Antonio Osculati, autore dell’autopsia sul cor&amp;shy;po del 22enne di Gordola. Marko Tomic (19 an&amp;shy;ni), Ivan Jurkic (20) e Ivica Grgcic (23) erano di nuovo alla sbarra. Mancava, ovviamente, il quar&amp;shy;to imputato, il ticinese che ha partecipato all’ag&amp;shy;gressione: verrà processato a parte perché mino&amp;shy;renne. In aula, tra il pubblico, era tuttavia presen&amp;shy;te il suo avvocato, Ignazio Maria Clemente. Il ter&amp;shy;zo giorno di processo si accende nel pomeriggio. Dopo la relazione di Ennio Pedrinis, perito inca&amp;shy;ricato dalla famiglia Tamagni, in aula appare Fio&amp;shy;ri ed espone la sua versione. Lo fa con fermezza, appellandosi alla letteratura scientifica. Lascian&amp;shy;do trapelare, da subito, un dettaglio imbarazzan&amp;shy;te. Fiori, contrariamente agli altri due esperti, è partito dai fatti, anziché dalla scienza, per effet&amp;shy;tuare la sua perizia. Da quel momento l’atmosfe&amp;shy;ra si fa incandescente. Oggi, giovedì, si concluderà la fase istruttoria e la parola passerà alla procu&amp;shy;ratrice pubblica Rosa Item.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ecco i tre periti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ANTONIO OSCULATI  Lavora per l’università e per l’ospedale di Varese come medico legale. Ha fatto il perito in vari tribunali italiani e svizzeri. Antonio Osculati è specialista dal 1999, anche se esercita questa attività dal 1995. Il 22 aprile del 2008 ha allestito un primo rapporto su Damiano Tamagni.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ENNIO PEDRINIS  È il perito della famiglia Tamagni. Citato come teste, è stato consulente scientifico per la parte civile. Ennio Pedrinis, patolo&amp;shy;go, ha effettuato una seconda perizia su commissione dell’avvocato Diego Olgiati, legale dei Tamagni.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ANGELO FIORI  È il perito di parte dell’avvocato Yasar Ravi, difensore di Marko Tomic. Angelo Fiori è professore all’Università Cattolica di Roma. Sostiene che non è possibile attri&amp;shy;buire a Tomic e a Grgic la responsabilità della morte di Damiano. La sua perizia, contrariamente a quella dei suoi due colle&amp;shy;ghi, parte dai fatti anziché dall’analisi del corpo di Damiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I tre medici davanti al giudice&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«C’è una sostanziale differenza di metodo, di approccio, nello stilare le perizie. Il dottor Osculati e il dottor Pe&amp;shy;drinis fanno astrazione dai fatti e si basano sugli indizi scientifici reperi&amp;shy;ti grazie all’esame autoptico. Mentre lei, dottor Fiori, intitola il suo primo capitolo “Circostanze dei fatti e situa&amp;shy;zione clinica”». Subito l’obiezione del giudice Ermani, per capire quale sia stato l’approccio utilizzato dal pe&amp;shy;rito della difesa di Marko Tomic. «Partire da dati scientifici per spiega&amp;shy;re i fatti è una cosa. Il contrario è un’al&amp;shy;tra », ha continuato il presidente del&amp;shy;la Corte senza mai mettere in dubbio l’affidabilità del dottor Fiori, ma pa&amp;shy;lesando una certa difficoltà nel com&amp;shy;prendere la metodologia utilizzata dall’esperto.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Questione di metodo?&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«In Italia, dove ho partecipato a mol&amp;shy;ti processi in qualità di perito, è que&amp;shy;sta la prassi», ha spiegato Fiori. «Poi, ovviamente, sarà la Corte a giudica&amp;shy;re quali fatti siano veritieri o accerta&amp;shy;bili ». Ermani ha dunque rivolto mol&amp;shy;teplici domande a Fiori. Tra queste ha chiesto delucidazioni su come possa avvenire la lacerazione dell’arteria vertebrale intracranica, causa ultima della morte di Damiano, che ha pro&amp;shy;vocato un’emorragia massiccia, la quale ha compresso il cervello facen&amp;shy;dogli mancare ossigeno: su questo punto tutti gli esperti convergono. Ma poi iniziano a differire. Per Osculati e Pedrinis una lacerazione longitudina&amp;shy;le di 3 millimetri è notevole. «È alme&amp;shy;no pari al diametro dell’arteria stes&amp;shy;sa », ha spiegato quest’ultimo.  «L’arteria in questione è fragile. La let&amp;shy;teratura parla di rotture spontanee, ma anche di lesioni registrate dopo una danza o con un massaggio chi&amp;shy;ropratico », ha poi asserito Fiori, ri&amp;shy;spondendo alla domanda del giudi&amp;shy;ce. Tesi che però non viene sposata dagli altri due esperti: «È raro che si rompa», hanno infatti sostenuto. E proprio questa rarità è la causa delle difficoltà a giungere a una visione del&amp;shy;le cose almeno in parte condivisa.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il pugno che non c’è&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo a comparire in aula è stato Antonio Osculati, medico legale di Va&amp;shy;rese. Un uomo elegante, con baffi e pizzetto, dai modi di fare raffinati. È stato lui ad assistere Damiano quan&amp;shy;do la sua vita era ancora appesa a un filo. È stato lui, un paio di giorni do&amp;shy;po, a effettuare l’autopsia sul corpo del ragazzo. È stato lui a visitare To&amp;shy;mic, Grgcic e Jurkic sabato mattina 2 febbraio 2008.  Osculati ha fugato ogni dubbio: Da&amp;shy;miano non ha ricevuto pugni al viso. Il cazzotto che Grgic continua a soste&amp;shy;nere di avere sferrato al giovane di Gordola, dunque, non c’è stato. O non è stato inferto in viso. Ma c’è di più. A risultare fatale per Damiano è sta&amp;shy;ta la lacerazione all’arteria vertebra&amp;shy;le sinistra. Una lesione che, secondo il medico, sarebbe stata causata da un movimento della testa complesso e improvviso. Un movimento che, so&amp;shy;litamente, è provocato dal contrasto con qualcosa di estremamente vio&amp;shy;lento. Osculati ha riscontrato, grazie a un esame microscopico, due lesio&amp;shy;ni “sospette” sul corpo di Damiano: una alla tempia e una al collo. A far&amp;shy;lo morire, stando alle dichiarazioni dell’esperto, potrebbe essere stata una sola di queste, come pure en&amp;shy;trambe.  Poi in aula cala il gelo. Ermani legge a Osculati la versione del dottor Fio&amp;shy;ri secondo cui la lacerazione dell’ar&amp;shy;teria cranica sarebbe potuta avveni&amp;shy;re mentre Damiano si trovava anco&amp;shy;ra in piedi. «Non sono in grado né di smentire, né di sottoscrivere questa tesi», risponde Osculati. Tesi che con&amp;shy;fermerà anche nel confronto tra i pe&amp;shy;riti. Una cosa sembra però ormai as&amp;shy;sodata: la lacerazione dell’arteria è in&amp;shy;tervenuta per uno o più colpi al capo. Toccherà dunque alla Corte stabilire se Damiano abbia subito colpi alla te&amp;shy;sta prima di cadere a terra. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’alcol non c’entra&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Damiano è stato riscontrato un tas&amp;shy;so di alcolemia nel sangue di 0,37 per mille. Un elevato tasso di alcol nel sangue può facilitare la lacerazione dell’arteria. Su questo tutti gli esper&amp;shy;ti concordano. Ma non è il caso. En&amp;shy;nio Pedrinis, perito della famiglia Ta&amp;shy;magni, ha specificato: «Una minima quantità di alcol può, al contrario, avere effetti positivi, poiché migliora la contrazione muscolare. Quindi, visto che Damiano, quando era anco&amp;shy;ra in piedi, era vigile e tentava di pa&amp;shy;rare i colpi, gli ha al limite permesso una migliore reazione dei muscoli del collo. È quindi poco probabile che vi sia stato un movimento anomalo del capo, tale da provocare la lacerazione, poiché anche il corpo si muoveva».  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’effetto zavorra&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pedrinis ha poi aggiunto un partico&amp;shy;lare interessante: «Quando Damiano è finito a terra, era sicuramente con&amp;shy;fuso, perché aveva anche subito del&amp;shy;le lesioni su varie parti del corpo». Una o più pedate alla gamba, tra gli altri colpi inferti al 22enne di Gordo&amp;shy;la. «Quando si è a contatto con il suo&amp;shy;lo è molto più probabile che un col&amp;shy;po al capo provochi una torsione del collo e quindi la lacerazione dell’ar&amp;shy;teria, perché il corpo funge da anco&amp;shy;ra, da zavorra», ha concluso l’esperto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’ipoplasia  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le arterie vertebrali sono di norma due. Una può però essere molto più piccola dell’altra. È il caso di Damiano. «Non è un’anomalia. È una variante anatomica», ha spiegato Osculati. E l’arteria lacerata è proprio quella più capiente. «L’altra, dunque, non ha po&amp;shy;tuto compensare la mancanza di san&amp;shy;gue nel cervello», ha aggiunto Pedrinis. Accelerando dunque la perdita di co&amp;shy;noscenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I tempi per stabilire le colpe&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tempo può giocare un ruolo deter&amp;shy;minante nello stabilire le colpe dei sin&amp;shy;goli imputati. Nel capire chi ha infer&amp;shy;to il colpo letale. Il professor Angelo Fiori sostiene che dal verificarsi della lacerazione all’arteria vertebrale alla perdita di conoscenza, con arresto cir&amp;shy;colatorio e respiratorio, possa passare anche un minuto. Quindi potrebbero essere stati anche i colpi inferti prima della caduta a terra a causare la mor&amp;shy;te di Damiano. Il dottor Antonio Oscu&amp;shy;lati parla invece di una manciata di se&amp;shy;condi. Mentre Ennio Pedrinis, perito di parte civile, scende più nel dettaglio, grazie alla sua esperienza in medicina clinica oltre a quella di anatomo pato&amp;shy;logo: «Quando si presenta un arresto cardiaco, bastano due secondi per ve&amp;shy;dere i primi sintomi. Entro i 5 secon&amp;shy;di può già manifestarsi uno stato d’in&amp;shy;coscienza. Oltre, diventa la regola».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Seconda aula per accogliere tutti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il processo Tamagni continua ad attirare molte persone. Non solo parenti e giornalisti. Ma anche gente comune che, per un motivo o per l’altro, vuole semplicemente assistere al dibattimento. La sala della corte delle assise criminali di Locarno si è rivelata troppo piccola per accogliere tutti gli interessati. Da ieri pomeriggio è, dunque, stata allestita una seconda aula, al primo piano del nuovo Palazzo amministrativo, in cui sono proiettate a circuito chiuso le immagini del processo. Una soluzione concessa dalla legge, nonostante il divieto di filmare i processi, grazie al consenso delle parti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il commento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I morti vivi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di FRANCO LAZZAROTTO *&lt;/em&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cercata, attesa, sognata, accecante, te&amp;shy;muta, prodotta dal sole o dai riflettori, la luce resta per tutti noi elemento fisica&amp;shy;mente vitale. Ma è e sarà sempre, comun&amp;shy;que, unicamente luce “esterna”. Ben più vitale e si spera cercata, attesa e sognata, ma mai accecante e temuta, dovrebbe in&amp;shy;vece essere la luce che ognuno di noi rie&amp;shy;sce a far splendere dentro di sé. Una luce che di certo da mesi non splende più nei giovani sottoposti in questi giorni a giu&amp;shy;dizio, come non potrà mai più splendere nell’animo dei loro cari. Tutti loro sono in&amp;shy;fatti altrettante vittime, pur se ancora re&amp;shy;spiranti, di un’immane tragedia. E, come sempre capita di fronte a ogni tremendo fatto cui dobbiamo affiancare l’altrettan&amp;shy;to tragico aggettivo “evitabile”, eccoci qui ancora una volta, sicuramente e purtrop&amp;shy;po non l’ultima, a porci le classiche tre do&amp;shy;mande : Perché? Per chi? Per quanto? Al&amp;shy;la prima, oltre alla ricerca dei perché cui può e deve dare risposta, ci piaccia o no, unicamente l’autorità giudicante dobbia&amp;shy;mo aggiungere la lunga lista dei “perché” si sia giunti a tanto anche alle nostre, sem&amp;shy;pre credute immuni da questi fenomeni, latitudini. Ed allora improvvisamente ci potremmo forse sedere in tanti sulla se&amp;shy;dia degli accusati. L’ho sempre detto e scritto da subito: Damiano non lo abbia&amp;shy;mo ammazzato un po’ anche noi? Noi che magari di fronte a fatti già gravi e allarman&amp;shy;ti abbiamo preferito non denunciare, ab&amp;shy;biamo preferito volgere lo sguardo da un’altra parte, abbiamo preferito minimiz&amp;shy;zare, tanto da noi certe cose non posso&amp;shy;no capitare. Abbiamo preferito non met&amp;shy;terci, come adulti, in discussione. Abbia&amp;shy;mo preferito non chiederci se il mondo in cui i nostri giovani crescono non lo abbia&amp;shy;mo per caso creato noi. Si possono poi cer&amp;shy;to fare tutti i distinguo (alcuni anche cor&amp;shy;retti e da fare e dire senza mezzi termini) sui vari modi, sistemi, gradi e differenze di educazione, cultura e vissuto persona&amp;shy;le. Resterà tuttavia e sempre il rammari&amp;shy;co, soprattutto negli educatori come chi scrive, di non aver forse e purtroppo visto, capito, intuito segnali che avrebbero po&amp;shy;tuto e dovuto evitare la tragedia. Se solo dovessimo, con coscienza, anche solo ab&amp;shy;bozzare positiva risposta, diamoci una vi&amp;shy;stosa mossa e reagiamo come s’usa da parte di chi vuole e deve essere Cittadino responsabile. Facciamoci sentire chiaro e forte, ognuno nei suoi ambiti di compe&amp;shy;tenza, certo senza esagerazioni o preclu&amp;shy;sioni, ma come dovrebbe essere consono ai nostri radicati ideali. Chiediamo il to&amp;shy;tale e costante rispetto delle leggi vigenti e, se necessario (ed è palese che lo sia), proponiamone di nuove e più efficienti. Si leggano e, dopo democratica (nei mo&amp;shy;di ma non nei soliti lunghi tempi…) scel&amp;shy;ta, si applichino le misure ritenute effica&amp;shy;ci e contenute (anche) nei rapporti stesi per l’Autorità dai vari gruppi di lavoro. Mai facendo d’ogni erba il classico fascio, ma con assoluto rigore togliamo dal vivere so&amp;shy;cietario chi è e mette gli altri in palese dif&amp;shy;ficoltà, inserendolo in strutture adeguate di recupero (da costruire anche da noi molto in fretta) o rifiutando l’immeritata ospitalità a chi non ha capito o non vuol condividere (per scaltrezza e comodità) usi e costumi del tessuto sociale che lo circon&amp;shy;da. Se tutti, onestamente, decidono di far&amp;shy;lo, prepariamoci al più positivo terremo&amp;shy;to coscienziale!  Purtroppo, la carta d’identità mi condan&amp;shy;na e mi riporta alla cruda realtà: dal no&amp;shy;stro osservatorio scolastico, certo di par&amp;shy;te, ma che, diciamolo forte e senza pau&amp;shy;ra, nella stragrande maggioranza dei suoi collaboratori è positivamente attivo e presente (e spesso e volentieri lasciato (...)  * Direttore Scuola media di Biasca &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-717313989959747503?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/717313989959747503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/717313989959747503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/717313989959747503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='22 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-8559126099872846048</id><published>2009-01-22T00:48:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:50:36.550-08:00</updated><title type='text'>22 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Trauma mortale: è scontro sulle cause&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Che cosa ha provocato la lesione vascolare? Tra i periti c’è discordanza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Parola ai periti ieri al processo Tamagni, chiamati a pro&amp;shy;nunciarsi sulle possibili cause che hanno determinato la lacerazione dell’arteria vertebrale sinistra, provocando l’emorragia cerebrale con il conseguente decesso&lt;/em&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PAGINA A CURA DI LUCA CONTI, MAURO EURO E OLIVER BROGGINI &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La causa della morte di Damia&amp;shy;no Tamagni non viene confutata da nessuno dei tre periti che ieri hanno tenuto banco al processo: un movimento abnorme, anoma&amp;shy;lo e rotatorio del capo ha deter&amp;shy;minato la lacerazione dell’arteria vertebrale sinistra intracranica dando origine a un’emorragia ce&amp;shy;rebrale che ha provocato il deces&amp;shy;so. Su quale sia stato il trauma che ha originato tale movimento rota&amp;shy;torio abnorme del capo invece gli esperti divergono.  Per i medici legali Antonio Oscu&amp;shy;lati   (perito dell’accusa) e Ennio Pedrinis (perito di parte civile) questo movimento rotatorio del capo, con conseguente lacerazio&amp;shy;ne dell’arteria vertebrale sinistra intracranica, è compatibile con due piccoli ematomi rilevati sul collo di Damiano e, di conse&amp;shy;guenza, con i calci inferti quan&amp;shy;do era a terra. Per il prof. Angelo Fiori (perito prodotto dal difenso&amp;shy;re di Marko Tomic, avv. Yasar Ra&amp;shy;vi) invece non è possibile trarre queste deduzioni e arrivare a ta&amp;shy;li conclusioni (vedi testo sotto).  Il dott. Osculati, dell’ Università di Varese, aveva potuto visitare Damiano quando era ancora in fin di vita all’ospedale La Carità. Ha poi eseguito sul cadavere un dettagliato esame autoptico e necroscopico sia interno sia esterno. Per farlo, come lui stes&amp;shy;so ha precisato ieri in aula, ha utilizzato anche tecniche molto sofisticate e inconsuete, quanto non di routine. In particolare, si è concentrato sul capo del gio&amp;shy;vane, avendo ricevuto in tal sen&amp;shy;so indicazioni specifiche dagli inquirenti. In ogni caso, va subi&amp;shy;to precisato, il medico legale non era affatto a conoscenza degli at&amp;shy;ti e delle risultanze dell’inchie&amp;shy;sta avviata sull’uccisione di Da&amp;shy;miano.  Accertamenti «asettici»  Gli accertamenti eseguiti dal dott. Osculati si sono pertanto concen&amp;shy;trati solo e unicamente sugli aspetti medico-legali, nel senso che era all’oscuro della dinami&amp;shy;ca che ha determinato l’uccisio&amp;shy;ne di Tamagni. Dagli esami mi&amp;shy;nuziosi e dettagliati messi in atto è appunto stato possibile indivi&amp;shy;duare la lacerazione dell’arteria vertebrale sinistra intracranica, che ha poi originato l’importan&amp;shy;te emorragia cerebrale che ha portato in brevissimo tempo Da&amp;shy;miano alla morte. Lesione vasco&amp;shy;lare che si spiega appunto solo a seguito di un movimento anoma&amp;shy;&amp;shy;lo, abnorme e rotatorio del capo che porta allo sconvolgimento del normale meccanismo regolato&amp;shy;re di questa struttura corporea, annullando praticamente la na&amp;shy;turale elasticità e mobilità del tes&amp;shy;suto.  Una forza esterna all’origine del trauma  Sempre a detta del dott. Oscula&amp;shy;ti, all’origine di quel movimento rotatorio abnorme del capo che ha determinato la lacerazione c’è stato un evento traumatico per individuare il quale ci si è ancora una volta attenuti ai dati raccolti durante le minuziosissime osser&amp;shy;vazioni eseguite sul corpo della vittima. E proprio sulla parte si&amp;shy;nistra del collo di Damiano sono stati rilevati piccolissimi emato&amp;shy;mi, non propriamente visibili ad occhio nudo, ma messi in rilievo da un’ispezione più approfondi&amp;shy;ta dei tessuti. Sono appunto que&amp;shy;sti piccoli ematomi che sono sta&amp;shy;ti ritenuti compatibili dal medi&amp;shy;co legale con la lesione vascolare che ha poi originato l’emorragia. Ematomi che, se collegati alle te&amp;shy;stimonianze raccolte nei nume&amp;shy;rosi verbali stesi, rimanderebbe&amp;shy;ro appunto ai calci sferrati a Da&amp;shy;miano quando era a terra da Mar&amp;shy;ko Tomic e Ivica Grgic.  Ematoma modesto ma colpo forte  Le conclusioni a cui è giunto il dott. Osculati sono state sposate ieri in aula anche dal dott. Ennio Pedrinis, medico legalechel’avv. di parte civile Diego Olgiati ha interpellato per meglio compren&amp;shy;dere le risultanze della perizia Osculati. Nelle sue considerazio&amp;shy;ni Pedrinis ha rilevato in partico&amp;shy;lare come il movimento abnor&amp;shy;me e rotatorio del capo della vit&amp;shy;tima sia stato originato verosimil&amp;shy;mente quando era a terra, cosa che faciliterebbe questo fenome&amp;shy;no a seguito di un evento trauma&amp;shy;tico, come potrebbe essere un calcio. E poco importa che l’ema&amp;shy;toma riscontrato sia minimo, in quanto questo non è necessaria&amp;shy;mente proporzionale alla forza del colpo inferto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;IL PERITO DELLA DIFESA&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Escludo che siano stati i calci sferrati a terra»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se per i periti di accusa e par&amp;shy;te civile – i medici legali Antonio Osculati e Ennio Pedrinis– acau&amp;shy;sare la lacerazione dell’arteria ver&amp;shy;tebrale sinistra intracranica, che ha poi originato l’emorragia ce&amp;shy;rebrale che ha determinato la morte di Damiano Tamagni, è stato un evento traumatico com&amp;shy;patibile con i calci ricevuti quan&amp;shy;do giaceva a terra (vedi testo so&amp;shy;pra), per il prof. Angelo Fiori, pe&amp;shy;rito chiamato dal difensore di Marko Tomic avv. Yasar Ravi in&amp;shy;vece non è possibile stabilire qua&amp;shy;le sia stato il trauma che ha origi&amp;shy;nato tale lacerazione.  È quanto il medico legale romano ha ribadito ieri in aula riferendo alla Corte le risultanze dei suoi accertamenti.  Una metodologia criticata dal presidente della Corte  I risultati della perizia stesa dal prof. Fiori non hanno comunque mancato di suscitare una certa perplessità nel presidente della Corte giudice Mauro Ermani, in particolare per la metodologia che il perito ha utilizzato per svol&amp;shy;gere il suo lavoro. A differenza dei medici legali che hanno svolto gli accertamenti per conto dell’accusa e della parte ci&amp;shy;vile, che hanno impostato le loro perizie non tenendo in conside&amp;shy;razione gli atti dell’inchiesta, il prof. Fiori ha infatti «mescolato» aspetti medici e fatti fondandosi, per quest’ultimi, su alcuni dei ver&amp;shy;bali stesi nel corso dell’inchiesta. «Risulta a questo punto arduo – ha fatto presente il giudice – poter capire come dal profilo medico&amp;shy;legale lei riesca a giungere a de&amp;shy;terminate conclusioni se non co&amp;shy;nosce per intero gli atti del pro&amp;shy;cesso, che sono raccolti in un grande scatolone e non si limita&amp;shy;no ad alcune pagine. Inoltre, que&amp;shy;st’ultimo aspetto – ha aggiunto Ermani – è prettamente di com&amp;shy;petenza della Corte e non di chi deve svolgere una perizia che si fondi solo e essenzialmente sulle modalità mediche».  «È una metodologia – gli ha re&amp;shy;plicato il perito – che ricorre spes&amp;shy;so nelle analisi che durante la mia lunga carriera sono stato chiama&amp;shy;to ad eseguire sia nell’ambito di procedimenti penali sia in quel&amp;shy;li civili».  Di una cosa il prof. Angelo Fiori si è detto certo ieri in aula, vale a dire del fatto che non siano stati i calci inferti a Damiano quando si trovava a terra a determinare il movimento abnorme rotatorio del capochehaoriginato la lace&amp;shy;razione dell’arteria vertebrale si&amp;shy;nistra. «In quella posizione – ha osservato – i calci avrebbero sem&amp;shy;mai prodotto un movimento in avanti del capo e non indietro e rotatorio come dovrebbe risulta&amp;shy;re per originare il trauma di cui stiamo parlando». A detta del pe&amp;shy;rito invece questo evento trau&amp;shy;matico potrebbe benissimo esse&amp;shy;re stato attivato da altri colpi, dal&amp;shy;l’agire convulso di Damiano, dal&amp;shy;la sua caduta a terra... insomma, non sussisterebbe una possibili&amp;shy;tà per poter determinare con buona certezza la sua origine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;CIRCUITO CHIUSO&lt;/em&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una sala per il pubblico nello stabile amministrativo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VALVOLA DI SFOGO : La soluzione adottata ha finalmente permesso a tutti gli interessati di seguire il dibattimento.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo si era capito già lunedì, ben prima che il processo avesse ini&amp;shy;zio: lo spazio che l’aula penale del Pretorio mette a disposizione del pubblico (compresi i famigliari della vittima e degli imputati, e anche i giornalisti) era assoluta&amp;shy;mente inadeguato a un evento tanto atteso. Il primo mattino era&amp;shy;no rimaste fuori almeno tante persone quante quelle che erano state lasciate entrare.  Un interesse reale, non semplice curiosità  Forse, si pensava, già l’indomani la folla sarebbe diminuita: pas&amp;shy;sata la prima curiosità, via, ognu&amp;shy;no sarebbe tornato alle proprie occupazioni. Invece no, anche martedì la folla era numerosa: un segno ulteriore di quanto questa triste vicenda abbia colpito i tici&amp;shy;nesi. Non è solo curiosità, più o meno morbosa. C’è un interesse reale, sentito. C’è un’altissima partecipazione emotiva. Lo si av&amp;shy;verte del resto anche nelle stra&amp;shy;de, nei negozi, nei bar.  E anche ieri mattina, al terzo gior&amp;shy;no del dibattimento, la gente in attesa era troppa per farcela sta&amp;shy;re tutta. Così, su proposta della Corte e in accordo con le parti, si è deciso di riservare ai parenti e alla stampa lo spazio disponibi&amp;shy;le nell’aula penale e di aprire al pubblico una sala al pianterreno del nuovo stabile amministrati&amp;shy;vo di via della Posta 9, alle spalle del Pretorio.  La sala ha aperto le porte ieri al&amp;shy;le 14. Dispone di un’ottantina di posti a sedere, ripartiti su una dozzina di file. Ieri era piena per metà. Tanti, davvero tanti, i gio&amp;shy;vani, che hanno seguito con gran&amp;shy;de attenzione le parole dei periti. Spiegazioni molto tecniche, ma tutto ruota lì. E l’acustica fortu&amp;shy;natamente è buona. Gente atten&amp;shy;ta alla proiezione, dunque, e po&amp;shy;liziotti attenti alla gente. E ai fo&amp;shy;tografi, che sono potuti entrare solo brevemente, con la racco&amp;shy;mandazione che non inquadras&amp;shy;sero le immagini proiettate.  Lo schermo non è gigantesco, ma è posizionato abbastanza in alto e si vede bene anche dal fondo. Da vedere, del resto, non c’è mol&amp;shy;to: l’inquadratura statica dell’au&amp;shy;la penale. Immagini, va precisato, che sono trasmesse a circuito chiuso, ma che non vengono re&amp;shy;gistrate, proprio per tutelare la dovuta privacy.  Si chiude l’istruttoria, la parola all’accusa  Si potrà dunque utilizzare questa sala fino alla fine del processo, che oggi prosegue con la chiusu&amp;shy;ra della fase istruttoria. La parola passerà poi alla p.p. Rosa Item per la sua requisitoria e, molto pro&amp;shy;babilmente, anche all’avvocato di parte civile Diego Olgiati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A BELLINZONA&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La fondazione: «Le sorti del carnevale sono nelle tue mani»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un messaggio aperto all’inter&amp;shy;pretazione di ciascuno, capace di spingere alla riflessione e comu&amp;shy;nicare un invito forte alla respon&amp;shy;sabilità. Così la giuria ha motivato, ieri pomeriggio a Bellinzona, la scelta del manifesto disegnato dal giovane Gabriele Corti, studente della Scuola media di Balerna. Il suo slogan «Le sorti del carnevale sono nelle tue mani» farà il giro dei maggiori carnevali del Ticino e del Moesano, con una campa&amp;shy;gna di affissione che sarà l’azione più visibile pensata dalla fonda&amp;shy;zione Damiano Tamagni per sen&amp;shy;sibilizzare alla non violenza du&amp;shy;rante questo periodo di festa.  «Un altro lato della storia»  «Venendo da Locarno, oggi, mi so&amp;shy;no chies&amp;shy;to se questo sia il momen&amp;shy;to giusto per una cerimonia di pre&amp;shy;miazione come questa », ha spie&amp;shy;gato Giacomo Sciaroni, segretario della fondazione. «Sono convinto che la risposta sia affermativa:og&amp;shy;gi noi mostriamo un altro lato di questa triste vicenda, il desiderio di impedire che una tragedia simi&amp;shy;&amp;shy;le possa ripetersi ». «Non c’è da par&amp;shy;te nostra alcuna intenzione di cri&amp;shy;minalizzare il carnevale», ha ag&amp;shy;giunto Sciaroni, «con questa azio&amp;shy;ne intendiamo lanciare un mes&amp;shy;saggio positivo, uno sforzo che le maggiori società organizzatrici del&amp;shy;la Svizzera italiana, insieme anche all’associazione Radix, hanno ca&amp;shy;pito e scelto di condividere ».  Gli altri premiati  Il concorso indetto dalla fonda&amp;shy;zione Damiano Tamagni, tra le Scuole medie di tutto il Cantone, ha visto in totale la presentazio&amp;shy;ne di 51 progetti di manifesto. Da segnalare – alla voce curiosità – come una delle proposte sia giun&amp;shy;ta da una persona «fuori quota», una pensionata che ha lodevol&amp;shy;mente raccolto l’invito all’eserci&amp;shy;zio della creatività.  Oltre a Gabriele Corti, ieri sono stati premiati anche i giovani che la giuria ha piazzato al secondo e terzo posto, tutti iscritti alla Scuo&amp;shy;la media di Lodrino. Sono Letizia Aurecchia e Alison Pozza, secon&amp;shy;de classificate, e due gruppi scel&amp;shy;ti ex aequo per il gradino più bas&amp;shy;so del podio:si tratta di un terzet&amp;shy;to – formato da Sharon Gashi, Eli&amp;shy;sa Sousa Rodriguez e Francesco Loscavo – e della coppia formata da Natalie Balinzo e Alessandra Albertini. Tutte le opere presenta&amp;shy;te verranno ora raccolte per una mostra itinerante, che prenderà l’avvio lunedì 26 gennaio nella Scuola media della Morettina a Locarno (blocco D).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-8559126099872846048?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/8559126099872846048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/8559126099872846048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/8559126099872846048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='22 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-1466875646582760458</id><published>2009-01-22T00:46:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:48:03.191-08:00</updated><title type='text'>22 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nel ballo dei periti inciampa la difesa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Non convince, e viene ripreso dal giudice per ‘scarsa concretezza’, il professore romano citato da Ravi Più conclusivi e penalmente utilizzabili i referti presentati dagli esperti chiamati da accusa e parte civile&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Due a uno, e 3 punti che ne val&amp;shy;gono 6 a favore dell’accusa. È sostanzialmente questo, il “ri&amp;shy;sultato” della partita fra periti an&amp;shy;data in scena ieri nella terza gior&amp;shy;nata del processo, alle Criminali di Locarno, a carico di Ivica Grgic, Marko Tomic e Ivan Jurkic in re&amp;shy;lazione alla morte di Damiano Ta&amp;shy;magni, avvenuta il 1 ° febbraio 2008 alla Stranociada di Locarno. Due a uno perché Antonio Osculati ed Ennio Pedrinis, pato&amp;shy;logi citati il primo dall’accusa ( pp Rosa Item) e il secondo dalla par&amp;shy;te civile ( la famiglia Tamagni, tramite l’avvocato Diego Olgiati) sono risultati in sostanza più con&amp;shy;creti e convincenti del loro omo&amp;shy;logo chiamato in causa dalla dife&amp;shy;sa ( avvocato Yasar Ravi per Marko Tomic), ovverosia il pro&amp;shy;fessor Angelo Fiori dell’Univer&amp;shy;sità Cattolica di Roma. Tutti e tre gli esperti hanno ammesso di tro&amp;shy;varsi di fronte ad un caso raro. La differenza è che i primi due lo hanno trattato facendo voluta&amp;shy;mente astrazione da fatti ancora non ammessi dalla Corte, e ba&amp;shy;sandosi su un’analisi di compati&amp;shy;bilità fra le lesioni riscontrate sul corpo della vittima e lacera&amp;shy;zione arteriosa che ha provocato l’emorragia interna fatale; men&amp;shy;tre il terzo è andato per ipotesi fattuali “ universali”, lasciando un po’ troppo da parte la fattispe&amp;shy;cie. Il che ha suscitato anche una certa impazienza del giudice.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo chiamato al banco dei testimoni è stato il perito giudi&amp;shy;ziario, Antonio Osculati, medi&amp;shy;co legale dell’Università e dell’o&amp;shy;spedale di Varese. « Ho visitato Damiano Tamagni poche ore dopo i fatti di quel primo febbraio 2008, quando era ancora in vita, allo scopo di valutare il suo stato di salute ». Il giovane era gravis&amp;shy;simo e sarebbe deceduto poco dopo. « I primi esami, compresi quelli autoptici, sono stati condot&amp;shy;ti unicamente su basi mediche ». La morte del giovane, ha conti&amp;shy;nuato il patologo, è stata certa&amp;shy;mente causata da traumi. Colpi che hanno portato alla rottura di un’arteria cerebrale. Non è stato trovato nulla, durante l’auto&amp;shy;psia, che potesse far pensare a un decesso avvenuto per altre ra&amp;shy;gioni. Osculati si è quindi lanciato in una spiegazione dettagliata: « Le arterie cerebrali sono vasi ben protetti dalla scatola cranica. E quest’ultima non ha subito lesio&amp;shy;ni. Era intatta ». Più in generale, nessuno dei colpi ricevuti dalla vittima è sta&amp;shy;to sferrato con una potenza tale da poterne provocare la morte. Il perito ha trovato tracce di contu&amp;shy;sioni a una tempia e al collo. Ma allora cos’è successo? « È un caso raro, ma ben documenta&amp;shy;to nella letteratura scientifica. La lesione all’arteria cerebrale sini&amp;shy;stra può spiegarsi solo con un mo&amp;shy;vimento anomalo (per estensione, rotazione e rapidità) della testa ». Un movimento violento, repenti&amp;shy;no e molto ampio che ha lacerato l’importante vaso sanguigno. Da parte della vittima non c’è stata reazione: « È stato colto di sorpre&amp;shy;sa o era in una posizione che non permetteva resistenza ». Il perito è quindi giunto alla conclusione che uno dei colpi ha provocato lo spostamento del capo e la lacerazione dell’arte&amp;shy;ria. Poi ci sono le ipotesi: « Po&amp;shy;trebbe essere stata la botta alla tempia o, magari, quella alla base del collo; oppure entrambe. Sono comunque questi gli unici due colpi che possono spiegare cosa sia successo ». Sarà la corte a ricostruire la dinamica. Osculati, rispondendo al giu&amp;shy;dice Mauro Ermani, che gli ha sottoposto alcune conclusioni a cui è giunto il perito Angelo Fiori – incaricato dall’avvocato Yasar Ravi, difensore di Marko Tomic –, ha affermato che non è suo compito stabilire le respon&amp;shy;sabilità degli imputati. Tutta&amp;shy;via, per quanto riguarda gli aspetti temporali, il medico le&amp;shy;gale varesino non ha dubbi: « L’emorragia è avvenuta nel tronco encefalico, che è il centro di controllo delle funzioni vitali. In pochi secondi, e comunque in tempi brevissimi, si giunge al&amp;shy;l’arresto cardiaco ». Il cuore di Damiano ha ripreso a battere solo dopo la rianimazione; ma quando è giunto all’ospedale aveva già subìto grossi danni cerebrali. Osculati ha pure riba&amp;shy;dito che durante l’autopsia sul corpo della vittima ha riscontra&amp;shy;to i segni di 15 traumi: « È possibi&amp;shy;le che ce ne siano stati di più, ma gli indumenti pesanti possono avere attutito pugni e calci, e quindi non ne è rimasta traccia ». Sul volto, invece, non ha trovato nulla; cade quindi l’ipotesi di un pugno sferrato da Ivica Grgic al&amp;shy;l’inizio del battibecco. Nel pomeriggio il dottor En&amp;shy;nio Pedrinis ha dapprima chia&amp;shy;rito che l’alcolemia « non signifi&amp;shy;cativa » riscontrata su Damiano (lo 0,3 per mille) non può aver avuto nessuna influenza sulla resistenza muscolare della vitti&amp;shy;ma. Poi ha notato che « se qualcu&amp;shy;no subisce un’aggressione ed è in stato vigile può difendersi con co&amp;shy;gnizione e prevenire movimenti abnormi del capo, come ad esem&amp;shy;pio una torsione ». Nel caso in esame, va rilevato che « il sogget&amp;shy;to era a terra, probabilmente con&amp;shy;fuso a causa delle varie lesioni su&amp;shy;bite. Quindi non era più comple&amp;shy;tamente lucido. Il corpo, disteso sull’asfalto, ha fatto da àncora li&amp;shy;mitando i movimenti della testa. È molto facile che un colpo sferra&amp;shy;togli al capo abbia provocato il movimento abnorme, perché un calcio forte e inaspettato conferi&amp;shy;sce energia cinetica alla testa, che però è frenata dal collo. Ciò deter&amp;shy;mina una torsione che può provo&amp;shy;care una lacerazione dell’ar&amp;shy;teria ». Pedrinis ha poi quantifi&amp;shy;cato in 2-5 secondi il tempo ne&amp;shy;cessario dopo la lacerazione af&amp;shy;finché intervenga l’arresto car&amp;shy;diaco e vi sia la perdita di co&amp;shy;scienza. Visto che in Damiano si è provocata un’ampia lacerazio&amp;shy;ne dell’arteria, « tutto il sangue apportato usciva, causando un’e&amp;shy;morragia massiccia, con com&amp;shy;pressione rapida del cervello, mancanza di ossigeno e messa in difficoltà acuta dei centri vitali ». Poi è stata la volta di Angelo Fiori, un professore di vasta esperienza che ciononostante si è fatto riprendere dal giudice Er&amp;shy;mani sia per non aver saputo in&amp;shy;dicare in base a quali documenti ha redatto la sua perizia, sia, ap&amp;shy;punto, per aver avanzato, a di&amp;shy;scarico degli accusati, delle ipo&amp;shy;tesi lontane dalla fattispecie. « Capisco che lei deve insinuare il dubbio – gli ha detto Ermani –, ma che il dubbio sia almeno perti&amp;shy;nente ». Fiori aveva iniziato col sottoli&amp;shy;neare che, secondo la scienza medica, una lacerazione dell’ar&amp;shy;teria può prodursi anche sponta&amp;shy;neamente, oppure venir deter&amp;shy;minata da eventi come « una danza sfrenata, oppure la perma&amp;shy;nenza di 40 minuti sulla sedia di un dentista, oppure ancora una caduta in piedi da 2 metri (o nuo&amp;shy;tando, facendo jogging, sci e gin&amp;shy;nastica) ». Questo per indicare che « l’arteria vertebrale è fragile, suscettibile di subire traumi in&amp;shy;diretti ». Poi, di fronte alle insistenze di un Ermani desideroso di concre&amp;shy;tezza, Fiori ha dovuto ammette&amp;shy;re che « la causa della lacerazio&amp;shy;ne dell’arteria di Damiano è co&amp;shy;munque indirettamente trauma&amp;shy;tica ». E con questo ha aggiunto che cause traumatiche potrebbe&amp;shy;ro anche essere state la spinta contro il muretto di Via Borghe&amp;shy;se, i movimenti sconnessi di Da&amp;shy;miano durante il pestaggio, op&amp;shy;pure i pugni ricevuti (pugni che però, ha ricordato Ermani, non risultano essere stati sferrati poiché non riscontrati neppure in microlesioni sul viso della vittima). Proprio su questa base ipotetica Fiori si è fatto tirare le orecchie dal giudice, il quale ha ripetuto: « Lei dà per scontati accertamenti fattuali che non sono tali ». In conclusione di pomeriggio è tornato a deporre Osculati, che ha sostanzialmente ribadito un concetto base: « Su Damiano sono stati riscontrati due traumi contusivi al capo, che sono l’unica soluzione compatibile con la lace&amp;shy;razione arteriosa ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A un ragazzo di 14 anni il concorso lanciato dalla Fondazione Damiano Tamagni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;No alla violenza, ‘Le sorti del Carnevale sono nelle tue mani’&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con lo slogan ‘Le sorti del Carneva&amp;shy;le sono nelle tue mani’, Gabriele Corti, quattordicenne di Balerna, ha vinto il concorso ‘ Un manifesto per un Carnevale divertente per tut&amp;shy;ti’ lanciato dalla Fondazione Damia&amp;shy;no Tamagni e sostenuto da Radix, l’associazione ticinese per la promo&amp;shy;zione della salute e per la prevenzio&amp;shy;ne delle dipendenze. Un evento voluto per sensibilizzare le persone, ed in particolare i giova&amp;shy;ni, sui problemi della violenza e del&amp;shy;la prevaricazione; e per evitare, ha spiegato Giacomo Sciaroni, segreta&amp;shy;rio della Fondazione, « che tragedie come quella di Locarno si ripetano ancora». Il giovane alunno della IV media ba&amp;shy;lernitana ha presentato così il suo progetto: « Nel manifesto sono raffi&amp;shy;gurate le mani. Di diversa grandezza e di diverso colore, che rappresentano i popoli, i quali tutti uniti possono combattere e sconfiggere la violenza. Ma non solo: nel disegno sono raffi&amp;shy;gurati anche dei piccoli volti, con sguardi positivi e negativi, che signi&amp;shy;ficano la non violenza e la violenza. A noi scegliere la via giusta». Alla realizzazione del concorso han&amp;shy;no aderito anche tutti i comitati di organizzazione dei principali Car&amp;shy;nevali del Cantone. « Perché senza l’unione delle forze, non si potranno mai ottenere dei risultati concreti » , ha continuato Sciaroni. Quest’ultimo ha poi raccontato che « salendo in macchina da Locarno a Bellinzona, mi sono chiesto se fosse opportuno o meno premiare i concor&amp;shy;renti nello stesso giorno del processo agli aggressori di Damiano. Qualcu&amp;shy;no avrebbe potuto storcere il naso. Poi, però, mi sono convinto che l’e&amp;shy;vento non era affatto fuori luogo». E a proposito aggiunge. «Mentre a Lo&amp;shy;carno si deve far luce su questa triste vicenda e appurare le singole respon&amp;shy;sabilità, qui si vuole dare continuità all’opera di sensibilizzazione della Fondazione, che punta sull’educazio&amp;shy;ne emotiva nelle scuole dell’infanzia e nelle elementari e ricordare na&amp;shy;turalmente anche la figura di Da&amp;shy;miano ». Il manifesto premiato verrà esposto da lunedí prossimo alla Morettina di Locarno e durante il Carnevale nelle principali città che ospiteran&amp;shy;no i festeggiamenti. « Nella speranza – aggiunge Sciaroni – che la gente apprezzi i contenuti di questo mes&amp;shy;saggio. E soprattutto segua l’invito del ragazzino di Balerna». Il concorso, che ha coinvolto 51 ra&amp;shy;gazzi delle scuole medie di tutto il Ticino, ha premiato anche la scuola di Lodrino, che ha piazzato alcuni alunni delle classi III B, IV A e IV C alle spalle di Gabriele Corti. Si trat&amp;shy;ta, nell’ordine, di Letizia Aurecchia, Alison Pozza, Sharon Gashi, Fran&amp;shy;cesco Loscavo, Elisa Souza, Alessan&amp;shy;dra Albertini e Nathalie Balinzo. A costoro è stato consegnato un buono per l’acquisto di merce in grandi magazzini del Cantone.&lt;br /&gt;ANTO&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-1466875646582760458?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/1466875646582760458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/1466875646582760458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/1466875646582760458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/22-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='22 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4865366585069723489</id><published>2009-01-22T00:40:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:45:59.510-08:00</updated><title type='text'>21 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;PROCESSO TAMAGNI All’origine dell’omicidio di Locarno un’assurda concatenazione di circostanze&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Adesso la corte è sicura: Damiano vittima “per caso”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI e PATRICK MANCINI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una giornata dura. Da groppo in gola. Ieri, nell’au&amp;shy;la del Pretorio di Locarno, il giudice Mauro Ermani ha ricostruito l’uccisione di Damiano Tamagni al carne&amp;shy;vale “La Stranociada”, venerdì 1° febbraio 2008. Svi&amp;shy;scerando ben 15 “segni” evidenti delle percosse rime&amp;shy;diate dal giovane, riscontrati grazie agli esami autop&amp;shy;tici. Il presidente della corte ha poi rievocato, secon&amp;shy;do per secondo, i singoli colpi inferti dai tre imputa&amp;shy;ti. Grande la commozione dei genitori del 22enne di Gordola. Genitori uniti, che si consolano a vicenda, e che continuano a dimostrare una forza fuori dal co&amp;shy;mune. È stata una giornata da incubo anche per le fa&amp;shy;miglie degli imputati, che hanno sentito, nei partico&amp;shy;lari, gli atti commessi dai loro cari. La tensione era al&amp;shy;ta, c’è stato anche un screzio nei corridoi. Damiano non c’entrava nulla. La vera certezza che emerge al termine del secondo giorno del processo Tamagni è questa. Damiano era presente in via Borghese perché leader positivo, buono. Come era presente anche un altro “leader”, conosciuto poiché rissoso. Entrambi però erano riusciti a tranquillizzare una situazione po&amp;shy;tenzialmente pericolosa. Con la quale i tre imputati non c’entravano nulla. E qui scatta il delirio, che na&amp;shy;sce da un errore, e che finisce in tragedia. Due grup&amp;shy;pi si erano infatti trovati a contatto dopo che un ami&amp;shy;co di Damiano si era scontrato con il minorenne ti&amp;shy;cinese implicato nel dramma. Ma la situazione era de&amp;shy;stinata a concludersi ben presto. Invece, esplode l’as&amp;shy;surdo pestaggio, che gli stessi imputati non hanno sa&amp;shy;puto spiegare con un motivo plausibile. «Tomic, ha dormito bene? Le è tornata la memoria?» È la battuta, tagliente, con cui il presidente Mauro Ermani ha aperto la mattinata. Facendo una chia&amp;shy;ra allusione ai vuoti di memoria dei tre accusati. Sui racconti di Marko Tomic, 19 anni, Ivica Grgic (23) e, in parte, Ivan Jurkic (20) continuano a esserci trop&amp;shy;pi lati oscuri. Dettagli che non collimano, partico&amp;shy;lari che non tornano. Perché Grgic continua a so&amp;shy;stenere di avere colpito Damiano con un pugno vio&amp;shy;lento sulla guancia sinistra quando i medici non hanno riscontrato alcuna ferita in quella parte del volto dello sfortunato ragazzo? Perché Jurkic ha ag&amp;shy;gredito Damiano che, in via Borghese, assisteva sem&amp;shy;plicemente alla discussione, peraltro pacifica, tra due gruppi? Oggi, mercoledì, il processo sarà dedicato alle perizie medico legali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’amico «Ma quante bugie...»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Quante bugie sono state dette in un an&amp;shy;no ». Fabrizio Finocchiaro era un amico di Damiano. E ieri era presente tra il pubbli&amp;shy;co in aula. «Venire qui – spiega – e consta&amp;shy;tare che ci sono ancora così tante contrad&amp;shy;dizioni nei racconti dei protagonisti, mi fa male». Soffre in silenzio, Fabrizio. Come lui tanti altri amici di Damiano che stan&amp;shy;no aspettando la sentenza della corte. So&amp;shy;lo alcuni di loro sono riusciti ad assistere ai primi due giorni di processo. «Le auto&amp;shy;rità ticinesi hanno perso una grande oc&amp;shy;casione – sottolinea –. Questo processo po&amp;shy;teva essere davvero educativo per i giova&amp;shy;ni. Bisognava fare in modo che tutti potes&amp;shy;sero assistervi. Invece si svolge in una sa&amp;shy;la stretta in cui ci stanno poche persone. Molti miei amici sono rimasti chiusi fuo&amp;shy;ri dalla porta». Poi, Fabrizio, torna sulle te&amp;shy;stimonianze di Ivan Jurkic, Marko Tomic e Ivica Grgic. «La verità – ammette – fatica a venire a galla. I tre accusati dovrebbero ammettere i fatti. Così potrebbero maga&amp;shy;ri anche ricevere uno sconto di pena».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Aggredito senza un motivo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono da poco passate le nove e mezzo. In aula si spengono le luci. Sul&amp;shy;lo schermo scorrono le immagini ri&amp;shy;prese in un capannone in Piazza del&amp;shy;le Corporazioni da una telecamera a circuito chiuso una manciata di minu&amp;shy;ti prima del dramma. È venerdì 1° feb&amp;shy;braio 2008. Manca poco a mezzanot&amp;shy;te. Marko Tomic, Ivica Grgic e Ivan Jurkic ballano, si divertono. È la prima volta che i tre accusati vedono il filma&amp;shy;to. I loro sguardi sono impietriti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I due gruppi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Poi, il giudice prende la parola. Elen&amp;shy;ca le numerose (ben quindici!) lesio&amp;shy;ni riscontrate dagli esperti della scien&amp;shy;tifica sul corpo di Damiano. Subito do&amp;shy;po rievoca, facendo leva sulle nume&amp;shy;rose testimonianze raccolte, i fatti. Mentre Tomic, Grgic e Jurkic se la spas&amp;shy;sano nel capannone, all’esterno un amico di Damiano, alterato dall’alcol, pesta un piede a un minorenne tici&amp;shy;nese. Lo stesso minorenne che oggi è in carcere per avere avuto un ruolo nella morte del giovane di Gordola. Nasce una discussione e si formano due gruppi ben distinti. Le parole vo&amp;shy;lano. Ma non si arriva alle mani. Po&amp;shy;co dopo in via Borghese arriva, su chiamata, un ragazzo, un tipo rissoso e piuttosto violento. Un vero leader, che stavolta, contrariamente alle sue abitudini, fa da paciere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo scherzo del destino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’amico di Damiano è ubriaco e pian&amp;shy;ge, lamentandosi ad alta voce. In quel momento arrivano Damiano e un al&amp;shy;tro amico. Se ne stanno in disparte, co&amp;shy;me semplici spettatori. Tra i due grup&amp;shy;pi, nonostante le scintille iniziali, non sembra esserci particolare tensione. Tutt’intorno la “Stranociada” impaz&amp;shy;za. La gente festeggia. C’è confusione in via Borghese. Dalla folla sbucano Tomic, Grgic e Jurkic. «Guarda là», esclama Tomic rimarcando la presen&amp;shy;za del ragazzo arcinoto anche alle au&amp;shy;torità per essere rissoso. Tanto che la polizia, in un primo momento, aveva arrestato proprio lui per l’efferato ge&amp;shy;sto. Di fronte a lui c’è Damiano. I due parlano, tranquillamente. La situazio&amp;shy;ne si sta per risolvere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dall’errore al delirio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Jurkic si avvicina a Damiano e con la mano lo spinge. «Vai via», gli dice. Da&amp;shy;miano è sorpreso. Quasi meccanica&amp;shy;mente dopo aver fatto un passo indie&amp;shy;tro si riavvicina a Jurkic che lo spinge una seconda volta. E poi una terza. In via Borghese c’è un gran via vai di gen&amp;shy;te. «Volevo allontanare Damiano dal ragazzo manesco – precisa Jurkic –. È più facile allontanare venti persone, piuttosto che quel tipo». Anche se la si&amp;shy;tuazione non era di pericolo. Ermani, dunque, non gli crede: «Il pericolo è costituito dal ragazzo manesco e si pic&amp;shy;chia l’altro?». Gli amici di Damiano non fanno in tempo a realizzare quan&amp;shy;to sta accadendo. La tragedia si gioca sul filo dei secondi. Mentre Damiano viene spintonato per la terza volta, ar&amp;shy;riva Marko Tomic e lo colpisce al vol&amp;shy;to. «Di striscio», puntualizza lui. Il se&amp;shy;guito è ancora più confuso. Anche per&amp;shy;ché i tre accusati fanno a gara nel non ricordare. Grgic sostiene con fermez&amp;shy;za di avere colpito Damiano con un violento pugno sulla guancia. I medi&amp;shy;ci, tuttavia, su quella parte del volto non hanno trovato alcuna traccia del colpo. «Con tutto il rispetto per i me&amp;shy;dici, io l’ho davvero colpito lì», ripete Grcic. Un’insistenza surreale. Che, tut&amp;shy;tavia, una spiegazione logica ce l’ha. È, infatti, scientificamente assodato che ad avere causato la morte di Damia&amp;shy;no è stato un calcio alla nuca. Non un pugno. «Io sono rimasto indietro – af&amp;shy;ferma lo stesso 23enne –. Tomic lo ha colpito. Poi ho tentato di separarli, ma Damiano mi ha tirato un pugno a sua volta. Allora l’ho colpito anche io». Da&amp;shy;miano quel pugno non lo ha mai tira&amp;shy;to. «Non c’è un teste che parli di que&amp;shy;sto gesto», commenta Ermani. Emer&amp;shy;ge poi che il 22enne di Gordola, forse un po’ stordito, stava solo gesticolan&amp;shy;do. Il pugno di Damiano non c’è. E nemmeno quello di Grgic. Damiano cade a terra, per un calcio. Forse di To&amp;shy;mic, che ne piazza anche un secondo, sul fianco. Damiano è indifeso. Scat&amp;shy;ta il delirio. «Perché ha sferrato quei colpi contro una persona che non la stava aggredendo?», ha chiesto Erma&amp;shy;ni a Tomic. «Non ne ho idea», rispon&amp;shy;de. «Allora lei è una persona pericolo&amp;shy;sa, perché ha reazioni imprevedibili al&amp;shy;le quali non sa dare una spiegazione», commenta Ermani. «Chi mi garantisce che non lo rifarà? Anche Jurkic è peri&amp;shy;coloso, per gli stessi motivi». A questo punto interviene nella rissa il minoren&amp;shy;ne ticinese, con dei calci. La sua situa&amp;shy;zione è ancora da definire.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Calci letali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Damiano è a terra, parallelo a via Bor&amp;shy;ghese con la testa verso piazza Sant’Antonio e il volto rivolto verso il Drago Rosso. Cerca di proteggersi. Gr&amp;shy;gic tira il calcio per primo, poi Tomic. «Gli ho tirato un calcio non forte», af&amp;shy;ferma il primo, che continua invece a sostenere che il pugno sferrato fosse potente. «Perché è più comodo toglie&amp;shy;re l’attenzione dal calcio», commen&amp;shy;ta il giudice. Un calcio in testa che ha impressionato i testimoni, i quali di&amp;shy;cono di avere sentito un rumore scon&amp;shy;volgente. Un colpo, come quello “ca&amp;shy;ricato” da Tomic, sferrato con la stes&amp;shy;sa violenza con cui si colpisce un pal&amp;shy;lone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una fuga dalle responsabilità&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Quando mi sono trovato sopra Da&amp;shy;miano e vedevo i suoi piedi, ho perce&amp;shy;pito ancora qualcuno che gli ha sferra&amp;shy;to un calcio. Mi sono girato e con la co&amp;shy;da dell’occhio ho visto Grgic allontanar&amp;shy;si ». Sono parole, pesanti, di un testimo&amp;shy;ne. Damiano è esanime, con gli occhi all’indietro. «Era in coma, oppure mor&amp;shy;to », hanno pensato i tre. Ma si allonta&amp;shy;no. Grgic esclama: «Cosa ho combina&amp;shy;to! ». E Tomic: «Se l’è cercata». Sono nel capannone centrale. I tre incontrano il minorenne ticinese. Si parlano. Poi fuggono, uscendo verso l’ospedale. Gr&amp;shy;gic toglie la maglia, per paura di esse&amp;shy;re riconosciuto. Poi la rimetterà. Sono nei pressi della stazione. Jurkic va a ca&amp;shy;sa. Sarà arrestato alle 4 di mattina. To&amp;shy;mic e Grgic si recano invece al carne&amp;shy;vale di Bellinzona. Scendendo dal tre&amp;shy;no vedono degli agenti, che non li fer&amp;shy;mano. «Allora ho pensato che Damia&amp;shy;no non fosse troppo grave», ha spiega&amp;shy;to Grgic. Vanno alla discoteca Zoo, per qualche ora. Parlano dell’accaduto con degli amici. I due si perdono di vista. Gr&amp;shy;gic rientra sabato mattina con il treno delle 6.23. Durante il viaggio riceve una telefonata della polizia, che lo arresta nei pressi di casa. Tomic, invece, pren&amp;shy;de il treno delle 5.40. Ha il cellulare sca&amp;shy;rico. Si fa prestare una batteria. Trova 20 chiamate da casa. La polizia lo cerca. Scende a Locarno, si dirige verso casa ma poi, per paura, torna a Locarno. Verrà fermato nei pressi della stazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una seconda aula&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aula del pretorio di Locarno si è dimostrata, sin da lunedì, troppo piccola per accogliere tutto il pubblico. I media sono presenti in forza. Parenti, amici e anche semplici “curiosi” si accalcano davanti alla porta d’entrata. Ma tutti non ci stanno. Molti devono rimanere fuori. Così, forse già da questo pomeriggio, ma sicuramente da domani mattina, sarà allestita una seconda aula, al primo piano del Pretorio, nella quale sarà proiettato a circuito chiuso il dibattimento. Una soluzione concessa dalla legge, nonostante vi sia il divieto di filmare il processo, grazie al consenso delle parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il commento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quei tre non hanno provato alcuna emozione?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di GRAZIANO MARTIGNONI&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In questi primi giorni di dibattimento si è cercato di legare la personalità dei giova&amp;shy;ni imputati con la complessa dinamica di quella fatale sera di carnevale. Molti gli ele&amp;shy;menti che meriterebbero un esame ap&amp;shy;profondito. Tra questi ve ne sono due di cen&amp;shy;trale importanza. Il primo riguarda la scel&amp;shy;ta del tutto casuale della vittima, scelto tra i giovani presenti sulla scena senza nemme&amp;shy;no conoscerlo ma trascinato velocemente in una orgia di brutale violenza. La vittima innocente trasformata in un corpo senza volto e senza nome su cui scaricare proprio nel momento della sua più totale impoten&amp;shy;za tutta la rabbia e la frustrazione degli ag&amp;shy;gressori. La seconda é la questione del po&amp;shy;tere nel tentativo di affermare follemente chi fosse il più forte , il più potente. In persona&amp;shy;lità probabilmente abitate da un Io fragile e facilmente feribile e da un controllo preca&amp;shy;rio degli impulsi si realizza sovente un cor&amp;shy;tocircuito tra il pensare e l’agire , in cui il pen&amp;shy;sare e l’esame di realtà può venire momen&amp;shy;taneamente sospeso e cancellato dal puro gesto violento spesso fine a se stesso. Un’i&amp;shy;dentità eccitata e grandiosa prende il soprav&amp;shy;vento dando l’impressione temporanea della potenza assoluta sull’altro e sul mon&amp;shy;do. Ma al di là delle ineludibili responsabi&amp;shy;lità individuali quale è il paesaggio sociale e motivo di questa violenza, di questa per&amp;shy;dita del controllo su di sé nell’apparente rea&amp;shy;lizzazione di un potere assoluto? Vi è infat&amp;shy;ti nelle intercapedini della nostra quotidia&amp;shy;nità un bisogno crescente di sentirsi eccita&amp;shy;ti per sentirsi vivi, imprigionati in cortocir&amp;shy;cuiti di potenza-impotenza, che vediamo a volte tracimare, impazzire travolgendo cru&amp;shy;delmente in atti senza senso la vita stessa. Viviamo in un tempo oramai, che lega, nel mondo giovanile (ma non solo), la ricerca eccitata di forti emozioni, che sembra dila&amp;shy;gare tanto da divenire comportamento normale, alla crescente “anestesia conformi-s&amp;shy;tica”, alla noia, che scolora il mondo e le re&amp;shy;lazioni tra gli uomini. Questo sembrano i co&amp;shy;lori contraddittori e accecanti, le figure del&amp;shy;le terre del Niente , che, come visitors abi&amp;shy;tano già tra di noi senza che nemmeno ce ne accorgiamo, perché adattativamente mescolati alla più normale normalità. Ter&amp;shy;re, che “manovrano” i propri abitanti verso comportamenti sempre più obbligati. Ma perché le “terre del Niente” che suscitano questa violenza identitaria e di cui la cultu&amp;shy;ra dovrebbe essere “terapia”, sono rimaste così senza tutela e i loro “demoni di follia” lasciati dilagare oramai senza controllo? Che cosa ci abbandona così impotenti e nudi di fronte alla loro presenza? Che cosa è muta&amp;shy;to nel “giudice” che portiamo dentro di noi o nel principio di autorità, che la società espelle come un residuo di un passato oscu&amp;shy;rantista e che tende a trattare sempre più in molti campi il limite tra lecito e illecito co&amp;shy;me una variabile della psicologia individua&amp;shy;le? Queste le domande che forse poco avranno a che fare direttamente con il Pro&amp;shy;cesso ma che non possiamo evitare, come se, al di là del necessario silenzio verso il sen&amp;shy;so tragico e singolare di questi accadimen&amp;shy;ti, qualcosa di un ordine più generale ci in&amp;shy;quietasse. Molte sono le ragioni di questa mutazione profonda del sentire il mondo e se stessi. È come se l’interazione umana, mai stata così incessante grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, fosse divenuta vieppiù una interazione senza contatto, senza cor&amp;shy;pi , senza tempo e spazio e spesso in perdi&amp;shy;ta d’anima, in cui vivere e sentire la vita, sen&amp;shy;za il sapore e il profumo di una presenza umana. Corpi oramai abitatori dell’Ovun&amp;shy;que e dell’Attimo, che in una sorta di “lobo&amp;shy;tomia emozionale”, sono resi velocemente smemorati e indifferenti, così da poter pas&amp;shy;sare velocemente dall’atto violento alla più normale indifferenza e tornare ad una quo&amp;shy;tidianità senza colpa e senza rimorso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4865366585069723489?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4865366585069723489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/21-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4865366585069723489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4865366585069723489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/21-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='21 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-7333152761964995324</id><published>2009-01-22T00:38:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:40:42.378-08:00</updated><title type='text'>21 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Violenza inaudita e incomprensibile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Versioni contraddittorie e confuse sul perché dell’aggressione di Damiano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PAGINA A CURA DI LUCA CONTI E BARBARA GIANETTI LORENZETTI  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;TUTTO INIZIA CON UNA LITE&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’incredibile apoteosi di una nottata di ordinaria follia   Avrebbe potuto finire come tante nottate di festa, quella del primo febbraio 2008. Con, al li&amp;shy;mite, i postumi di una sbornia o i segni di qualche scazzottata. An&amp;shy;zi. Se fra le 23.41 e le 23.46 Mar&amp;shy;ko Tomic, Ivan Jurkic e Ivica Grgic non fossero passati in via Borghe&amp;shy;se, nemmeno con quelli. Perché fino al loro arrivo ciò che si stava sviluppando fra i due gruppi di giovani (con i quali i tre imputa&amp;shy;ti del processo Tamagni – inizia&amp;shy;to lunedì davanti alle Assise cri&amp;shy;minali di Locarno – non avevano nulla a che fare) era un semplice diverbio, un animato scambio verbale che si stava ormai risol&amp;shy;vendo pacificamente.  Ad innescare la «querelle» – men&amp;shy;tre Tomic, Jurkic e Grgic ancora si trovavano all’interno del capan&amp;shy;none di Carnevale in Piazza San&amp;shy;t’ Antonio – l’involontario urto fra un minorenne, pure coinvolto nell’inchiesta e in seguito arresta&amp;shy;to, e un amico della vittima, il 22.enne di Gordola Damiano Ta&amp;shy;magni. È il secondo a «riscaldar&amp;shy;si » maggiormente, perché in pre&amp;shy;da ai fumi dell’alcol. In un primo tempo il diverbio sembra placar&amp;shy;si subito, ma il minorenne torna alla carica istigato da un altro gio&amp;shy;vane e la discussione prosegue, in via Borghese, attirando via via sempre più «contendenti», da una parte e dall’altra. È in quei mo&amp;shy;menti che sulla scena appaiono lo stesso Tamagni e quello che po&amp;shy;trebbe essere definito una sorta di «eroe-antieroe» della serata. «Quello grande del gruppo – lo ha definito ieri in aula il presidente della Corte, Mauro Ermani –. Uno con la fama di attaccabrighe, cui si faceva capo quando c’era nell’aria la possibilità di fare a botte». Ed è dunque a lui che si rivolgono gli amici del minorenne. Ma il gio&amp;shy;vane – con, fra l’altro, diversi pre&amp;shy;cedenti alle spalle – arriva in via Borghese e cerca di buttare acqua sul fuoco, riuscendoci pure (an&amp;shy;che se poi, nei primi concitati mo&amp;shy;menti dopo il delitto, l’attenzione si concentrerà proprio su di lui, tanto che verrà accompagnato via in manette). Dopo aver fatto da paciere, il «leader» del secondo gruppo si ferma a scambiare an&amp;shy;cora qualche parola con Tamagni ed è in quel momento che verrà notato (perché conosciuto a cau&amp;shy;sa dei suoi precedenti violenti)da Tomic e Jurkic. Il primo lo indi&amp;shy;cherà al secondo e quest’ultimo, all’apparenza inspiegabilmente («per allontanare la vittima pri&amp;shy;ma che l’altro reagisse in modo incontrollato», ha sostenuto l’im&amp;shy;putato 21.enne; «solo per metter&amp;shy;si in mostra», ha rintuzzato il giu&amp;shy;dice), inizierà a spintonare Da&amp;shy;miano, dando avvio all’aggressio&amp;shy;ne mortale (vedi articolo sopra).  Così, ieri, in aula, il presidente ha ricostruito i minuti immediata&amp;shy;mente precedenti il delitto e la li&amp;shy;te dalla quale tutto ha preso ini&amp;shy;zio. Alla Corte è stato mostrato un filmato ripreso all’interno del ca&amp;shy;pannone del Carnevale in Piaz&amp;shy;za Sant’ Antonio, grazie al quale è stato possibile stabilire che gli im&amp;shy;putati ne sono usciti alle 23.41 (mentre l’allarme ai soccorritori è partito verso le 23.46, minuto più minuto meno). Ermani (do&amp;shy;po alcune battute ironiche indi&amp;shy;rizzate in particolare a Tomic: «Ha dormito bene? Le è tornata la memoria?»)ha pure voluto leg&amp;shy;gere parola per parola la relazio&amp;shy;ne nella quale il medico legale, dottor Antonio Osculati, ha elen&amp;shy;cato tutte le lesioni, una quindici&amp;shy;na, riscontrate sul corpo di Da&amp;shy;miano Tamagni, fra le quali an&amp;shy;che l’emorragia cerebrale che ne ha causato la morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;IL PROGRAMMA&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ora di scena le perizie E da domani una sala riservata al pubblico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La fase istruttoria del proces&amp;shy;so Tamagni si concluderà stamat&amp;shy;tina. Poi si entrerà nel vivo della battaglia delle perizie medico-le&amp;shy;gali. I faldoni del procedimento ne contengono ben tre. La prima, firmata dal medico legale varesi&amp;shy;no Antonio Osculati, è servita al&amp;shy;la procuratrice pubblica Rosa Item per sostenere la tesi che la morte della vittima sia stata pro&amp;shy;vocata dalla lacerazione dell’ar&amp;shy;teria cervicale causata dai calci ricevuti. Una conclusione alla quale è giunto anche l’esperto in&amp;shy;caricato dall’avvocato di parte ci&amp;shy;vile, Diego Olgiati. Per il profes&amp;shy;sor Angelo Fioroni di Roma, in&amp;shy;vece, incaricato dall’avvocato Ya&amp;shy;sar Ravi, difensore di Marko To&amp;shy;mic, non sarebbe possibile pro&amp;shy;vare con certezza la relazione fra i colpi e la lacerazione.  Da segnalare, infine, che, visti i pro&amp;shy;blemi di spazio in aula, da doma&amp;shy;ni sarà predisposta una sala, con impianto video, per il pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;RICOSTRUITI IN AULA I DRAMMATICI MOMENTI DI QUELLA NOTTE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Un pestaggio così feroce e selvaggio non l’ho mai visto»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Non potrò mai scordare il ru&amp;shy;more sordo di quel calcio sferra&amp;shy;to con forza alla testa di Damiano mentre giaceva a terra già iner&amp;shy;me, tutto rannicchiato nell’inten&amp;shy;to di proteggersi. È come se le persone che stavano infierendo su di lui avessero scambiato il suo capo per un pallone da calcio. Da quel momento quel poveretto a terra non si è più mosso e ho ca&amp;shy;pito che qualcosa di molto grave era successo». Una testimonian&amp;shy;za, questa, letta ieri in aula dal giudice Mauro Ermani che, as&amp;shy;sociata alle molte altre dello stes&amp;shy;so tenore raccolte nei verbali, do&amp;shy;cumenta di quale grado di vio&amp;shy;lenza inaudita sia stata l’aggres&amp;shy;sione di Damiano Tamagni da parte di Ivica Grgic e Marko To&amp;shy;mic  in particolare, ma anche di  Ivan Jurkic che ha avviato la ris&amp;shy;sa (vedi testo a lato).  Una violenza durata una mancia&amp;shy;ta di minuti ma tanto intensa da far dire ad altri testi: «Ho assisti&amp;shy;to a varie risse, ma è stata la prima volta dove ho visto picchiare co&amp;shy;sì selvaggiamente una persona inerme, oramai stesa a terra in&amp;shy;difesa, sulla quale si infieriva an&amp;shy;cora con estrema violenza e ac&amp;shy;canimento ». Testimonianze davvero toccanti, quanto schiaccianti quelle lette ieri in aula dal presidente della Corte, soprattutto se raffrontate con le versioni fornite dagli im&amp;shy;putati. In particolare da Ivica Grgic, il quale fino all’esaspera&amp;shy;zione ha risposto alle domande incalzanti del giudice sulle mo&amp;shy;dalità dell’aggressione sostenen&amp;shy;do di aver «sferrato un pugno vio&amp;shy;lento al volto di Damiano (del quale, comunque, non si è rile&amp;shy;vata traccia a livello di ematomi), ma di aver invece dato solo una pedata leggera allo stesso al mo&amp;shy;mento in cui giaceva inerme a terra».  «Avete colpito di brutto – ha a un certo punto tuonato il giudice Er&amp;shy;mani rivolgendosi al terzetto – e per di più una persona a terra in&amp;shy;difesa. Si tratta di un’azione che non trova la minima giustifica&amp;shy;zione in nessuna regola del vive&amp;shy;re civile!».  Perché tanta aggressività?  «Chi picchiamo stasera?», un leit&amp;shy;motiv (la frase era stata pronun&amp;shy;ciata fin dai primi momenti in cui il terzetto si era ritrovato per an&amp;shy;dare al Carnevale locarnese, vedi CdT di ieri)emerso ancora ieri in aula evocato dal giudice Ermani, che non si è certo risparmiato nel chiedere ai tre alla sbarra il per&amp;shy;ché di tanta violenza, tanta fero&amp;shy;cia verso una persona sconosciu&amp;shy;ta e che non si è resa responsabi&amp;shy;le della benché minima provoca&amp;shy;zione nei confronti dei propri ag&amp;shy;gressori. Niente da fare, risposte non ne sono giunte neppure dal&amp;shy;l’aula penale. Ognuno dei tre si è trincerato dietro ai «non so per&amp;shy;ché l’ho fatto, non ho avuto un motivo particolare, ho sbagliato». «Certo – ha rilevato il presidente della Corte – che se il concetto per festeggiare il Carnevale era quel&amp;shy;lo del «Chi picchiamo stasera?» ci è voluto ben poco perché l’oc&amp;shy;casione si presentasse e si pas&amp;shy;sasse alla pratica. È bastato un piccolo momento di tensione e via... largo al puro gusto di pic&amp;shy;chiare ».  Persone pericolose  « È inquietante, molto inquietan&amp;shy;te – ha proseguito il presidente della Corte – giungere un anno dopo questi tragici fatti, con un’accusa di omicidio intenzio&amp;shy;nale sul capo, e non sapere per&amp;shy;ché si è fatto quello che si è fatto, non essere in grado di dare la mi&amp;shy;nima spiegazione logica di atti co&amp;shy;sì incresciosi. Eppure quella che vi offro oggi in aula è un’ottima occasione, l’ultima, per poter rac&amp;shy;contare la verità. Se non si riesce a spiegare il perché di tali violen&amp;shy;ze gratuite e inaudite – ha con&amp;shy;cluso Ermani – ci si trovadi fron&amp;shy;te a persone pericolose, non in grado di rispondere del proprio agire e che probabilmente po&amp;shy;tranno anche ricadere in tali si&amp;shy;tuazioni ».  Aveva gli occhi sbarrati  «Prima di lasciare il luogo del pe&amp;shy;staggio ho guardato Damiano, era immobile e aveva gli occhi sbar&amp;shy;rati. Ho capito in quel momento che qualcosa di grave doveva es&amp;shy;serci », ad affermarlo ieri in aula è stato Ivan Jurkic (su cui grava l’accusa di aggressione), che de&amp;shy;ciderà poi di rientrare a casa e non proseguire la festa di Carne&amp;shy;vale a Bellinzona come invece hanno scelto di fare Ivica Grgic e Marko Tomic (per entrambi l’ac&amp;shy;cusa è di omicidio intenzionale). Jurkic sarà poi il primo ad essere arrestato dalla polizia verso le 4 del mattino a casa sua dove era rientrato. «Quando gli agenti so&amp;shy;no giunti non dormivo, non so&amp;shy;no riuscito a prendere sonno», ha commentato.  In fuga a Bellinzona  Grgic e Tomic, anche loro consci di aver commesso qualcosa di grave, se la filano invece da Lo&amp;shy;carno per raggiungere il Carne&amp;shy;vale di Bellinzona. Lo fanno in modo furtivo, cercando di evita&amp;shy;re di passare dal luogo dove è sta&amp;shy;to commesso il pestaggio dove oramai era giunta la polizia. A Bellinzona, nonostante quanto fatto in Città Vecchia, trovano modo di festeggiare ancora il Car&amp;shy;nevale fino alle prime luci dell’al&amp;shy;ba. È sul treno, mentre rientrano a Locarno, che la polizia li rag&amp;shy;giunge con una telefonata sui cel&amp;shy;lulari. Saranno poi arrestati al lo&amp;shy;ro arrivo in città.  Momenti di tensione in aula  C’è stato anche un piccolo mo&amp;shy;mento di tensione ieri pomerig&amp;shy;gio verso le 15.30 in aula quando una persona del pubblico ha ri&amp;shy;volto minacce ai famigliari di uno degli imputati. «La pagherete tut&amp;shy;ti cara!» la missiva, prontamente segnalata agli agenti presenti sul posto. L’uomo è stato ammonito e allontanato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;IL PRESIDENTE DEL CARNEVALE DI LOCARNO&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Quella morte ci faccia riflettere!»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da quasi un anno la sua vita non è più la stessa. Aveva appe&amp;shy;na assunto la presidenza del co&amp;shy;mitato della Stranociada, Pieran&amp;shy;gelo Bianchini, quando la morte di Damiano Tamagni gli è piom&amp;shy;bata tra capo e collo. Il dramma – lo si è detto e ridetto negli ulti&amp;shy;mi dodici mesi – non può certo essere imputato agli organizza&amp;shy;tori del Carnevale locarnese, «ma era inevitabile – chiarisce lo stes&amp;shy;so presidente al CdT – che ognu&amp;shy;no di noi uscisse sconvolto da una tragedia del genere».  Pronto a gettare la spugna  Doppiamente difficile, dunque, vivere con distacco il processo iniziato lunedì (vedi sopra). «So&amp;shy;prattutto – aggiunge Bianchini – perché proprio in questi giorni, mentre in aula si ripercorrono le tappe del dramma, noi siamo al lavoro per organizzare la prossi&amp;shy;ma edizione della Stranociada». Un Carnevale, in programma fra il 20 e il 21 febbraio, che, fosse sta&amp;shy;to per lo stesso presidente, forse non si sarebbe mai più fatto. «Di fronte a quanto accaduto – pro&amp;shy;segue il presidente – avevo perso ogni motivazione, mi sentivo im&amp;shy;potente e incredulo, tanto da es&amp;shy;ser spinto a meditare seriamente di archiviare definitivamente il Carnevale».  Ma a spronare tutti affinché la fe&amp;shy;sta continuasse sono stati proprio gli stessi familiari e amici di Da&amp;shy;miano Tamagni, «pregandoci di andare avanti per non darla vin&amp;shy;ta alla violenza». Da qui la deci&amp;shy;sione di mettere in cantiere l’edi&amp;shy;zione 2009. «Con il pensiero – aggiunge Pie&amp;shy;rangelo Bianchini – sempre rivol&amp;shy;to a quanto accaduto quella not&amp;shy;te e alla tragica atmosfera che si respirava in Città Vecchia la mat&amp;shy;tina successiva. Mi capita spesso di fermarmi e di riflettere su quel&amp;shy;la tragedia, cercando di capirne contorni e motivazioni. Ma per quanto mi sforzi, mi è ancora dif&amp;shy;ficile spiegarmi un simile accani&amp;shy;mento. Non so. A volte mi chie&amp;shy;do se non sia perché nel nostro mondo è sempre più difficile ca&amp;shy;pire il confine fra finzione e real&amp;shy;tà.  L’unica cosa che vorrei vera&amp;shy;mente è che la morte di Damia&amp;shy;no e il processo ci spingessero a riflettere seriamente. Soprattut&amp;shy;to i giovani».  Ora entrate controllate  Intanto Bianchini e il suo comi&amp;shy;tato sono, come detto, al lavoro per organizzare la prossima Stra&amp;shy;nociada. Le riunioni si succedo&amp;shy;no a scadenza quasi quotidiana, con ovviamente un occhio parti&amp;shy;colare alla sicurezza, «settore – aggiunge il presidente – che pe&amp;shy;raltro curavamo già nei dettagli in passato». In quest’ambito so&amp;shy;no annunciate diverse novità. Pri&amp;shy;ma fra tutte, l’introduzione di «entrate obbligate» in Città Vec&amp;shy;chia, attraverso le quali dovran&amp;shy;no passare tutti i partecipanti ai festeggiamenti, favorendo i con&amp;shy;trolli mirati. «In più – conclude il presidente – intensificheremo il monitoraggio sull’introduzione abusiva di alcolici nel perimetro del Carnevale e restringeremo le maglie della sorveglianza sui più giovani».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-7333152761964995324?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/7333152761964995324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/21-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7333152761964995324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/7333152761964995324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/21-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='21 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-2330092436596859492</id><published>2009-01-22T00:34:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:38:25.558-08:00</updated><title type='text'>21 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Morte assurda in una notte di festa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;‘Vidi Damiano che parlava con un tizio pericoloso. Lo spintonai per salvarlo. Poi la cosa degenerò’ Nella testimonianza di Ivan Jurkic gli incredibili antefatti del pestaggio fatale alla Stranociada 2008&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Damiano è stato ucciso, lette&amp;shy;ralmente, per niente. È stato coinvolto, suo malgrado, in un pestaggio che in nessun modo aveva cercato. Né con le parole, o con l’abbigliamento, o con un at&amp;shy;teggiamento sbagliato nella con&amp;shy;fusa euforia di una serata di car&amp;shy;nevale magari uscita dai binari. La ricostruzione dei fatti, che ieri ha occupato l’intera giorna&amp;shy;ta processuale al Pretorio di Lo&amp;shy;carno, è stata una dimostrazio&amp;shy;ne dell’assurdità di questa mor&amp;shy;te, dell’incredibile successione di eventi che l’ha determinata, della totale mancanza di qual&amp;shy;siasi movente che non fosse – come pare creda il giudice – la voglia dei tre accusati di menar le mani per “farla vedere a qual&amp;shy;cuno”; e chiunque fosse, peggio per lui.  Come si era visto lunedì, fino al momento del dramma la sera&amp;shy;ta di vittima e picchiatori era stata del tutto simile: per Da&amp;shy;miano c’era stato il ritrovo con gli amici, qualche birra, un po’ di rum e i “cigarillos” nella sa&amp;shy;letta del Drago Rosso; birra e al&amp;shy;cuni tiri di spinello al “mura&amp;shy;glione” sotto la Magistrale, inve&amp;shy;ce, erano stati l’aperitivo nel “giro” di Ivica Grgic, Marko To&amp;shy;mic e Ivan Jurkic. Che – dopo la famosa promessa di Grgic (« sta&amp;shy;sera il primo che mi tocca o mi rompe le palle lo ammazzo ») – gireranno ancora per tendine, a bere birra, fin verso le 23.40.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’alterco sedato&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poco prima di quell’ora, nella confusione che regna fra Via delle Corporazioni e Via Bor&amp;shy;ghese, nel cuore di Città Vec&amp;shy;chia, un giovane del “gruppo Damiano” urta per sbaglio un ragazzo appartenente ad un al&amp;shy;tro gruppo; gruppo che in aula, per facilitare la comprensione degli eventi, è stato definito con il nome di quello che ne sembra&amp;shy;va il “capo”: un personaggio no&amp;shy;tissimo alla polizia (e alle crona&amp;shy;che) per la sua propensione alla violenza e alle risse. Noi lo chia&amp;shy;meremo “gruppo Carlos” (ma il nome è di fantasia).  Siamo allora al punto in cui il primo ragazzo urta il secondo, che altri non è, fra l’altro, se non il minorenne che dovrà rispon&amp;shy;dere separatamente di rissa. Il contatto surriscalda gli animi, i due gruppi si fronteggiano, il giovane del “gruppo Damiano”, che indossa una parrucca verde, perde il controllo, si mette a piangere, dice di sentirsi offeso perché qualcuno gli ha mancato di rispetto. Ma nessuno passa alle mani. Anzi: il tanto temuto “Carlos”, consapevole del fatto che ogni fatto violento lo ripor&amp;shy;terà dritto di fronte alla polizia, tenta addirittura di fare da pa&amp;shy;ciere e sembra ci stia pure riu&amp;shy;scendo.  Se non fosse che sul posto, pro&amp;shy;prio in quel momento, ovvia&amp;shy;mente inconsapevoli del fatto che una rissa è appena stata sventata, sopraggiungono i tre imputati. Jurkic (accusato di ag&amp;shy;gressione) vede un giovane ve&amp;shy;stito da Emo (Damiano) che sta parlando con “Carlos”. « Cono&amp;shy;scendo bene “Carlos” – ha rac&amp;shy;contato Jurkic – ho pensato che fosse meglio, per la tranquillità di tutti, allontanare al più presto quel ragazzo prima che “Carlos” perdesse la pazienza ». Jurkic prende allora l’iniziativa e spin&amp;shy;tona Damiano una prima volta. Poi una seconda. Poi lo afferra per il bavero e lo spinge contro il muretto lungo Via Borghese. Damiano, probabilmente basito per il trattamento del tutto in&amp;shy;giustificato, resta più o meno inerme appoggiato al muretto, in piedi. Dove subito viene rag&amp;shy;giunto da Tomic, che cerca di colpirlo con un pugno al viso ma lo sfiora solo con la nocca del mi&amp;shy;gnolo. « L’ho fatto – si è giustifica&amp;shy;to il 19enne – perché vedendo un tipo pacifico come Jurkic che spintonava qualcuno ho pensato che fosse successo qualcosa di particolare ». Ma nulla di parti&amp;shy;colare, si è visto, era accaduto. Se non la concretizzazione, pen&amp;shy;sa Ermani, del progetto intitola&amp;shy;to “chi picchiamo stasera?” con cui i tre imputati si erano recati alla “Stranociada”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A pugni e calci&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il ruggito della violenza si diffonde nel nucleo. Dopo Tomic arriva Grgic. « Ho tentato di divi&amp;shy;dere i due – ha detto ieri – ma Da&amp;shy;miano ha cercato di colpirmi con un pugno, che ho schivato prima di colpirlo a mia volta con un pu&amp;shy;gno di destro, ben caricato, mira&amp;shy;to alla sua mascella sinistra ». Un pugno – tanto e ripetutamente decantato da Grgic, a partire dalla stessa sera del 1° febbraio 2008 – che però il perito giudizia&amp;shy;rio Osculati esclude categorica&amp;shy;mente per mancanza di riscon&amp;shy;tri sul viso della vittima. Poi dai pugni si passa ai calci. Inizia To&amp;shy;mic, che ne rifila due sulla gam&amp;shy;ba sinistra di Damiano. Il quale piegato in avanti gesticola senza costrutto, come qualcuno che impietrito da una violenza cieca cerchi di aggrapparsi ad una speranza.  Ma non è finita. Perché quan&amp;shy;do Damiano è a terra viene col&amp;shy;pito dal minorenne (che poi si al&amp;shy;lontana subito) e, secondo Jurkic, anche da Tomic, il quale infierisce su quel filiforme indi&amp;shy;feso giovane vestito da Emo che inutilmente tenta di parare i fendenti. A quel punto Tomic è già dentro il “black-out” che da un anno sostiene di avere sul&amp;shy;l’accaduto. Un “black-out” ri&amp;shy;schiarato però da molteplici e convergenti testimonianze ocu&amp;shy;lari di giovani presenti sul po&amp;shy;sto, i quali racconteranno di aver visto il povero Damiano soccombere sotto i calci di tre persone. Una di loro è certamen&amp;shy;te Tomic.  L’altra, per sua stessa ammis&amp;shy;sione, è Grgic, che però ha sem&amp;shy;pre giurato di aver dato a Da&amp;shy;miano « un calcio non forte alla testa » e di essersene poi andato. Moltissime testimonianze por&amp;shy;tano però ad una verità molto di&amp;shy;versa: Grgic ha colpito Damiano alla testa con un calcio molto violento, di forza impressionan&amp;shy;te, tanto tremendo da provocare « un rumore sordo » sentito da chi era nelle vicinanze. Alcuni dei testimoni si diranno “choccati” proprio da quel rumore così ter&amp;shy;ribile e innaturale.  Il tutto, a partire dal primo spintone, avviene in nemmeno un minuto.  Ma è il tempo necessario per compiere l’irreparabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La fuga e gli arresti&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli atti dell’inchiesta, riper&amp;shy;corsi ieri, parlano poi della con&amp;shy;sapevolezza dei tre giovani di aver combinato qualcosa di gra&amp;shy;ve (non per niente Grgic si to&amp;shy;glie la maglia della Croazia e Jurkic quella dell’Fc Locarno, che indossavano al momento del pestaggio); della fuga di Jurkic verso casa e degli altri due verso la stazione Ffs di Mu&amp;shy;ralto, alla volta del Rabadan di Bellinzona, per continuare la notte di bagordi; e degli arresti, avvenuti all’alba per i due di ri&amp;shy;torno da Bellinzona, e in piena notte per Jurkic, che era a letto da tempo ma per motivi facil&amp;shy;mente intuibili non riusciva a prendere sonno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ironia, sarcasmo e severità nella strategia di Ermani&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come il giudice affronta a viso aperto i tre giovani alla sbarra  La figura emergente dal processo alle Criminali di Locarno è senz’altro quella del presidente del&amp;shy;la Corte Mauro Ermani, capace di integrare ta&amp;shy;glienti osservazioni personali agli imputati nel continuo, obbligato riscontro degli atti dell’in&amp;shy;chiesta. Poche parole ben piazzate che hanno il merito di gettare un fascio di luce laddove l’in&amp;shy;terrogatorio rimane in penombra.  « Sa cosa le dico? », ha esclamato ad esempio Er&amp;shy;mani rivolgendosi a Tomic quando questi non sapeva rispondere alla domanda “perché pren&amp;shy;dersela con uno che è già stato picchiato? Forse perché ‘chi picchiamo stasera’? O perché è bello picchiare?”. «Le dico – ha notato – che la cosa è preoccupante, perché il fatto di non avere spiega&amp;shy;zioni per atti simili significa che lei è pericoloso, che è soggetto ad azioni inconsulte, compiute sen&amp;shy;za motivo. E potrebbe rifarlo ». Un Ermani pun&amp;shy;gente, quasi sarcastico con l’intelligente Grgic dopo un suo appunto relativo ad un riscontro d’indagine: « È attento, molto attento, sa molto bene quello che ha detto, conosce molto bene l’in&amp;shy;carto ». E con lo stesso Grgic, che insiste nell’af&amp;shy;fermare che il calcio alla tempia di Damiano l’ha sferrato, “ma non forte, mentre me stavo andan&amp;shy;do”. « Lei mi viene a dire che ha dato un calcio alla testa di Damiano mentre era a terra... ma l’ha do&amp;shy;sato, come a calcio quando si fa il cucchiaio? ».  O ancora, e infine, rivolto a Tomic dopo l’ennesi&amp;shy;mo “non ricordo”: « È inquietante che lei abbia un “black-out” sui fatti. Una persona normale, se arrestata poche ore dopo un avvenimento come quello accaduto a lei, non farebbe altro che pensa&amp;shy;re a quello che ha fatto ».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Minacce ai parenti di un imputato ‘La pagherete!’. Interviene la polizia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Momenti di grande tensione, nella pausa pomeridiana del pro&amp;shy;cesso, a causa di un incontro ravvicinato fra un uomo che assi&amp;shy;steva al dibattimento – vista la selezione effettuata dalla poli&amp;shy;zia, dovrebbe trattarsi del parente di uno dei tre accusati – e i familiari più stretti di Ivica Grgic, uno dei due ragazzi accusa&amp;shy;ti di omicidio intenzionale. Stando a quanto riferito da Radio Fiume Ticino, l’uomo ha aggredito verbalmente i congiunti di Grgic minacciandoli a voce alta di « fargliela pagare » . Una mi&amp;shy;naccia che ha ovviamente inquietato chi se l’era sentita rivol&amp;shy;gere. I familiari di Grgic hanno immediatamente chiamato in causa gli agenti dell’apparato di sicurezza chiedendo loro di intervenire. Ciò che in effetti è stato fatto: all’uomo, gli agenti hanno chiesto di mantenere la calma, consentendogli per altro di continuare ad assistere al processo ( cosa che ha fatto senza più creare problemi). Una situazione che la dice lunga sul ri&amp;shy;sentimento e sulle questioni irrisolte covate da un processo delicato come questo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’accordo con le parti per le riprese è stato raggiunto ieri in serata&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’aula è troppo piccola? Da domani per il pubblico videocollegamento con una sala attigua&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un processo pubblico a cui il pubbli&amp;shy;co non ha accesso. Lo abbiamo già scritto ieri e lo ribadiamo oggi. La sala del Pretorio, dove in questi gior&amp;shy;ni sono riunite le Assise criminali di Locarno, è troppo piccola; nello spa&amp;shy;zio riservato a chi vuole assistere al procedimento entrano appena i pa&amp;shy;renti della vittima, quelli dei tre im&amp;shy;putati e i giornalisti. In totale meno di una cinquantina di persone. Quasi altrettante sono costrette a restare fuori. Ma da domani le cose cambie&amp;shy;ranno.  Ieri, prima dell’inizio del dibattimen&amp;shy;to, gli agenti hanno ripetuto il ‘ceri&amp;shy;moniale’ inventato il giorno prece&amp;shy;dente: prima entrano i parenti poi i rappresentanti dei media. Rari i posti rimanenti per pochi fortunati.  La ‘gaffe’ del Tribunale penale canto&amp;shy;nale, che ha sottovalutato il richiamo che il processo avrebbe avuto sul pub&amp;shy;blico, chiede riparazione. Così la macchina si è messa in moto alla ri&amp;shy;cerca di soluzioni. L’ipotesi discussa ieri è stata quella di un videocollega&amp;shy;mento con una sala vicina. Il locale, con una sessantina di posti, e le appa&amp;shy;recchiature tecniche sono stati trova&amp;shy;ti. Nella pausa di mezzogiorno la Cor&amp;shy;te ha chiesto il consenso alle parti per le riprese con la telecamera. Da tutti è giunto il nullaosta. Tuttavia qualcu&amp;shy;no (un avvocato della difesa) ha posto una condizione: spostare i giornalisti nella sala attigua, obbligandoli a se&amp;shy;guire il processo dal video.  Una mossa che avrebbe comunque creato un nuovo problema: somman&amp;shy;do il pubblico ai parenti (di vittima e imputati) si arriva a un totale di circa 75 persone e i posti, come detto, sono meno di 50. Logico pensare che qual&amp;shy;cuno avrebbe comunque dovuto stare con i giornalisti davanti al televisore. Prima di decidere se montare la tele&amp;shy;camera in aula sono stati consultati alcuni responsabili dei media. A un certo momento era giunta una deci&amp;shy;sione negativa: per soddisfare la con&amp;shy;dizione posta si sarebbe aperto un al&amp;shy;tro fronte di discussione; meglio opta&amp;shy;re per il minore dei mali. Poi, in sera&amp;shy;ta, il dietrofront. La clausola che vin&amp;shy;colava le riprese del processo è stata tolta, come ci ha confermato Giorgio Battaglioni, capo della Divisione del&amp;shy;la giustizia. Il collegamento audio-vi&amp;shy;deo verrà montato al più presto e sarà attivo a partire da giovedì mattina. Resta da capire per quali ragioni un avvocato ha richiesto che fossero i giornalisti a seguire il processo su uno schermo, che per ovvie ragioni dà una visione filtrata rispetto alla presenza in prima persona. Molte sfu&amp;shy;mature, ma anche alcuni momenti importanti del procedimento, sareb&amp;shy;bero andati persi perché avvenuti al di fuori del campo visivo della teleca&amp;shy;mera.  Un suggerimento che avrebbe per&amp;shy;messo di tagliare la testa al toro ci viene dal passato; per la precisione da un altro celebre processo – quello del&amp;shy;l’omicidio Zylla – che fu ospitato nel&amp;shy;la sede della Società elettrica Sopra&amp;shy;cenerina in Piazza Grande, dove lo spazio non manca. S.F.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-2330092436596859492?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/2330092436596859492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/21-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2330092436596859492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2330092436596859492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/21-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='21 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4852825112476537089</id><published>2009-01-22T00:31:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:34:35.918-08:00</updated><title type='text'>20 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LOCARNO Processo per l’omicidio di Damiano Tamagni: tanto pubblico, ma molti restano fuori&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tre giovani bulli pronti a una serata di violenza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di LUCA PELLONI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era tesa sin da un’ora prima dell’inizio del dibat&amp;shy;timento l’atmosfera al palazzo del Pretorio di Lo&amp;shy;carno, dove ieri si è aperto il processo a carico di Ivica Grgic, Marko Tomic e Ivan Jurkic, accusati di aver concorso nell’omicidio di Damiano Tamagni, il giovane di Gordemo (frazione di Gordola) ucci&amp;shy;so a calci e pugni la notte del 1° febbraio 2008, du&amp;shy;rante il carnevale di Locarno. Grgic e Tomic sono accusati di omicidio intenzionale, mentre Jurkic di aggressione, poiché sembra aver smesso di infie&amp;shy;rire sul 22enne prima degli altri. Un’atmosfera te&amp;shy;sa, scaturita sicuramente dalle forti emozioni pro&amp;shy;vate da tutto il Cantone a seguito dell’assurda vio&amp;shy;lenza del 1° febbraio. Moltissima gente si è accal&amp;shy;cata davanti alla porta d’entrata dell’aula del tri&amp;shy;bunale. La stampa era presente in massa, ma tan&amp;shy;ti anche i semplici “curiosi”. Ad attendere l’inizio del processo, in corridoio, c’erano ovviamente an&amp;shy;che la mamma, il papà, lo zio e numerosi amici di Damiano. Non mancavano neppure molti paren&amp;shy;ti e amici dei tre accusati. Non tutti hanno potuto assistere al dibattimento: l’aula è infatti troppo pic&amp;shy;cola per poter accogliere un così grande numero di persone. Subito uno screzio tra un cameraman e una persona che attendeva fuori dall’aula. Ma il tutto si è risolto con il buon senso. Facce tese, an&amp;shy;che qualche lacrima prima e durante il processo. A testimoniare ancor di più quanto un gesto assur&amp;shy;do, durato pochi secondi, abbia sconvolto per sem&amp;shy;pre la vita di molti. Damiano non c’è più. E i suoi parenti lo piangono. Ma anche le famiglie dei tre accusati sono state turbate irrimediabilmente. Co&amp;shy;sì, ieri il giudice Mauro Ermani ha iniziato il pro&amp;shy;cesso mettendo a nudo la vita dei tre ragazzi di ori&amp;shy;gine balcanica. Il presidente delle Assise crimina&amp;shy;li di Locarno ha enumerato, leggendoli, parecchi passaggi di testimonianze rilasciate da amici o da&amp;shy;tori di lavoro dei tre. Ascoltati in aula anche altret&amp;shy;tanti testi, per delineare, sentendo parole dal vivo, le personalità degli accusati. Nel pomeriggio si so&amp;shy;no poi ricostruite le ore e gli attimi che hanno pre&amp;shy;ceduto il pestaggio letale. Analizzati pure i proble&amp;shy;mi di comportamento degli imputati durante l’inchiesta, quando si trovavano in carcere. Oggi si riprenderà con la ricostruzione dell’aggressione, della fuga e dell’arresto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’incontro con il Vescovo : Momento toccante&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni successivi all’arresto, i tre im&amp;shy;putati hanno ricevuto la visita del Vesco&amp;shy;vo di Lugano Pier Giacomo Grampa. Tutti e tre sono cattolici, come confermato ie&amp;shy;ri in aula. Un incontro profondamente commovente, che ha lasciato il segno. Ma, forse, non in tutti. «Ero molto emoziona&amp;shy;to », racconta Ivan Jurkic. «All’inizio non riuscivo a parlare di quanto accaduto. Ma con il Vescovo sono finalmente aperto. Lui mi ha detto di continuare a credere in Dio e di essere sincero». «L’ho visto per po&amp;shy;co tempo, perché finalmente potevo in&amp;shy;contrare anche la mia famiglia», ha inve&amp;shy;ce esordito Ivica Grgic. «Mi sono commos&amp;shy;so. Io pregavo già in carcere. Il Vescovo mi ha incitato a non perdere la fede. Così ho pregato anche per Damiano e per l’enor&amp;shy;me sbaglio che ho commesso». Meno coinvolto, almeno a parole, Marko Tomic. «Abbiamo parlato un po’ di quanto acca&amp;shy;duto. Il Vescovo mi ha detto di credere nel Signore e di essere onesto», si è limitato a commentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I momenti prima della tragedia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un venerdì apparentemente nor&amp;shy;male. Tutti al lavoro e poi, alla sera, il Carnevale di Locarno. Jurkic e Grgic si ritrovano per la Stranociada. Prima però, una tappa per rifornirsi di ma&amp;shy;rijuana. Alle 20.45 s’incontrano con To&amp;shy;mic, con una cassa di birra, sopra il “muraglione”, in Piazza Castello. Con loro, una ventina di ragazzi. Si beve e si fuma uno spinello (non Tomic). Gr&amp;shy;gic ha detto: «Il primo che mi tocca o mi rompe le scatole, stasera lo ammaz&amp;shy;zo ». Una frase agghiacciante, origina&amp;shy;ta da precedente screzio al carnevale di Tesserete. «Parole davvero brutte, dette così per vantarmi. Ma non ave&amp;shy;vo l’intenzione di combinare nulla di simile», ha commentato Grgic su ri&amp;shy;chiesta del giudice. Tanto che, quan&amp;shy;do Tomic gli chiese: «chi picchiamo stasera?», lui rispose: «Nessuno». For&amp;shy;se solo parole. Ma il sintomo di una violenza connaturata alla loro vita. To&amp;shy;mic, però non ricorda questa doman&amp;shy;da. Come non ricorda molti particola&amp;shy;ri: «È passato molto tempo». Fatto che ha irritato il giudice Ermani: «Sei in car&amp;shy;cere da quasi un anno. Dovresti avere avuto il tempo di riflettere. Spero che la memoria ti torni ora». Alla Stranociada i tre visitano diversi capannoni. Bevono ancora qualche birra. Non eccessivamente: all’arresto infatti solo Grgic presenta un tasso al&amp;shy;colico significativo (stimato tra 1,68 e 3,18 per mille), mentre negli altri due non c’era più traccia delle birre. Poco prima delle 23.40 si trovano nel capan&amp;shy;none centrale. Qualcuno rompe un fi&amp;shy;lo su cui erano appese delle maglie del FC Locarno. E Jurkic ne ruba una, in&amp;shy;dossandola. Il seguito della tragica vi&amp;shy;cenda sarà oggetto del dibattimento odierno. Ma in aula è già emerso che, dopo il pestaggio letale, i tre si sono fer&amp;shy;mati al capannone centrale per bere ancora una birra. Poi Jurkic è rientra&amp;shy;to a casa, mentre gli altri due hanno proseguito la festa al carnevale di Bel&amp;shy;linzona. Come se nulla fosse, verosi&amp;shy;milmente ignari della gravità del loro gesto. Parallelamente anche Damiano Tama&amp;shy;gni, ha preparato la sua sera alla Stra&amp;shy;nociada. Il giudice Mauro Ermani ha letto delle testimoniante di amici del giovane di Gordola. Truccato da “Emo”, Damiano ha iniziato la serata poco do&amp;shy;po le 20 nella sala del Drago Rosso, in via Borghese. Qualche bibita, anche al&amp;shy;colica, ma senza eccedere. Damiano non esagerava mai. Poi verso le 23.15 si sposta con degli amici verso Piazza Sant’Antonio, sede del capannone centrale. I tre imputati non conoscevano Da&amp;shy;miano. L’hanno confermato in aula. Al&amp;shy;lora il giudice ha letto loro delle testi&amp;shy;monianze che hanno inquadrato la vit&amp;shy;tima. Ligio al dovere, simpatico, dispo&amp;shy;nibile, altruista, studioso e impegnato. Insomma, una brava persona. «Ecco, ora sapete chi era Damiano», ha det&amp;shy;to il giudice rivolgendosi a tre imputati.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Collusione in carcere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Durante l’inchiesta, i tre imputati non avrebbero dovuto venire in contatto tra loro. Ma nei corridoi, durante gli spo&amp;shy;stamenti per l’ora d’aria o per gli inter&amp;shy;rogatori, sono riusciti a parlarsi. «Po&amp;shy;che parole», ammette Tomic. «Con che scopo?», ha chiesto Ermani, rispon&amp;shy;dendo egli stesso: «Avevate paura di quello che sarebbe emerso». Il proble&amp;shy;ma è stato sollevato in uno scambio epistolare tra la procuratrice pubblica Rosa Item e il direttore della Farera. I tre si sono incontrati fugacemente an&amp;shy;che con il minorenne implicato nella rissa del 1° febbraio. Tant’è che Tomic è stato spostato alla Stampa, in isola&amp;shy;mento, per impedire che “inquinasse delle prove”. Ma Tomic non ci sta. E ini&amp;shy;zia a scrivere a più riprese ai Procura&amp;shy;tori Marco Villa e Rosa Item asseren&amp;shy;do di avere informazioni su 11 furti av&amp;shy;venuti nel Locarnese e anche su alcu&amp;shy;ni colpi programmati. Proponeva informazioni in cambio del ritorno al&amp;shy;la Farera. Voleva girare la situazione a suo favore, trasformandosi in un infor&amp;shy;matore, come nei film americani. «Ero disperato», si è giustificato Tomic. Pu&amp;shy;re Jurkic è finito in isolamento alla Stampa, ma non si è lamentato. Men&amp;shy;tre Grgic si è fatto spostare oltre Got&amp;shy;tardo, più vicino alla madre che nel frattempo si è trasferita in Svizzera in&amp;shy;terna.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inchiesta parallela e veleni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Non mi fido della polizia: voglio apri&amp;shy;re un’inchiesta parallela». Questa una frase del padre di Marko Tomic letta in aula dal presidente. Altri veleni sulla vit&amp;shy;tima e sulla famiglia di Damiano sono invece stati sparsi dalla sorella di Tomic su un blog in internet. Solo calunnie, ha sottolineato Ermani, cancellando ogni dubbio sull’integrità della famiglia Tamagni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I colpi fatali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nell’atto d’accusa poche frasi, nel freddo linguaggio legale, racchiudono i momenti centrali dell’aggressione. Se&amp;shy;condo la ricostruzione del magistrato, Ivan Jurkic aggredisce per primo Tama&amp;shy;gni, «spintonandolo in maniera forte e a diverse riprese». Tomic e Grgic lo «affiancano subito» con pugni al viso. Poi i primi calci allo stinco, all’addome e al fianco. C’è anche il quarto giova&amp;shy;ne (il minorenne processato in sepa&amp;shy;rata sede), che tira un calcio alle costo&amp;shy;le e poi si allontana. Damiano cade a terra. Tutti e tre «lo col&amp;shy;piscono con calci al busto e agli arti» e lui si rannicchia per proteggersi. Jurkic si placa. Tomic e Grgic «gli sfer&amp;shy;rano calci in testa e al collo». Damia&amp;shy;no perde conoscenza. Sono colpi mi&amp;shy;rati, micidiali. «Tali – sempre secondo l’atto d’accusa – da causargli la lacera&amp;shy;zione dell’arteria vertebrale sinistra in&amp;shy;tracranica, con emorragia cerebrale che ne ha determinato il decesso».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Messe a nudo le personalità degli accusati&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre giovani come molti. Con alle spalle alcune “bravate” e un paio di epi&amp;shy;sodi più gravi. Sufficienti per portare queste tre vite a incrociarsi con l’esi&amp;shy;stenza di Damiano Tamagni in manie&amp;shy;ra così violenta e tragica? È quanto ha cercato di stabilire la corte, ricostruen&amp;shy;do la vita degli imputati. Marko Tomic è nato in Bosnia 19 anni fa e ha otte&amp;shy;nuto la cittadinanza svizzera nel 2003. Dalle testimonianze raccolte tra cono&amp;shy;scenti, amici e colleghi emerge un ca&amp;shy;rattere ambivalente. Discreto appren&amp;shy;dista montatore («Se l’avessero libera&amp;shy;to prima del processo l’avrei tenuto», ha detto il suo ex datore di lavoro), ma soprattutto stimato arbitro di calcio. «Era considerato tra i migliori del locar&amp;shy;nese – ha confermato un compagno di spogliatoio – affidabile e disponibile. Capace di tenere i nervi saldi quando intorno piovono solo critiche». Un esempio di etica sportiva, ma, tolta la giacchetta nera, la sera, in giro con i due amici, si trasformava in attacca bri&amp;shy;ghe arrogante. «Un gran fifone quan&amp;shy;do da solo, ma spavaldo e aggressivo in compagnia. Un bullo», secondo al&amp;shy;cuni amici e conoscenti. Sul suo telefo&amp;shy;nino sono stati trovati diversi filmini di pestaggi presi da internet. Tomic in au&amp;shy;la ha ridimensionato: «Non ricordavo neanche di averli. Non mi piace la vio&amp;shy;lenza ». Nella nel cellulare anche un fil&amp;shy;mino di pornografia dura. Da qui l’ac&amp;shy;cusa per pornografia. Ivica Grgic, 23 anni, croato, nato a Lo&amp;shy;carno nel 1986 (in attesa della cittadi&amp;shy;nanza, chiesta prima dei fatti in esa&amp;shy;me), una famiglia disgregata alle spal&amp;shy;le. In particolare un pessimo rappor&amp;shy;to con il padre, ma un forte legame con madre e sorella. Ha imparato a fare l’imbianchino ma sul lavoro era lento e svogliato (è stato anche licenziato). Soprannominato in compagnia “Spu&amp;shy;gna”, ha ammesso di avere avuto un problema con l’acool, ma di averlo ri&amp;shy;solto prima del febbraio 2008. Passio&amp;shy;ni vere poche. Più che altro gli amici e quel modo di fare da galletto, spalleg&amp;shy;giandosi a vicenda con Tomic. Raccon&amp;shy;tava volentieri storie di risse. «Solo per vantarmi», si è difeso in aula. Come per Tomic gli episodi accertati sono pochi, ma ci sono. Come la zuffa al carneva&amp;shy;le di Maggia nel 2007, quando Grgic spinse a terra una ragazza. Non sono mancate testimonianze a fa&amp;shy;vore, amici e conoscenti che dipingo&amp;shy;no Tomic e Grgic come «ragazzi nor&amp;shy;mali ». Non cercavano la rissa ogni se&amp;shy;ra. Tra i testi un barista del Bar Sport: «Non ho mai visto Tomic implicato nel&amp;shy;le zuffe che capitano davanti al loca&amp;shy;le ». Infine Ivan Jurkic, 20 anni, nato in Bo&amp;shy;snia. «Un giovane tranquillo – è stato testimoniato – che frequentando gli al&amp;shy;tri due ha iniziato a rovinarsi». Apprez&amp;shy;zato sul lavoro (meno durante l’ap&amp;shy;prendistato, quando venne duramen&amp;shy;te richiamato perché insofferente all’at&amp;shy;tività scolastica), era dipendente alla Migros di Minusio. «Una seconda fa&amp;shy;miglia », ha definito i colleghi, dai qua&amp;shy;li era considerato «educato, non certo un violento». Dava anche una mano in macelleria. Una famiglia stabile e nes&amp;shy;sun precedente. (M.V.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il commento&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quando dietro il branco si nasconde la debolezza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di STEFANO LAPPE*&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, durante il processo è emerso l’“ef&amp;shy;fetto branco” che - creando un apparente “coraggio” nelle persone, le incita a colpire, sentendosi quasi invincibili. Mi sono chie&amp;shy;sto molte volte, uscendo la sera, come mai tanti giovani si sentono così protetti dal branco, dalla banda, che molto spesso identificano come la propria famiglia. Questo atteggiamento è tipico delle perso&amp;shy;ne deboli e in un certo senso sole (per mo&amp;shy;tivi famigliari o di scelta propria) che, inve&amp;shy;ce di isolarsi, si comportano in modo oppo&amp;shy;sto, unendosi ad altri per sentirsi più forti. Penso che non esistano soggetti violenti di nascita, ma è la presenza di sedicenti ami&amp;shy;ci che si spronano l’un l’altro a togliere la paura, costringendo un giovane ad emula&amp;shy;re una condotta negativa. Dalle testimonianze giuntemi in diverse oc&amp;shy;casioni, credo di poter affermare che il bran&amp;shy;co - mostrando la vera origine animalesca che ne dimostra la brutalità - crea un 'ef&amp;shy;fetto film', il ragazzo (o la ragazza!) si sen&amp;shy;te perciò come prigioniero di un copione che non vuole seguire e al contempo si sen&amp;shy;te libero, forte e coraggioso. Compie atti vandalici per gioco, non si ren&amp;shy;de conto delle conseguenze delle sue azio&amp;shy;ni, poiché - come in un filmato - si potrà si&amp;shy;curamente tornare indietro. Invece non è così. Solo in seguito queste persone si ac&amp;shy;corgono delle ripercussioni dei loro gesti e della gravità di certi atteggiamenti. Il branco per di più è un nascondiglio, in quanto si è “uno dei tanti” e di conseguen&amp;shy;za, forse inconsciamente, si crede di non do&amp;shy;ver assumere tutte le responsabilità di un determinato fatto. Stiamo parlando di persone che si lasciano condizionare molto facilmente e - siccome non hanno veri e propri punti di riferimen&amp;shy;to - li cercano sulla strada. Come probabilmente anche nel caso degli imputati di questo processo, si tratta quin&amp;shy;di di giovani facilmente “incendiabili”, so&amp;shy;prattutto se presi in gruppo. Fino a che pun&amp;shy;to può arrivare questa adrenalina da bran&amp;shy;co? È difficile a dirsi e non spetta natural&amp;shy;mente a me decidere; così come non è nem&amp;shy;meno mio compito, bensì quello degli in&amp;shy;quirenti, stabilire se nel caso dei tre indaga&amp;shy;ti (o quattro, contando pure il minorenne) si trattasse di un branco oppure no. Concludo con una citazione del poeta e sag&amp;shy;gista statunitense Gary Snyer, che secondo me riassume in modo efficace il contenu&amp;shy;to del presente testo: «L’uomo che ha l’ani&amp;shy;ma del lupo / conosce il dominio di sé / del lupo; esecuzioni e stragi senza scopo / non sono l’opera di lupi e aquile / ma l’opera di pecore isteriche». * Studente IV Liceo Collegio Papio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4852825112476537089?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4852825112476537089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/20-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4852825112476537089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4852825112476537089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/20-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='20 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-1357325205889773661</id><published>2009-01-22T00:25:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:30:53.917-08:00</updated><title type='text'>20 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Damiano? «Non lo conoscevamo!»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;In aula da ieri, i tre imputati del delitto Tamagni iniziano a dare la loro versione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSÌ È STATO MASSACRATO&lt;br /&gt;Cosa accadde quella tragica notte secondo l’accusa&lt;br /&gt;Omicidio intenzionale per Ivi&amp;shy;ca Grgic e Marko Tomic, aggres&amp;shy;sione per Ivan Jurkic:questi i rea&amp;shy;ti principali a carico dei tre im&amp;shy;putati da ieri in aula alle Crimi&amp;shy;nali di Locarno. Nell’atto d’accu&amp;shy;sa la pp Rosa Item ricostruisce co&amp;shy;sì quella tragica notte del 1. feb&amp;shy;braio 2008. Verso le 23.40 Ivan Jurkic per primo si dirige contro Damiano Tamagni, lo spintona in maniera forte a diverse ripre&amp;shy;se colpendolo con calci al busto e agli arti anche quando era a terra. A questo suo agire violento si uni&amp;shy;sce pure il minorenne, anche lui arrestato nel corso dell’inchiesta e che sarà oggetto di un procedi&amp;shy;mento disgiunto, che colpisce Damiano Tamagni con un pugno al braccio sinistro. Dal canto loro Ivica Grgic e Mar&amp;shy;ko Tomic, dopo aver visto l’ag&amp;shy;gressione di Tamagni, a loro vol&amp;shy;ta si avventano sul malcapitato. In particolare Marko Tomic lo col&amp;shy;pisce con un pugno al viso e Ivica Grgic con un altro pugno alla ma&amp;shy;scella. Tomic sferra quindi al po&amp;shy;veretto un calcio allo stinco e uno nella zona tra la pancia e la co&amp;shy;scia. Intanto anche il minorenne continua a infierire sulla vittima colpendola con un calcio al bas&amp;shy;so fianco sinistro, tra le costole e la coscia. Damiano Tamagni og&amp;shy;getto di questa ripetuta violenza è oramai a terra e mentre giace inerme al suolo i tre imputati con&amp;shy;tinuano a colpirlo con calci al bu&amp;shy;sto e agli arti. In un tentativo qua&amp;shy;si disperato di difesa Tamagni si rannicchia e con le braccia tenta di proteggersi come può. È a questo momento che Grgic e Tomic gli sferrano calci diretti al capo finché il poveretto rimane oramai immobile. Grgic a questo punto si sposta appositamente all’altezza della testa e gli sferra ancora un calcio mirato al capo, cosa che fa anche Tomic colpen&amp;shy;dolo con un altro calcio nella par&amp;shy;te sinistra della testa lasciandolo immobile a terra con gli occhi sbarrati e rivolti all’indietro. Quindi, unitamente a Jurkic, i due si allontanano incuranti della sor&amp;shy;te della vittima, nell’intento di non essere identificati. Come detto, questa appena espo&amp;shy;sta è la ricostruzione che la pro&amp;shy;curatrice pubblica Rosa Item, che ha condotto l’inchiesta, ha fatto nell’atto d’accusa. Starà ora al processo avviato ieri stabilire se quanto ipotizzato dal&amp;shy;la pp corrisponde a ciò che effet&amp;shy;tivamente si è verificato quella tragica, triste quanto squallida notte dove una festa si è trasfor&amp;shy;mata in una tragedia immane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA CORTE E LE PARTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La sentenza attesa nei primi giorni di settimana prossima È presieduta dal giudice Mau&amp;shy;ro Ermani la Corte delle Assise criminali di Locarno chiamata a giudicare Ivica Grgic, Marko To&amp;shy;mic e Ivan Jurkic. Per i primi due l’accusa principale è di omicidio intenzionale, per il terzo di ag&amp;shy;gressione per la morte del 22en&amp;shy;ne di Gordola Damiano Tama&amp;shy;gni, massacrato di botte nella notte del 1. febbraio 2008 duran&amp;shy;te il carnevale locarnese. Giudici a latere sono Chiarella Rei-Fer&amp;shy;rari e Luca Zorzi. Gli assessori giurati: Fabio Borsari, Emma Galfetti, Linda Keller-Starnini (supplente), Angelo Ponti, Do&amp;shy;menico Prandi (supplente), Li&amp;shy;liana Richner e Doris Roggia. Segretaria: Barbara Maspoli. Il dibattimento apertosi ieri pro&amp;shy;seguirà oggi con l’istruttoria che ricostruirà quanto avvenuto quel&amp;shy;la sera in Città Vecchia a Locar&amp;shy;no. Domani è prevista la presen&amp;shy;tazione delle perizie (una dell’ac&amp;shy;cusa, una della parte civile e una della difesa), mentre da giovedì si inizierà con la requisitoria del&amp;shy;la pp Rosa Item e delle arringhe dei difensori, gli avv. Luca Mar&amp;shy;cellini (legale di Jurkic), Yasar Ravi (patrocinatore di Tomic) e Francesca Perucchi (legale di Grgic). La famiglia Tamagni è rap&amp;shy;presentata dall’avv. Diego Olgia&amp;shy;ti. La sentenza è attesa per i primi giorni della prossima settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;È LA SERA DEL 1. FEBBRAIO 2008: IL CARNEVALE STA PER INIZIARE&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Il primo che rompe lo ammazzo»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Stasera il primo che mi tocca lo ammazzo», «Chi picchiamo questa sera?»:è sull’onda di que&amp;shy;ste «sparate» che è partita quella tragica serata del 1. febbraio del&amp;shy;lo scorso anno al muraglione sot&amp;shy;to la Magistrale dove Ivica Grgic, Marko Tomic e Ivan Jurkic si sono ritrovati, con un gruppo di altri amici, per andare al carnevale lo&amp;shy;carnese che si svolgeva a pochi passi in Città Vecchia. I tre ave&amp;shy;vano fissato in precedenza il pun&amp;shy;to di ritrovo e si erano organizza&amp;shy;ti, acquistando una cassa di birra, per la serata. È quanto hanno ini&amp;shy;ziato a raccontare ieri nelle ulti&amp;shy;me battute della prima giornata processuale che, per il resto del&amp;shy;la giornata, è stata in particolare dedicata a meglio conoscere i tre imputati (vedi testo a lato). Dal muraglione il terzetto ha poi raggiunto il capannone principa&amp;shy;le della «Stranociada» e da lì è ini&amp;shy;ziato il pellegrinaggio fra le varie tendine allestite per animare il carnevale. Nel frattempo, Grgic e Jurkic si erano fumati anche uno spinello e bazzicando da un ca&amp;shy;pannone all’altro alle birre già be&amp;shy;vute in precedenza dai tre se ne sono aggiunte altre. Va comun&amp;shy;que detto che al momento in cui i giovani sono stati arrestati il te&amp;shy;nore di alcool rilevato non è ri&amp;shy;sultato tale da evidenziare una particolare sbornia. Una serata, come detto, partita sull’onda di affermazioni piutto&amp;shy;sto pesanti che ieri in aula, a do&amp;shy;manda esplicita del giudice, so&amp;shy;no state sminuite da chi le ha pro&amp;shy;nunciate (Grgic in particolare e Tomic), osservando come si trat&amp;shy;tasse solo di esternazioni senza intenzioni concrete, una sorta di vanteria di quanto si potrebbe ar&amp;shy;rivare a fare, ma non certo con l’intenzione di sopingersi fino a quel punto. Intanto, mentre da una parte del&amp;shy;la città ci si stava organizzando in questo modo per partecipare al carnevale, dall’altra, a poche cen&amp;shy;tinaia di metri di distanza, un altro gruppetto di amici si stava pian piano ritrovando, nella sede del Drago Rosso in Piazza S. Antonio, punto d’incontro stabilito da que&amp;shy;sti giovani. Una ventina quelli che hanno condiviso l’appuntamen&amp;shy;to, fra i quali Damiano Tamagni che, come i suoi compagni, è giunto mascherato da Emo (ispi&amp;shy;randosi al punk rock in tema col soggetto scelto dal gruppetto). Co&amp;shy;me ogni festa di carnevale che questi amici avevano già trascor&amp;shy;so assieme, un loro sito internet ne avrebbe raccolto il meglio. Co&amp;shy;me stavolta sarebbe andata a fini&amp;shy;re purtroppo nessuno lo poteva immaginare e cosa sia effettiva&amp;shy;mente successo sarà appunto al centro della giornata dibattimen&amp;shy;tale odierna dove i tre imputati, che hanno comunque già dichia&amp;shy;rato che non conoscevano Tama&amp;shy;gni, saranno chiamati a spiegare il motivo del violento pestaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;CHI SONO GLI IMPUTATI ALLA SBARRA?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tre giovani uniti da un’amicizia che si è fatta pericolosa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presi singolarmente potrebbe&amp;shy;ro forse anche risultare innocui, ma indubbiamente l’amicizia che li accomuna ha determinato un valore aggiunto negativo, trasfor&amp;shy;matosi nell’assurda violenza con cui hanno agito quella triste not&amp;shy;te del carnevale 2008. Marko To&amp;shy;mic, 20.enne, arriva dalla Bosnia Erzegovina a Losone nel ’91 e nel 2003 diventa cittadino svizzero. Intraprende una formazione di montatore sanitario, ma sui po&amp;shy;sti di lavoro è arrogante e male&amp;shy;ducato. L’ex-ragazza lo dipinge come «sempre pronto a fare a botte, minaccioso e violento quando beve». Anche gli amici lo giudicano uno «sbruffone, ag&amp;shy;gressivo comunque solo quando è in gruppo». Buoni i rapporti con la sua famiglia, che durante l’in&amp;shy;chiesta farà di tutto per sostener&amp;shy;lo, quasi rinnegando le sue re&amp;shy;sponsabilità in quanto accaduto. Ivica Grgic, 23.enne nato a Lo&amp;shy;carno (cittadino croato), di for&amp;shy;mazione pittore, ha invece una famiglia difficile:ha problemi col padre da lui ritenuto una sorta di dittatore che maltratta la madre e la sorella. Problemi famigliari che, a suo dire, hanno inciso an&amp;shy;che sulla sua vita lavorativa che è molto incostante. A detta degli amici è «un violento a parole che sa valersi solo con i più deboli». Ivan Jurkic, 21.enne, nasce in Bo&amp;shy;snia Erzegovina e giunto alle no&amp;shy;stre latitudini si fa cittadino sviz&amp;shy;zero. Dal 2003 lavora alla Migros di Minusio, soprattutto nel repar&amp;shy;to macelleria. Ancora oggi i suoi colleghi di lavoro lo rimpiango&amp;shy;no per la sua affidabilità e capaci&amp;shy;tà Gli amici lo definiscono «un bulletto bambinone, che è cam&amp;shy;biato da quando ha iniziato a fre&amp;shy;quentare gli altri due amici». La sua famiglia è molto unita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;FRA LA GENTE, IN ATTESA DEL DIBATTIMENTO&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Speriamo che sia un processo educativo»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 8.20. All’inizio del proces&amp;shy;so più atteso dell’anno manca più di un’ora, ma sotto, in strada, nel gelo, davanti al Pretorio, c’è già una persona in attesa. È lo zio di Damiano, don Samuele Tamagni. Mi presento, parliamo un po’. «La violenza», mi dice, «è presente da sempre nel cuore dell’uomo, ma oggi non si distingue più cosa è bene e cosa è male. Speriamo al&amp;shy;meno che questa straziante vi&amp;shy;cenda serva a qualcosa. Speria&amp;shy;mo soprattutto che questo sia un processo educativo».&lt;br /&gt;8.25. Le prime persone, tre gio&amp;shy;vani, arrivano davanti al portone dell’aula penale. Fra loro c’è Gia&amp;shy;como Sciaroni, segretario della Fondazione Damiano Tamagni. Gentilmente un agente fa presen&amp;shy;te che l’ingresso al pubblico è an&amp;shy;cora vietato. Lo resterà a lungo. Dieci minuti dopo, sul pianerot&amp;shy;tolo c’è già una piccola folla. Tan&amp;shy;ti giovani. «Come stai?», «Bene». Sorrisi, ma la tensione è eviden&amp;shy;te. È chiaro che tutti sarebbero stati più contenti d’incontrarsi al&amp;shy;trove.&lt;br /&gt;8.36. Un portone si apre, ma è quello della parte riservata alla Corte, agli imputati e ad accusa e difesa.&lt;br /&gt;8.55. Arriva il giudice Ermani, se&amp;shy;guito dall’avv. Ravi. Intanto è arri&amp;shy;vata la stampa, anche confedera&amp;shy;ta. E poco dopo giungono i primi famigliari degli imputati.&lt;br /&gt;Ore 9. Sul pianerottolo non ci si sta più: la gente preme per entra&amp;shy;re, ma è già chiaro che non ci sa&amp;shy;rà posto per tutti. E infatti un agente annuncia che «dovremo fare una cernita». Ma ancora non apre. E l’attesa aumenta.&lt;br /&gt;9.03. Finalmente, i primi a en&amp;shy;trare sono i famigliari di Damia&amp;shy;no, comprensibilmente tesi. La porta si richiude, tre agenti fan&amp;shy;no da filtro. La riaprono, dopo quasi un quarto d’ora, per far entrare i primi parenti degli im&amp;shy;putati.&lt;br /&gt;9.17. Viene chiamata la stampa scritta. «Quell’altra no?», è l’im&amp;shy;mediata reazione a più voci. Tut&amp;shy;to però avviene in maniera paca&amp;shy;ta. Qualche protesta, da parte di chi viene tenuto fuori, c’è, ma nessuno alza la voce. C’è nell’aria una sorta di sacralità che non va infranta.&lt;br /&gt;9.21. Fotografi e cameramen pos&amp;shy;sono entrare a riprendere la Cor&amp;shy;te. Gli imputati non ci sono an&amp;shy;cora.&lt;br /&gt;9.28. Dietro chi è stato lasciato entrare (famigliari e giornalisti, sostanzialmente) il portone si ri&amp;shy;chiude. Sono meno di una cin&amp;shy;quantina di persone: almeno al&amp;shy;trettante sono rimaste fuori. Di nuovo qualche protesta: «Qual&amp;shy;cuno della Fondazione deve poter entrare!». Ma per finire nessuno degli amici di Damiano che fan&amp;shy;no parte della Fondazione costi&amp;shy;tuita in sua memoria potrà pre&amp;shy;senziare all’inizio del processo. Fra le persone chiuse fuori, an&amp;shy;che alcuni giornalisti.&lt;br /&gt;9.30. All’ora fissata per l’inizio del dibattimento si richiude anche l’altro portone: ma gli imputati non ci sono ancora.&lt;br /&gt;9.33. Cine-e foto reporter vengo&amp;shy;no fatti uscire dall’aula. Le tele&amp;shy;camere vengono fatte spegnere: non meno di sei agenti in divisa controllano che l’ordine sia stato eseguito e presidiano la zona.&lt;br /&gt;9.34. Attentamente scortato en&amp;shy;tra il primo imputato: è Ivan Jur&amp;shy;kic. Due minuti dopo tocca a Marko Tomic; passa un altro mi&amp;shy;nuto ed ecco Ivica Grgic.&lt;br /&gt;Sono le 9.37. Mentre il portone si ri&amp;shy;chiude, si sente suonare il cam&amp;shy;panello. Chi è rimasto fuori fatica a scia&amp;shy;mare. Diverse persone restano lì, chi impietrito, chi semplicemen&amp;shy;te incredulo («Ma non potevano pensarci prima che sarebbe arri&amp;shy;vata così tanta gente?»). Ma an&amp;shy;cora nessuno alza la voce: c’è una sorta di sacralità, appunto. Tornando in ufficio mi scopro a pensare (perché questo stupore?) che in nessun momento, da nes&amp;shy;suno dei presenti, ho sentito fra&amp;shy;si razziste, nè commenti impron&amp;shy;tati all’odio o alla vendetta. Nes&amp;shy;suno chiede vendetta. Tutti si aspettano che Damiano abbia giustizia.&lt;br /&gt;PAGINA A CURA DI LUCA CONTI E MAURO EURO&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-1357325205889773661?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/1357325205889773661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/20-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/1357325205889773661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/1357325205889773661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/20-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='20 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4991192089783541292</id><published>2009-01-22T00:22:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:30:47.164-08:00</updated><title type='text'>20 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;‘Il primo che mi tocca lo ammazzo’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Emersi i propositi bellicosi di Ivica Grgic la sera del delitto di Damiano al carnevale di Locarno Nella prima giornata di dibattimento alle Criminali un profilo dei tre imputati e qualche notizia dal carcere&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Stasera il primo che mi tocca o mi rompe le palle lo ammaz&amp;shy;zo ». Potrebbe costare molto cara, a Ivica Grgic, la frase pronunciata di fronte agli amici il 1° febbraio 2008 sul “muraglione” sotto la Magi&amp;shy;strale di Locarno, pochi minu&amp;shy;ti prima di “affrontare” con Marko Tomic e Ivan Jurkic la lunga notte della Stranocia&amp;shy;da in Città Vecchia. « L’ho detto – ha riconosciuto Grgic – ma era solo per vanteria, non c’era nessun fine particolare ». Una vanteria non del tutto priva di significato, gli ha fatto notare il giudice Mauro Ermani, se è vero come è vero che Grgic pochi giorni prima, con la stessa maglia della Nazionale croata che indossava a Locar&amp;shy;no, aveva litigato con una ra&amp;shy;gazza che ne aveva criticato l’abbigliamento al termine del carnevale di Roveredo; e che la stessa sera, sempre a Rove&amp;shy;redo, aveva sfiorato la rissa, per futilissimi motivi, con un altro giovane all’entrata di una tendina. « Che necessità c’era di rimettere per il carne&amp;shy;vale di Locarno la maglietta croata sapendo che poteva su&amp;shy;scitare i commenti di qualche testa calda? », gli ha chiesto il giudice. Una domanda crucia&amp;shy;le rimasta senza risposta, se non quella inespressa di una “ricerca dello scontro” per provarne l’ebbrezza. Senza te&amp;shy;nere conto, probabilmente, del possibile tragico esito che ha poi avuto. Processo pubblico ma non per tutti, quello ai tre ragazzi accusati di aver ucciso, il 1° feb&amp;shy;braio 2008 al carnevale di Lo&amp;shy;carno, Damiano Tamagni. Ci sono problemi di spazio, nel&amp;shy;l’aula penale del Pretorio di Lo&amp;shy;carno, così il dibattimento di fronte alle Assise criminali, let&amp;shy;teralmente preso d’assalto da un pubblico mai visto, può es&amp;shy;sere seguito (almeno al matti&amp;shy;no) soltanto dai parenti della vittima e degli imputati, oltre che dal nutritissimo stuolo di giornalisti, giunti anche da fuori cantone. La prima giorna&amp;shy;ta di un processo che dovrebbe durarne 7 effettive ( martedì prossimo è prevista la senten&amp;shy;za) ha consentito al giudice Mauro Ermani di fare la cono&amp;shy;scenza con i tre giovani impu&amp;shy;tati. Ivica Grgic ha 22 anni, è nato a Locarno da genitori croati e si è formato come im&amp;shy;bianchino; Marko Tomic di anni ne ha solo 19, ha doppia cittadinanza croata e svizzera ed è in Ticino fin da piccolo. Esattamente come Ivan Jurkic, classe ‘88, l’unico dei tre rispar&amp;shy;miato dall’imputazione più pe&amp;shy;sante – quella di omicidio in&amp;shy;tenzionale – e che sarà quindi giudicato per aggressione. È stato un triplo approccio foriero di molte informazioni interessanti, quello condotto da Ermani nei confronti degli imputati. Molto legato alla fa&amp;shy;miglia – madre, sorellina pic&amp;shy;cola e fratello – è risultato esse&amp;shy;re Ivica Grgic, ragazzo tutt’al&amp;shy;tro che stupido, di buon poten&amp;shy;ziale ma ciononostante ancora senza un diploma. Molte le op&amp;shy;portunità lavorative sprecate, probabilmente soprattutto a causa di una situazione fami&amp;shy;liare complicata. Di Grgic alcu&amp;shy;ni amici e conoscenti hanno parlato come di un duro, che non si lascia prendere in giro. Per altri, invece, « parla molto ma conclude poco », è estrover&amp;shy;so, tende ad essere violento – specialmente quando beve – ma non è cattivo; è uno che si vanta di menar le mani, che fa lo spaccone, in particolare con i più deboli. A suo carico, oltre a precedenti penali di poco conto per furto di biscotti e per violazione della norme della circolazione stradale, anche un paio di episodi non del tutto chiari al carnevale di Maggia, e un altro paio, come s’è visto, al carnevale di Roveredo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Corte e le parti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Presidente della Corte di Assise criminali di Locarno è il giudi&amp;shy;ce Mauro Ermani. Giudici a la&amp;shy;tere sono Chiarella Rei-Ferrari e Luca Zorzi. La giuria popola&amp;shy;re è composta da Fabio Borsari, Emma Galfetti, Linda Keller&amp;shy;Starnini, Angelo Ponti, Dome&amp;shy;nico Prandi, Liliana Richner e Doris Roggia. Grgic è tutelato da Francesca Perucchi, Tomic da Yasar Ravi e Jurkic da Luca Marcellini. Avvocato della fa&amp;shy;miglia di Damiano, costituitasi parte civile, è Diego Olgiati. Su Jurkic c’è stato poco da dire, e quel poco in positivo: fi&amp;shy;glio e apprendista modello, è stato amatissimo dai colleghi della Migros di Minusio, consi&amp;shy;derati come « una seconda fami&amp;shy;glia » , tanto da aver ricevuto un’accorata lettera scritta dal giovane dopo l’arresto. Ivan non è mai stato coinvolto in risse o in episodi di violenza. Il profilo più dettagliato, an&amp;shy;che se in parte contraddittorio, è quello del più giovane dei tre, Marko Tomic: apprendista in&amp;shy;compiuto come montatore di impianti sanitari, una sequela di esperienze professionali im&amp;shy;mancabilmente terminate con il licenziamento e un carattere non facile in cui sembra emer&amp;shy;gere la tara dell’immaturità. Arbitro di talento, ragazzo estroverso, pauroso quando è da solo e “galletto” se può farsi forte di un gruppo che lo so&amp;shy;stiene, è stato dipinto come gio&amp;shy;vane aggressivo e vendicativo, che non riesce a controllare l’aggressività, esibizionista e raccontaballe, ma anche, da al&amp;shy;tri ( l’ultimo datore di lavoro, un collega arbitro, e un bari&amp;shy;sta, tutti chiamati dall’avvoca&amp;shy;to Yasar Ravi in qualità di te&amp;shy;sti) come ragazzo tranquillo, sincero, affidabile, sempre di&amp;shy;sponibile, per nulla asociale, che, « come arbitro, sapeva dige&amp;shy;rire le critiche e dava spesso pro&amp;shy;va di collegialità ». Lo stesso Tomic che in carce&amp;shy;re, alla Farera, si è fatto ricono&amp;shy;scere sia per aver parlato del&amp;shy;l’inchiesta, senza permesso, con Grgic – tanto da venire trasferito in isolamento alla Stampa – sia per la reiterata, insistente offerta di informa&amp;shy;zioni su furti da altri già com&amp;shy;messi, o ancora da commette&amp;shy;re, fatta all’ex procuratore Marco Villa e alla procuratri&amp;shy;ce titolare dell’indagine, Rosa Item, in cambio di un ritorno alla Farera. « Perché quell’isola&amp;shy;mento non lo reggevo, mi di&amp;shy;struggeva psicologicamente, ed ero nel pallone », si è giustifica&amp;shy;to Tomic con Ermani. Alla Stampa, da ottobre, è anche Jurkic, mentre dopo la chiusu&amp;shy;ra dell’inchiesta ha chiesto e ottenuto un trasferimento a Lenzburg Grgic: per stare vici&amp;shy;no alla madre, che ora vive ol&amp;shy;tre Gottardo. Dunque nella prima giorna&amp;shy;ta ci si è gradatamente avvici&amp;shy;nati al momento del tragico pe&amp;shy;staggio. Si è saputo che gli ag&amp;shy;gressori si erano trovati con gli amici per bere e fumare, poi erano entrati alla Stranociada dove ancora avevano bevuto qualche birra per carburare. Non molto diversa era stata la serata di Damiano, che pure, nella saletta del Drago Rosso in Via Borghese, vestito da Emo come tutto il gruppo di amici, aveva bevuto qualche birra e qualche “ shot” di rum. Poi si era recato in Piazza Sant’Anto&amp;shy;nio. Per gli ultimi istanti di fe&amp;shy;sta della sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;‘Vi racconto la mia vita’. Papà Maurizio dà voce a Damiano&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sul sito della Fondazione il toccante resoconto di un viaggio esistenziale troppo breve Dai primi passi alla promozione ad ufficiale. Fino a quella sera in Città Vecchia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa venire i brividi, la storia di Damiano Tamagni raccontata da papà Maurizio nel sito della Fondazione intitolata al figlio. Fa venire i brividi perché è la sto&amp;shy;ria di ognuno di noi, con quelle foto un po’ ingiallite della mam&amp;shy;ma che ci abbraccia neonati nel letto d’ospedale, e del papà con quello sguardo inconfondibile, emozionato, incredulo di chi sta assaporando la più grande delle gioie. La storia di Damiano Tama&amp;shy;gni inizia il 28 settembre del 1985, di sera tardi, alla Santa Chiara di Locarno. E prende forma nelle immagini che sono state l’infan&amp;shy;zia di tutti noi: il lettino con le sbarre, il sorriso della nonna, l’e&amp;shy;spressione un po’ persa che ci di&amp;shy;pinge il viso quando in casa arri&amp;shy;va un fratellino; o una sorellina, Deborah, nel caso di Damiano. Sono cose così, quelle che rac&amp;shy;contano di noi. Cose semplici e belle, cose forti che ti entrano dentro, che puoi condividere a pelle perche le hai vissute. Sono quelle tappe obbligate in cui sem&amp;shy;plicemente ritroviamo noi stessi. La maglietta con su Topolino. Il primo cagnolino giunto in fami&amp;shy;glia. E il secondo, perché se no soffre di malinconia. La storia prosegue. Il Damia&amp;shy;no dell’asilo è un bambino in&amp;shy;cantevole, bello, pasciuto, di un biondo brillante, con il suo pullo&amp;shy;verino a righe e il biberon nella mano destra. I ricordi di papà Maurizio as&amp;shy;sumono ora un significato parti&amp;shy;colare, struggente, quasi insoste&amp;shy;nibile. Maurizio racconta del sot&amp;shy;tile filo di ironia che univa padre e figlio, un legame esclusivo, inti&amp;shy;mo. Racconta della particolare sensibilità di Damiano, che mol&amp;shy;to presto si avvicina al Drago Rosso e si appassiona ai giochi di ruolo. Giochi per ragazzi intelli&amp;shy;genti, sensibili, che non hanno vergogna ad usare la testa. E lo sport: dallo sci alla palla&amp;shy;canestro, all’unihockey; «Però decisamente non ero tagliato per gli sport di squadra – scrive Maurizio dando voce al figlio –, non avevo uno spirito di competi&amp;shy;zione ». Considerazioni che Mau&amp;shy;rizio permea d’affetto, e che ren&amp;shy;dono Damiano una persona vera, con le sue passioni e le sue debolezze. Passioni come quella ereditata da papà per la subac&amp;shy;quea. C’è il racconto della prima immersione, nel mare di Spa&amp;shy;gna, e sembra di vederlo, il giova&amp;shy;ne Damiano, che osserva l’esper&amp;shy;to Maurizio, e alla fine lo sgrida perché ha dato confidenza ad un polipetto... Da questo battesimo nascerà un sub provetto, che negli anni raccoglierà alcuni brevetti, ed esperienze indimenticabili come quella nel Mar Rosso. Indimenti&amp;shy;cabile anche perché segnerà il primo faccia a muso con lo squa&amp;shy;lo... Scorrendo le pagine Damiano cresce: arriva il computer (e i co&amp;shy;sti di connessione!), gli estenuan&amp;shy;ti “Lan party” con gli amici, spesso in casa sua; quella casa sempre piena di gente, e «devo ammettere – dice in proposito papà come se a parlare fosse Da&amp;shy;miano – che in queste occasioni i miei genitori erano molto tolle&amp;shy;ranti ». Una piccola, affettuosa ti&amp;shy;rata d’orecchi ricordando quei momenti così felici, intensi, che ritraggono stuoli di amici a torso nudo fra i terminali. C’è anche il Damiano in gri&amp;shy;gioverde, nella storia raccontata da Maurizio. Una carriera mili&amp;shy;tare, giunta al traguardo di uffi&amp;shy;ciale, ripercorsa con tanti parti&amp;shy;colari da indicarne l’importan&amp;shy;za che assumeva per il figlio. In una foto, scattata a Weggis, un Damiano in uniforme per la ceri&amp;shy;monia ufficiali tradisce l’emozio&amp;shy;ne del momento, e papà, «che in principio era un po’ scettico», alla fine «era molto fiero di me». E qui è tutto l’orgoglio di Mauri&amp;shy;zio che riaffiora, per stamparsi fra i frammenti di una vita ter&amp;shy;minata davvero troppo presto. Senza dimenticare gli amici: la forza di Damiano. Amici che nelle foto si abbracciano, fanno i buffoni. Quello davanti si sdraia sul gruppo, e gli altri dietro a far&amp;shy;gli le corna con le dita. Gruppi di amici per il bow&amp;shy;ling, il biliardo, le «memorabili feste di compleanno». E i “rave”, la “Streetparade”. E il carneva&amp;shy;le, che «mi piaceva molto». Al&amp;shy;l’ultimo – c’è scritto – «sono stato all’apertura del Rabadan di Bel&amp;shy;linzona, a Roveredo e alla Stra&amp;shy;nociada, mi ero vestito da Emo: personaggi che si truccano lab&amp;shy;bra e unghie di nero, con i capelli neri e lisci che coprono parte del viso, e che hanno un aspetto triste e abbattuto». «Ed è proprio alla Stranocia&amp;shy;da – scrive Maurizio, scegliendo per Damiano parole che sono for&amp;shy;se un modo per salutare piano – che finisce la mia storia. Avevo molti progetti per il mio futuro ma tutto si è fermato a Locarno, in Via Borghese, la sera del pri&amp;shy;mo febbraio 2008. Il destino ha voluto che incontrassi alcuni in&amp;shy;dividui che hanno voluto cam&amp;shy;biare il corso della mia vita per spedirmi a svolgere una missio&amp;shy;ne molto speciale, nel più grande gioco di ruolo dell’universo».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4991192089783541292?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4991192089783541292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/20-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4991192089783541292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4991192089783541292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/20-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='20 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-4577612278803445943</id><published>2009-01-22T00:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:30:26.141-08:00</updated><title type='text'>19 gennaio 2009 - Giornale del Popolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Processo di Locarno/1&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come mai è avvenuto tutto ciò?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di GRAZIANO MARTIGNONI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre oggi a Locarno il processo contro i responsabili della morte del giovane Damiano Tamagni . È il tempo in cui il dolore si ravviva lacerante per la perdita di una giovane innocente vittima, per la violenza che si è scatenata apparentemente senza senso quella notte, per l’orrore che ha attraversato tutta una comunità . Ma al di là del dolore individuale di coloro che ne sono rimasti toccati, un dolore su cui nulla può essere detto se non partecipando in silenzio alla sua profondità , il tempo del processo è anche tempo della lacerazione subita da tutta una comunità , che attraverso la pensosa tranquillità della Giustizia potrà forse essere quietata. Dopo il caos che simili eventi traumatici provocano, capaci di gettarci nello spavento, la Giustizia deve avere in sè, proteggere a volte, la capacità di ritrovare l’Ordine delle cose, dei destini infranti, delle ingiustizie ricevute. Ma tutto ciò ha bisogno di silenzio. Non un silenzio indifferente o distratto, ma pensante. In questi giorni i commenti si sprecheranno inutilmente alla ricerca della verità , quando essa è già perduta e rinchiusa nei momenti di quei gesti di follia, forse irrecuperabile. La Giustizia proverà a legare la responsabilità individuale all’esercizio della libertà , anche quando è governata dal Male o dalla follia di un attimo. A noi spetta riflettere ancora una volta sul come elaborare il lutto, sul cui duro selciato, quella notte, ci ha gettato. Si può passare a lato, come se la cosa non ci interessasse, ci si può accontentare di giudicare e condannare, se così sarà , il colpevole o i colpevoli oppure ci si potrà interrogare, pur nella consapevolezza di non trovare infine una vera riposta, a quali siano, al di là dell’evento stesso, le responsabilità comuni, di cui tutti non possiamo non farci carico. Responsabilità che abitano i dintorni di una semplice e inestricabile domanda: « come mai è stato possibile tutto ciò? » . La domanda è allora non tanto se oggi la violenza giovanile ( ma non solo) è più frequente, ma cosa è cambiato nelle forme e nelle ragioni di questa violenza. Qui la riposta è più facile. Si uccide e si pratica violenza sempre più per un apparente nulla, come se la posta in gioco fosse quella di una sopravvivenza individuale o di “gregge” più profonda e radicale, che la “ violenza banale” sull’altro dovrebbe garantire, almeno per un momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Processo di Locarno/2&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un anno non è passato invano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di STEFANO LAPPE&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo plasma, acquieta, rimuo&amp;shy;ve, chiarisce… ma che effetto ha avu&amp;shy;to sulla morte di Damiano al carne&amp;shy;vale di Locarno? Sicuramente non ne ha cancellato il ricordo, il dolore, la paura, la rabbia... Sentimenti questi che, proprio oggi con l’inizio del processo, riaffiorano con maggiore prepotenza nel cuore di molti di noi, ancora increduli e scossi per quanto è potuto accadere, per la gravità del fatto.&lt;br /&gt;Sentimenti iniziali anche compren&amp;shy;sibilmente negativi, quali odio e vendet&amp;shy;ta, che il tempo ci ha permesso di elabo&amp;shy;rare e di trasformare in “coraggio” di com&amp;shy;battere e soprattutto di cercare soluzioni, per dar voce a quel mondo giovanile ric&amp;shy;co anche di speranze, aspettative, entu&amp;shy;siasmo e sogni per un mondo diverso. So&amp;shy;lo così la morte di un nostro compagno troverà uno spiraglio – seppur minimo – di luce. Se da un lato rivivremo la tristezza di quei giorni, dall’altro il processo ci offrirà nuo&amp;shy;vi stimoli per affrontare ulteriori discus&amp;shy;sioni, nuovi confronti, per porre doman&amp;shy;de, cercare risposte e soprattutto per con&amp;shy;tinuare a riflettere su un tema tanto im&amp;shy;portante e complesso quanto quello del&amp;shy;la violenza giovanile. Una domanda viene spontanea: che co&amp;shy;sa è stato fatto per far sì che tali situazio&amp;shy;ni non possano e non debbano più ripe&amp;shy;tersi? Dal canto mio, quale membro del gruppo di lavoro “Giovani-Violenza-Edu&amp;shy;cazione”, prontamente istituito dal Con&amp;shy;siglio di Stato, posso confermare la dedi&amp;shy;zione e l’impegno del Gruppo nell’elabo&amp;shy;rare le diverse proposte indirizzate al Go&amp;shy;verno e atte ad arginare questo sconcer&amp;shy;tante fenomeno. Come giovane avrei forse desiderato una più veloce concretiz&amp;shy;zazione delle idee nate dalla Commissio&amp;shy;ne, ma mi sono reso conto che per esse&amp;shy;re vagliati ed approvati, i progetti neces&amp;shy;sitano di valutazioni approfondite, riva&amp;shy;lutazioni, studi e naturalmente del con&amp;shy;senso politico. In attesa, cosa si può fare per dire “basta” alla violenza nel mondo giovanile? Il ruo&amp;shy;lo più importante lo detiene sicuramen&amp;shy;te la famiglia, oggi chiamata a competen&amp;shy;ze molto più complesse di un tempo: nul&amp;shy;la può sostituire un rapporto sincero e aperto tra figli e genitori in un clima di fi&amp;shy;ducia, di rispetto e di accettazione del di&amp;shy;ritto di ognuno di noi a seguire la propria inclinazione formativa verso l’autorealiz&amp;shy;zazione. Inoltre, dalla mia esperienza di studente, sono convinto che la scuola ci sia di gran&amp;shy;de aiuto: una scuola fatta di insegnanti im&amp;shy;pegnati sì, ma anche attenti e rispettosi delle nostre emozioni, dei nostri senti&amp;shy;menti e soprattutto dei nostri disagi, per evitare che gli stessi si trasformino in qual&amp;shy;cosa di peggio e di sbagliato. In questo modo si rendono partecipi anche i ragaz&amp;shy;zi più “assenti”, problematici e apparen&amp;shy;temente disinteressati alle lezioni. È proprio anche per questi motivi che nel&amp;shy;la mia scuola è maturata l’idea di creare un comitato studenti, che oltre a dar vo&amp;shy;ce a problemi prettamente scolastici, ci permette di affondare apertamente i no&amp;shy;stri problemi, di aiutare e di sostenere at&amp;shy;tività giovanili. Accanto a ciò non bisogna dimenticare i contributi di molteplici as&amp;shy;sociazioni che in svariati modi cercano di prevenire la violenza: chi lanciando un Appello all’educazione, chi puntando ad un fair play prima che nello sport nella vi&amp;shy;ta, e così via. Insomma, è solo lavorando in sinergia che, forse, un giorno la violenza appar&amp;shy;terrà al passato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-4577612278803445943?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/4577612278803445943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/19-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4577612278803445943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/4577612278803445943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/19-gennaio-2009-giornale-del-popolo.html' title='19 gennaio 2009 - Giornale del Popolo'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-3642574470829731477</id><published>2009-01-22T00:17:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T00:30:15.141-08:00</updated><title type='text'>17 gennaio 2009 - Corriere del Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Omicidio Tamagni, un caso per tre a processo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lunedì alle 9.30 nell’aula del Pretorio di Locarno si apre il dibattimento davanti alle Assise criminali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte delle Criminali cittadine sarà presieduta dal giudice Mauro Ermani, l’accusa sostenuta dalla pp Rosa Item – Il processo si protrarrà per oltre una settimana Omicidio intenzionale:di que&amp;shy;sto reato per la morte del 22enne di Gordola Damiano Tamagni, avvenuta dopo un pestaggio nel&amp;shy;la notte del carnevale locarnese dello scorso anno, saranno chia&amp;shy;mati a rispondere da lunedì da&amp;shy;v&amp;shy;anti alla Corte delle Assise crimi&amp;shy;nali di Locarno, presiedute dal giu&amp;shy;dice Mauro Ermani ( giudici a la&amp;shy;tere Chiarella Rey Ferrari e Luca Zorzi), Marko Tomic ( difeso dal&amp;shy;l&amp;shy;’avv. Yasar Ravi) eIvica Grgic (pa&amp;shy;trocinato dall’avv. Francesca Pe&amp;shy;rucchi- Baggi), mentreacaricodi Ivan Jurkic (difesodall’avv. Luca Marcellini) l’accusa principale è di aggressione. Per i tre l’atto d’ac&amp;shy;cusa firmato dalla pp Rosa Item contiene anche reati minori (por&amp;shy;nografia per Tomic, contravven&amp;shy;zi&amp;shy;one alla legge federale sugli stu&amp;shy;pefacenti per gli altri due). A pa&amp;shy;trocinare gli interessi della fami&amp;shy;glia Tamagni sarà l’avv. di parte ci&amp;shy;vile Diego Olgiati. Come noto, nell’inchiesta è stato coinvolto anche un minorenne (patrocinato dall’avv. Ignazio Ma&amp;shy;ria Clemente) per il quale ci sarà un procedimento disgiunto per aggressione, subordinatamente rissa. Il processo che si aprirà lunedì al Pretorio di Locarno è indub&amp;shy;biamente molto atteso, anche perché la morte violenta di Da&amp;shy;miano Tamagni aveva provoca&amp;shy;to un profondo cordoglio che ha ampiamente travalicato i confi&amp;shy;ni cantonali. Una morte cruen&amp;shy;ta che aveva inoltre innescato una serie di inquietanti interro&amp;shy;gativi sulla sicurezza del cittadi&amp;shy;no, l’acuirsi della violenza giova&amp;shy;nile e la problematica dell’inte&amp;shy;grazione fra etnie diverse. I vari dibattimenti previsti (la sen&amp;shy;tenza non dovrebbe arrivare pri&amp;shy;ma del 27 gennaio)si annuncia&amp;shy;no già sin d’ora molto intensi e «combattuti», anche perché sulle cause che hanno determinato la morte di Tamagni accusa e difesa produrranno perizie contrastan&amp;shy;ti. Due (quelle commissionate dal&amp;shy;la pp Item e dall’avv. Olgiati)con&amp;shy;cludono che la morte del 22enne è da attribuire alla lacerazione del&amp;shy;l&amp;shy;’arteria cervicale a seguito dei col&amp;shy;pi inferti da Tomic e Grgic, la ter&amp;shy;za (prodotta dal difensore di To&amp;shy;mic) pone invece il dubbio sulla causachehaprovocatolalacera&amp;shy;zione mortale. In altre parole, non è detto che siano stati proprio i cal&amp;shy;ci di Tomic e Grgic, ma potrebbe&amp;shy;ro essere anche stati i colpi infer&amp;shy;ti in precedenza da Jurkic e dal mi&amp;shy;norenne. Pertanto, risulterebbe difficile stabilire un diverso grado di repsonsabilità per quest’ultimi (appunto accusati di aggressione e non di omicidio intenzionale) rispetto agli altri due.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-3642574470829731477?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/3642574470829731477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/17-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/3642574470829731477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/3642574470829731477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/17-gennaio-2009-corriere-del-ticino.html' title='17 gennaio 2009 - Corriere del Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2271946871474481485.post-2543306638572777869</id><published>2009-01-21T23:44:00.000-08:00</published><updated>2009-01-21T23:52:28.566-08:00</updated><title type='text'>17 gennaio 2009 - La Regione Ticino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un omicidio, tre perizie&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Da lunedì alle Criminali di Locarno i giovanissimi autori del pestaggio in cui morì Damiano&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sette giorni per cercare una verità e dare delle risposte. Per dare, innanzitutto, una ri&amp;shy;sposta – quella della Giusti&amp;shy;zia – a uno dei fatti di sangue che più hanno colpito il Lo&amp;shy;carnese negli ultimi anni: la morte, il 1 ° febbraio 2008 al carnevale “ la Stranociada” di Locarno, di Damiano Tama&amp;shy;gni, 22 anni, studente di Gor&amp;shy;demo. Gli imputati Nel palazzo del Pretorio, da dopodomani lunedì 19 a mar&amp;shy;tedì 27 gennaio, le Assise Crimi&amp;shy;nali di Locarno si riuniranno per giudicare tre ragazzi figli di immigrati di origine slava: Ivi&amp;shy;ca Grgic, 22 anni (difeso da Francesca Perucchi- Baggi), Marko Tomic, 19 anni (difeso da Yasar Ravi), e Ivan Jurkic, 20 anni (difeso da Luca Mar&amp;shy;cellini). Sono loro – unitamen&amp;shy;te a un minorenne ticinese per&amp;shy;seguito separatamente per ag&amp;shy;gressione, subordinatamente rissa, e tutelato dall’avvocato Ignazio Maria Clemente – che quella sera, in Città Vecchia, aggredirono Damiano Tamagni lasciandolo esanime in un an&amp;shy;fratto di Via Borghese. L’auto&amp;shy;psia parla di un decesso avve&amp;shy;nuto per emorragia cerebrale causata dalla lacerazione del&amp;shy;l’arteria situata all’altezza della nuca, in seguito all’estensione e alla torsione del capo. Il che equivale a una morte presumi&amp;shy;bilmente causata dagli effetti di un pestaggio breve ma brutale. Soltanto Ivica e Marko do&amp;shy;vranno rispondere di omicidio intenzionale. A loro, secondo la procuratrice pubblica Rosa Item, titolare dell’inchiesta, vanno infatti imputate le mag&amp;shy;giori responsabilità. Ivan, ter&amp;shy;zo membro del gruppo, parte&amp;shy;cipò al pestaggio ma ebbe un ruolo secondario ( in qualche modo paragonabile a quello del minorenne). Ecco perché nel&amp;shy;l’atto d’accusa la sua presunta colpa è quella di aggressione. Ulteriori accuse, minori, sono state promosse per tutti e tre gli imputati: contravvenzione alla Legge federale sugli stupe&amp;shy;facenti per Jurkic e Grgic, e pornografia per Tomic. Il pestaggio Secondo quanto è trapelato dalla ricostruzione dei fatti così come laboriosamente ef&amp;shy;fettuata dagli inquirenti nel corso di un anno di indagine, il dramma si consumò in pochi istanti, verso le 23.40. Gli atti&amp;shy;mi in cui i tre ragazzi reagiro&amp;shy;no con la violenza alla decisio&amp;shy;ne di Damiano – istintiva, e forse con intento pacificatore – di intervenire in un alterco che coinvolgeva due gruppi di giovani. Forse fu un’errata in&amp;shy;terpretazione del gesto, ed è presumibile che ebbe un ruolo anche il modo in cui – vestito e truccato da Emo – Damiano si presentò. Fatto sta che l’in&amp;shy;tervento del giovane di Gordo&amp;shy;la, in quel particolare momen&amp;shy;to di tensione, mutò repentina&amp;shy;mente le dinamiche, focaliz&amp;shy;zando la violenza laddove non aveva senso che venisse sfoga&amp;shy;ta. Secondo quanto appurato dalla Magistratura, ed inserito nell’atto d’accusa quale descri&amp;shy;zione dei fatti che determina&amp;shy;no le varie imputazioni, il pri&amp;shy;mo a prendersela con Damia&amp;shy;no fu Jurkic, che assieme al minorenne lo spintonò a più riprese con foga. Poi interven&amp;shy;nero, con maggiore aggressi&amp;shy;vità, a calci e pugni, Tomic e Grgic, i quali se ne andarono abbandonando Damiano ago&amp;shy;nizzante. I referti Valutando nel dettaglio la dinamica di questi eventi verrà ovviamente costruita la verità processuale che porterà alla sentenza della Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani. Eventi i cui effetti sono stati sviscerati in tre perizie. Quella giudizia&amp;shy;ria, firmata dal professor Antonio Osculati dell’Unità operativa di medicina legale dell’Azienda ospedaliera uni&amp;shy;versitaria di Varese, chiari&amp;shy;sce che il decesso è avvenuto per una lacerazione dell’arte&amp;shy;ria vertebrale sinistra intra&amp;shy;cranica. Lacerazione che nel&amp;shy;l’atto d’accusa viene messa in relazione con un colpo di frusta causato dai calci sfer&amp;shy;rati da Tomic ( alla tempia si&amp;shy;nistra di Damiano) e Grgic ( sulla parte destra della nuca). E sono conclusioni cui giunge sostanzialmente an&amp;shy;che la seconda perizia, com&amp;shy;missionata al patologo En&amp;shy;nio Pedrinis dal legale di parte civile ( la famiglia Ta&amp;shy;magni), avvocato Diego Ol&amp;shy;giati. A far discutere mag&amp;shy;giormente in questi giorni immediatamente precedenti il dibattimento è una terza perizia, prodotta dall’avvoca&amp;shy;to di Tomic, Yasar Ravi, e fir&amp;shy;mata dal professore dell’Uni&amp;shy;versità Cattolica di Roma, Angelo Fiori. Questi sostie&amp;shy;ne in definitiva che non è possibile attribuire a Tomic e a Grgic la responsabilità della morte di Damiano, per&amp;shy;ché sarebbe ancora da chiari&amp;shy;re chi, fra i 4 attori a vario ti&amp;shy;tolo del pestaggio, abbia in&amp;shy;ferto i colpi decisivi. Proprio a proposito della “ perizia Fiori”, secondo quanto ha riferito ieri il Quo&amp;shy;tidiano della Tsi, la procura&amp;shy;trice Item chiederà alla Corte che il perito giudiziario Oscu&amp;shy;lati ne possa produrre un suo rapporto scritto. Richiesta cui ha già detto di volersi op&amp;shy;porre l’avvocato Ravi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il pestaggio secondo il Codice penale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 111 Omicidio intenzionale Chiunque intenzionalmente uccide una persona è punito con una pena detentiva non inferiore a cinque anni.&lt;br /&gt;Art. 134 Aggressione Chiunque prende parte ad un’aggressio&amp;shy;ne, a danno di una o più persone, che ha per conseguenza la morte o la lesione di un aggredito o di un terzo, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.&lt;br /&gt;Art. 133 Rissa Chiunque prende parte ad una rissa che ha per conseguenza la morte o la lesione di una persona, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Se si può dare un senso all’inspiegabile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Fondazione Damiano Tamagni e la prevenzione della violenza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è soprattutto la musica, al centro delle attività cultu&amp;shy;rali della Fondazione Damia&amp;shy;no Tamagni, presentata in ottobre al pubblico da papà Maurizio, e da chi come lui crede che da un dramma im&amp;shy;menso come la morte di un fi&amp;shy;glio sia possibile costruire qualcosa. Musica come i con&amp;shy;certi lirici e quelli corali, come l’esibizione natalizia organizzata a Brissago gra&amp;shy;zie alla locale commissione cultura e tempo libero, oppu&amp;shy;re ancora come il concerto gospel di Gerra Piano, in oc&amp;shy;casione del quale la Fonda&amp;shy;zione era presente per diffon&amp;shy;dere il suo messaggio di non violenza. Tutti eventi utili per racco&amp;shy;gliere i fondi necessari a por&amp;shy;tare avanti una moltitudine di progetti: da quello di edu&amp;shy;cazione emotiva nelle Scuole dell’infanzia ed elementari, condotto in collaborazione con l’Alta scuola pedagogica, alla “ pièce” teatrale sul tema della violenza portata in sce&amp;shy;na dai ragazzi delle Medie della Morettina a Locarno, da presentare in varie sedi di Scuola media del cantone; dalla pubblicazione di un fu&amp;shy;metto didattico incentrato sul tema della violenza, che verrà distribuito nelle Me&amp;shy;die, alla campagna di sensi&amp;shy;bilizzazione prevista durante il prossimo carnevale, su sca&amp;shy;la ticinese, utilizzando il sog&amp;shy;getto migliore che emergerà da un concorso di disegno per i ragazzi di Quarta Me&amp;shy;dia. ‘Con la testa, non con le mani’ Il motto della Fondazione è “ Con la testa, non con le mani”. Secondo quanto si può leggere sul sito &lt;a class="email" href="http://www.damianotamagni.ch/" target="_blanks"&gt;http://www.damianotamagni.ch/&lt;/a&gt;, « è stata co&amp;shy;stituita per onorare la memo&amp;shy;ria di Damiano ed ha come scopo la prevenzione della violenza giovanile e l’aiuto alle famiglie coinvolte » . La perdita di un figlio, scrive papà Maurizio, « è un avveni&amp;shy;mento così tragico che nessun genitore riesce ad accettare, indipendentemente da come succede. Ma in questo caso è impossibile trovare un senso da dare a quanto è accaduto ed è per questo che abbiamo deciso di costituire una fonda&amp;shy;zione che si occupi del proble&amp;shy;ma della violenza; e se ciò por&amp;shy;terà qualcosa di buono, forse potremo pensare che la morte di Damiano non sia stata del tutto inutile » . Tutte le circo&amp;shy;stanze, prosegue Maurizio Tamagni, « hanno portato Da&amp;shy;miano, un ragazzo che era un esempio della nostra gioventù “ buona”, a trovarsi proprio in quel luogo e proprio in quel momento per essere investito dalla brutalità peggiore che si possa immaginare. Un fatto così eclatante ha creato gran&amp;shy;de scalpore mediatico, nonché grande emozione in tutta la popolazione » . Maurizio dice di aver ri&amp;shy;flettuto molto rispetto a quanto successo, « e la conclu&amp;shy;sione che ho potuto trarre è che il suo destino doveva pro&amp;shy;prio essere quello di vittima “ perfetta” per fare in modo che l’opinione pubblica si ac&amp;shy;corgesse del problema della violenza dilagante tra i giova&amp;shy;ni, e che le autorità avessero finalmente uno spunto per ri&amp;shy;portare la sicurezza nel nostro paese » . Una Fondazione che baserà il suo operato sull’affetto de&amp;shy;gli amici di Damiano, i quali si metteranno a disposizione lavorando nei diversi proget&amp;shy;ti che saranno sviluppati. Le attività saranno coordina&amp;shy;te sia con quelle svolte dal Gruppo operativo contro la violenza giovanile istituito dal Consiglio di Stato, sia con le altre istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Analisi e ricette&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svizzero o straniero non fa differenza, giovane, maschio, di un’età mediamente compresa tra i 13 e i 20 anni, con un alto ri&amp;shy;schio di recidiva spinto dal sen&amp;shy;timento di onnipotenza, di&amp;shy;sprezzo per la vittima e accani&amp;shy;mento anche dopo averla già so&amp;shy;praffatta, scarsa coscienza delle conseguenze dei propri gesti, pronunciato narcisismo che si esprime con l’esibizione delle proprie bravate (filmati, foto con cellulari, racconti agli ami&amp;shy;ci). Nel caso di una provenienza straniera si tratta di giovani di condizione socio-economica precaria, spesso con problemi di scolarizzazione, di formazione professionale o di integrazione. Questo statisticamente il pro&amp;shy;filo del giovane violento. L’iden&amp;shy;tikit è stato stilato dal Gruppo ‘giovani, violenza, educazione’, gruppo che ha visto la luce al&amp;shy;l’indomani dell’omicidio di Da&amp;shy;miano Tamagni, il 22enne di Go&amp;shy;dremo aggredito al carnevale di Locarno lo scorso 1° febbraio. Coordinato dal procuratore pubblico Antonio Perugini, questo gruppo operativo e di coordinamento creato « per me&amp;shy;glio affrontare il problema della violenza giovanile » in Ticino è stato formalmente costituito dal governo su proposta del mini&amp;shy;stro Luigi Pedrazzini. Composta, oltre che da Peru&amp;shy;gini, dai rappresentanti della scuola ( Franco Lazzarotto), dell’Ufficio giovani del Dss ( Marco Galli) e della Polizia cantonale ( Pierluigi Vaerini) nonché dal magistrato dei mi&amp;shy;norenni Reto Medici, la task force ha ricevuto il compito dal Consiglio di Stato di « acquisire una visione più completa della situazione quale premessa per adottare strategie operative, coordinare nel modo migliore e valorizzare i puntuali interventi settoriali già operanti nel territo&amp;shy;rio, proporre, rispettivamente adottare in tempi brevi misure operative coordinate che permet&amp;shy;tano di arginare comportamenti violenti e problematici, indivi&amp;shy;duare e proporre al Consiglio di Stato strategie atte a promuovere e consolidare nei giovani i valori della convivenza pacifica e del ri&amp;shy;spetto della propria e dell’altrui integrità ». Il gruppo si è poi al&amp;shy;largato a rappresentanti dei me&amp;shy;dia, dei principali centri del cantone e delle associazioni gio&amp;shy;vanili. Digeribili e indigeste Alcuni dei suggerimenti sor&amp;shy;titi dai lavori del gruppo hanno avuto da subito un’ampia eco mediatica. « Alcune proposte ri&amp;shy;scatenò sulteranno digeribili, altre indi&amp;shy;geste », sottolineò il pp Perugini al momento della presentazione nel maggio 2008 del primo rap&amp;shy;porto. Tra queste ultime basti rammentare la proposta di in&amp;shy;trodurre il coprifuoco per i mi&amp;shy;norenni. Proposta però scartata dal Consiglio di Stato, il quale comunicò di non voler nemme&amp;shy;no « approfondire l’ipotesi di una base legale volta a stabilire un orario limite per la presenza di minorenni in luoghi pubblici ». Altro rapporto, altra proposta. Il divieto di ‘ botellon’. Si tratta del termine spagnolo relativo ad appuntamenti di massa, orga&amp;shy;nizzati sfruttando internet, che hanno quale scopo primario il bere alcolici in gruppo e in spa&amp;shy;zi pubblici come piazze e parchi cittadini. Il lancio di una mani&amp;shy;festazione simile a Bellinzona una ridda di commenti e pareri, messi a tacere dalla scarsa partecipazione dei tici&amp;shy;nesi. Attenti ai media Più volte nei ‘rapporti Peru&amp;shy;gini’ viene stigmatizzato il ruolo dei media in vicende come l’omicidio Tamagni. Dai comunicati stampa delle forze dell’ordine alla cronaca gior&amp;shy;nalistica, secondo il gruppo di lavoro occorrerebbe ripensare modalità e contenuti nel caso di atti penalmente rilevanti commessi da minorenni o di problematiche giovanili in senso più ampio. Non si tratta di una censura, bensì di una maggior consapevolezza e sen&amp;shy;sibilità verso i sentimenti su&amp;shy;scitati nella popolazione. Tre rapporti, oltre nove mesi di lavoro, all’insegna del prag&amp;shy;matismo, della ricerca di solu&amp;shy;zioni praticabili per contrastare un fenomeno progressivamente in aumento, sia nelle cifre, sia nella brutalità ed esplosività dei gesti. Si tratta di episodi di vio&amp;shy;lenza in genere legati a motivi futili. Spesso sguardi o parole mal intesi sono sufficienti a sca&amp;shy;tenare reazioni di violenza, al&amp;shy;trettanto spesso accecata dal consumo di alcol o droghe. « Sono soddisfatto di come il gruppo sta lavorando – dice Pe&amp;shy;rugini alla “RegioneTicino” –, Abbiamo consegnato un venta&amp;shy;glio di proposte concrete e attua&amp;shy;bili, la maggior parte in tempi brevi. Ora ci vuole la volontà po&amp;shy;litica di decidere e mettere in pra&amp;shy;tica ». Come dire: ora tocca al Consi&amp;shy;glio di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A Carnevale per i violenti scatterà la diffida&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il provvedimento verrà adottato da cinque società organizzatrici&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S’allunga la lista di misure che le so&amp;shy;cietà organizzatrici dei carnevali di Tesserete (Or Penagin), Chiasso (Ne&amp;shy;biopoli), Sant’Antonino (Goss), Rovere&amp;shy;do (Lingera) e Maggia hanno confezio&amp;shy;nato lanciando a suo tempo la campa&amp;shy;gna “Carnevali in sicurezza”. Que&amp;shy;st’anno chi in occasione di una delle cinque imminenti manifestazioni verrà colpito da una diffida per essersi reso protagonista di atti violenti non potrà accedere nemmeno alle altre quattro rassegne carnevalesche. Di più: lo stesso provvedimento sarà vali&amp;shy;do anche nel 2010. La campagna “Carnevali in sicurez&amp;shy;za” è stata ideata nel 2007 ed è concreta&amp;shy;mente partita lo scorso anno, prima del tragico episodio di Locarno. L’iniziati&amp;shy;va coinvolge al momento cinque so&amp;shy;cietà organizzatrici di carnevali: l’ulti&amp;shy;ma in ordine di tempo a entrare nel gruppo è stata quella di Maggia. Ed è sostenuta dall’Associazione regnanti della Svizzera italiana e dalla ditta pri&amp;shy;vata di sicurezza Rainbow. « Si è deciso di unire le forze per elaborare delle stra&amp;shy;tegie uniformi affinché le manifestazio&amp;shy;ni possano svolgersi solo ed esclusiva&amp;shy;mente all’insegna del divertimento », ha spiegato il direttore della Rainbow, Al&amp;shy;berto Pongelli, intervenendo ieri a Sant’Antonino alla conferenza stampa indetta per illustrare l’edizione 2009 di “Carnevali in sicurezza”. Strategie uniformi che hanno portato fra l’altro alla stesura di un regolamento comu&amp;shy;ne. Con relativi divieti. In una nota i promotori della campagna ne ricorda&amp;shy;no alcuni: « Divieto di fumo nei capan&amp;shy;noni, divieto di introdurre materiale “a rischio” (vetro, lattine, bottiglie in Pet, coltelli ecc.) e divieto di consumo di alcol per i minorenni ». Sempre in base al re&amp;shy;golamento, che parla anche di controlli agli « accessi », il pubblico « può essere fotografato o filmato ». L’obiettivo non è la repressione: « si vuole fare unicamente della prevenzio&amp;shy;ne », ha tenuto a precisare Simone Giu&amp;shy;dicetti, presidente del Carnevale Lin&amp;shy;gera di Roveredo. La campagna come detto è partita l’anno scorso. E la prima esperienza « è stata molto positiva », ha sottolineato Livio Mazzuchelli, alla te&amp;shy;sta degli organizzatori del Carnevale di Tesserete aggiungendo che la sicurez&amp;shy;za « assorbe il 40 per cento dei nostri co&amp;shy;sti ». Mario Gambarini, responsabile della sicurezza per il Carnevale di Sant’Antonino: « Ogni volta ci incon&amp;shy;triamo, prima dell’apertura della mani&amp;shy;festazione, con le forze di polizia, i pom&amp;shy;pieri e i servizi sanitari e insieme effe&amp;shy;t-tuiamo i necessari sopralluoghi ». L’edizione 2009 di “Carnevali in sicu&amp;shy;rezza” introduce dunque in caso di dif&amp;shy;fida il divieto d’accesso alle cinque ras&amp;shy;segne carnevalesche citate, quelle in programma sia quest’anno che nel 2010. Gli aspetti giuridici, ha detto Maz&amp;shy;zuchelli, sono stati chiariti col procura&amp;shy;tore pubblico Antonio Perugini. Pon&amp;shy;gelli: « Se la persona raggiunta dal prov&amp;shy;vedimento viene riconosciuta all’interno degli spazi ai quali non avrebbe dovuto accedere, nei suoi confronti scatta la de&amp;shy;nuncia per violazione di domicilio ». Gli ideatori di “Carnevali in sicurez&amp;shy;za” sperano nell’adesione alla campa&amp;shy;gna di altre società organizzatrici. « Il nostro dispositivo di sicurezza ha però un’altra struttura e un’altra dimensio&amp;shy;ne, anche perché la superficie pubblica interessata dalla manifestazione è assai vasta – afferma il presidente del Raba&amp;shy;dan di Bellinzona Decio Cavallini in&amp;shy;terpellato dalla “RegioneTicino” –. Noi investiamo mezzo milione di franchi nella sicurezza e un simile importo non è certo alla portata di società più piccole della nostra. La diffida – aggiunge Ca&amp;shy;vallini – è comunque una misura che può essere dissuasiva. Vedo tuttavia un problema pratico: la maschera non faci&amp;shy;lita il riconoscimento di chi è stato colpi&amp;shy;to dal provvedimento. In ogni caso, ripe&amp;shy;to, la diffida può costituire un deterren&amp;shy;te ».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2271946871474481485-2543306638572777869?l=processotamagni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://processotamagni.blogspot.com/feeds/2543306638572777869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/17-gennaio-2009-la-regione-ticino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2543306638572777869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2271946871474481485/posts/default/2543306638572777869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://processotamagni.blogspot.com/2009/01/17-gennaio-2009-la-regione-ticino.html' title='17 gennaio 2009 - La Regione Ticino'/><author><name>IlRespiroDellaPolitica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14385564071644810216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PeAuhiEdVYc/Sv7eLU692JI/AAAAAAAAAK4/W2dOHrDMt-s/S220/g0221.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
